LEGGENDO IL CINEMA – KUBRICK E DOSTOEVSKIJ (2022)

Così come le iconiche scene di ‘2001: Odissea nello spazio ‘, sono la dimostrazione più acuta della precisione che Kubrick applicava nella realizzazione delle sue opere, questa citazione è probabilmente la più adatta a descrivere il pensiero infuso nelle opere stesse.

Approfondendo un analisi iconologica dei suoi capolavori, lo scopo di questo scritto è quello di estrapolare i processi metodologici e letterari, ricercando correlazioni o differenze con il celebre romanziere russo Fëdor Dostoevskij, con il fine di avere una visione che non si limita a descrivere Kubrick come un semplice cineasta, ma come un fenomeno culturale capace di spaziare in una moltitudine di linguaggi storico-artistici e sociali. Un analisi originale presentata per voi da NerdAlQuadrato.

L’uomo deve poter scegliere tra bene e male, anche scegliendo il male. Se gli viene tolta questa scelta egli non è più un uomo, ma un arancia meccanica.

Stanley Kubrick
Stanley Kubrick sul set di Barry London
Stanley Kubrick sul set del film “Barry Lyndon

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Analisi Generale

Partendo da un analisi generale della filmografia, si può osservare chiaramente come egli sia stato un regista eclettico, poliedrico e capace di spaziare in ogni genere alla ricerca della bellezza totale, al di fuori della fisicità della stessa, diventando quasi il punto cardine della sua intera carriera cinematografica, dove l’esasperazione dei comportamenti umani, le scenografie suggestive e un realismo intrinseco sono le colonne portanti di un modo di fare cinema unico ed inimitabile. In ‘Arancia Meccanica‘, ad esempio, nella carrellata dei primi minuti della pellicola tutti gli elementi sopracitati si esprimono in ogni parte della messinscena.

Lo sguardo di Alex (il protagonista), la musica, la scenografia ispirata dalla pop art, uno stile palesemente voyeur ed il primissimo monologo, “urlano” la volontà di Kubrick di colpire lo spettatore, quasi fino a confonderlo. In contrasto si può trovare il grottesco essere umano di ‘Full Metal Jacket‘, rappresentato da Palla di lardo, che viene totalmente estraniato dalla società, depersonalizzato al solo scopo di renderlo il soldato perfetto, agli ordini di una forza più grande di lui.

La società di Kubrick è spesso ossessionata dal piacere, che si ramifica in ogni lato della vita quotidiana, espropriando le persone della volontà di essere, possedendole totalmente in maniera grottesca e quasi tragicomica.

Fëdor Dostoevskij

Con Dostoevskij, questi temi sono ribaltati: egli si propone di mostrare il “sottosuolo” estetico e sociale dell’essere umano nelle sue sfaccettature più carnali e profonde. la San Pietroburgo di ‘Delitto e Castigo‘ è malata, dall’alto delle poche persone che vivono una vita minimamente degna, il resto della popolazione, e il protagonista Raskol Nikov, sopravvivono ogni giorno abbandonati alla cruda realtà. In questo contesto così marcio, proviamo pena per il protagonista che per liberarsi da questa vita di stenti, uccide un anziana a cui aveva portato precedentemente alcuni oggetti in pegno.

Si potrebbe prendere anche in esempio il libro ‘il giocatore‘, dove la follia del gioco d’azzardo colpisce anche l’anziana nonna del protagonista, Aleksej Ivànovic, di cui l’eredità da lei posseduta dipendeva sostanzialmente la vita di tutti i personaggi del racconto. L’autore riesce a rievocare lo squallore e le continue ipocrisie di un impero in continua decadenza, dell’impatto violentissimo con la cultura, ormai industrializzata, occidentale.

La costruzione dei romanzi di Dostoevskij, realistica e attenta alla descrizione di ogni singolo aspetto dei personaggi e dell’ambiente circostante, è molto simile alla meticolosità di Kubrick, che cerca in ogni modo di mostrare al pubblico il maggior numero di elementi importanti, senza mai tralasciare nulla al caso, dai movimenti di macchina fino agli elementi della scenografia.

