NOPE – LA NOSTRA RECENSIONE! (2022)

È già disponibile da qualche giorno in sala Nope, l’ultima fatica del regista e premio Oscar Jordan Peele (Get Out, Us) è stata ossanata da molti come il miglior film del regista, ma sarà realmente così? Noi di NerdAlQuadrato siamo qui per rispondere alla domanda, dal nostro punto di vista!

Questa recensione di Nope si dividerà in diverse categorie: una parte no-spoiler, una spoiler, una per quanto riguarda l’aspetto tecnico/colonna sonora e infine l’opinione finale con voto. Consigliamo, a chi non avesse ancora visto il film, di leggere solo la parte no-spoiler.

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Recensione No-Spoiler

Nope è il prossimo salto naturale nella carriera in piena espansione di Jordan Peele. I suoi primi due film, Get Out e Us, possono aver battuto nuovi record di incassi per i film horror originali, ma i loro budget di produzione non si avvicinano nemmeno lontanamente al costo di 68 milioni di Nope. Questo è il primo vero tentativo di Peele di creare un vero e proprio blockbuster, con tutti i brividi e la suspense che ci si può aspettare da un’uscita estiva.

Il regista ha costantemente alzato la posta in gioco con ogni nuovo progetto e Nope, per molti versi, sembra il culmine del suo percorso cinematografico fino a questo momento. Dal suo potente commento metatestuale sull’industria cinematografica stessa ai suoi tratti spielberghiani, Nope è pieno zeppo della personalità unica di Peele. Questo si riflette al meglio nella vera ciliegina sulla torta: anche quando Peele si allarga in dimensioni e scala, mantiene il nucleo del film radicato nell’orrore senza filtri.

A differenza dei precedenti lavori di Peele, Nope è più un classico “film di creature” che altro. L’altra ovvia nuova distinzione è la miscela di fantascienza. La maggiore attrattiva del film è stata la sua segretezza e le popolari teorie dei fan. Il titolo Nope è in realtà un acronimo segreto? Cosa sono gli uomini-tubo gonfiabili che ondeggiano? E quello è… un disco volante nel cielo? Sarebbe sciocco relegare subito questo film come “il film di Peele sugli alieni”. Anche se questa etichetta è in qualche modo accurata, in Nope c’è molto di più di quello che sembra, sia dal punto di vista concettuale che tematico.

Questo presenta un dilemma difficile da risolvere quando si entra nel film per la prima volta. Basta dire che se avete passato del tempo a teorizzare e a crearvi delle aspettative, buttate tutto questo fuori dalla finestra. A suo grande vantaggio, non sarete in grado di capire dove andrà a parare questa storia. È meglio entrare con la mente completamente aperta, aspettandosi solo un film di creature.

Visto che molti accostano Jordan Peele all“horror elevato”, un termine che è già in via di estinzione per il fatto di essere sprezzante nei confronti del genere horror nel suo complesso, non si dovrebbe nemmeno considerare Nope come un declassamento solo perché è un film di mostri, visto che molti di questi film hanno la stessa importanza. Nel caso di Nope, non bisogna guardare oltre le sue ovvie ispirazioni, come Lo squalo di Spielberg o Signs di Shyamalan.

Nope sottolinea il rapporto distorto tra spettacolo e pubblico affamato: il desiderio di grande spettacolo è condiviso da entrambe le parti, ma gli spettatori non ci pensano due volte a masticare e abusare degli artisti per ottenere i loro soldi. Peele cerca di mostrare cosa succede quando lo spettacolo non può più essere controllato o ottenuto attraverso la lente di una famiglia nera che si aggrappa a un’industria che la considera ormai obsoleta.

Se questo vi sembra già molto, considerate che l’incontrollabile atto performativo in questione è un disco volante. Senza dubbio, Nope è l’opera più ambiziosa di Peele. Se la portata di questo kolossal non fosse sufficiente, affronta anche una moltitudine di temi notevoli che fanno sempre riferimento a un film di mostri fantascientifici.

Non c’è da sorprendersi che Peele riesca a raggiungere questo equilibrio narrativo quasi senza problemi. Nope non è tanto un film volutamente difficile da “capire”, quanto piuttosto un film che richiede una mente e un’attenzione aperte. Se c’è qualcosa che si può rimproverare a Nope è il modo in cui gestisce una sceneggiatura piuttosto densa. L’accostamento tra un film di mostri e i suoi temi peculiari vacilla quando Peele deve interrompere il film per dare ulteriori spiegazioni all’uno o all’altro. Questo sarà probabilmente l’aspetto del film meno apprezzato da molti, poiché la misura in cui trascina o mette in disparte la trama è piuttosto evidente.

Per concludere… Il miglior film di Peele, estremamente godibile e sopratutto memorabile.

Voto: 9.5

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Recensione Spoiler

Parto con le cose che mi hanno inquentato di più in Nope, Gordy e Jean Jacket di sicuro gli elementi più disturbanti all’interno del film. Le uniche due sequenze con Gordy non puntano sui jumpscare ma più sul farti rimanere paralizzato e terrorizato dalla violenza di un animale.

In queste due scene c’è anche una metafora che ritorna anche nel film ovvera quella del “un predatore non può essere controllato, ma puoi fare un accordo” infatti il personaggio di Steven Yeun muore per mano di Jean Jacket perché pensava di riuscere a dominarlo come aveva fatto con Gordy. Jean Jacket invece è una presenza continua, terrorizante ma anche onirica. Ogni scena con quest’ultimo ti lascia a bocca aperta e non puoi fare altro che rimanerne stupefatto e terrorizzato.

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Personaggi e Cast

Daniel Kaluuya e Keke Palmer sono la coppia perfetta per questa storia coraggiosa. Si completano a vicenda con le loro qualità uniche, tirando fuori il meglio da questi personaggi. Kaluuya, in particolare, offre un’interpretazione più riservata e fredda, facendo del suo meglio per mantenere la calma anche di fronte a un disco volante, dando vita ad