Il rapporto con la Letteratura

Wendy: Allora il lavoro l’hai preso?
Jack: Certo. È un posto bellissimo, a te e a Danny farà impazzire!

La letteratura e Kubrick sono un sodalizio imprescindibile di tutta la filmografia kubrickiana, se pur è vero che cinema e lettere sono da sempre legate in maniera indissolubile, bisogna porre l’accento su come Kubrick sia stato capace di riscrivere e reinterpretare capolavori contemporanei come ‘Arancia Meccanica‘ di Anthony Burgess o ‘Shining‘ di Stephen King. Attirando a sè non poche critiche su alcuni cambiamenti radicali dei testi originali, Kubrick è riuscito a riunire tutte le caratteristiche del suo cinema in prodotti nuovi, in alcuni casi talmente distanti dal prodotto originale da dover rendere doveroso, da parte della critica le totali differenze fra essi.

Bisogna però dar conto al regista che alcuni romanzi sono stati adattati con una fedeltà ineccepibile: ‘Nato per uccidere‘ è il romanzo di Gustav Hasford da cui è ispirato il fim ‘Full Metal Jacket‘, in questa pellicola molte scene sono state riproposte esattamente come descritte dallo stesso Hasford, probabilmente anche grazie alla scrittura parzialmente curata dallo stesso Hasford, come ad esempio tutta la parte iniziale sull’addestramento dei marines, mentre non sono state incluse nella pellicola scene iconiche del libro quali la scena con Joker e gli altri soldati al cinema, e la crisi di cannibalismo di Rafter Man.

2001: Odissea nello Spazio

Tornando a Dostoevskij si può parlare di una difficile adattabilità al cinema, data la grande mole d’informazioni che vengono donate al lettore è molto complicato riportare sul grande schermo la ricchezza che l’autore dona alle sue opere.

Esistono però casi esemplari di tentativi che ad oggi vengono comunque visti come cult, come ad esempio ‘L’idiota‘ di Kurosawa che non verrà mai visto come un grande film, ma come un tentativo molto interessante che si tramutò in un nulla di fatto, o ancora ‘Le Notti Bianche‘ di Visconti, che come Kubrick, si è sganciato dalle narrazioni originali lasciando inalterate solo le caratteristiche principali, in questo caso i tre personaggi che interagiscono tra di loro e la protagonista di nome Natalia, ambientando la storia a Livorno, in un contesto totalmente differente dalle deserte strade di San Pietroburgo.

Le notti bianche di Luchino Visconti

Conclusioni finali

Sarebbe possibile continuare a discorrere per ore, scrivendo centinaia di pagine di analisi sulla cinematografia di Kubrick, e ancor di più in relazione alla letteratura che ad oggi rimane ancora fondamentale alla sussistenza del cinema come lo intendiamo oggi.

Kubrick è stato una figura cardine del cinema moderno, come anche Dostoevskij per la letteratura di tutti i tempi, entrambi sono riusciti a calarsi totalmente nel proprio contesto storico, portando alla luce modi di pensare, idee e innovazioni nei rispettivi campi, attirando a sé non solo elogi e fama, ma anche critiche, che nel caso dell’autore russo gli sono costate anni di povertà e anche una condanna a morte per i propri ideali.

La storia ci racconta come queste figure, così particolari, fuori dagli schemi e alle volte tenebrose, nascano nei contesti più disparati e che molto spesso il loro genio venga totalmente incompreso dai contemporanei, in relazione ad un allontanamento estremo dei valori dell’epoca o, tutt’al più, ad una serie di stravolgimenti portati all’interno della cultura di tutti noi.


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Alessandro Ierna

Redattore di Nerdalquadrato. Studio Teatro, Cinema e Media alla Sapienza. Amante della critica cinematografica, dell'arte, della letteratura e aspirante regista. Mi piace il caffè lungo.☕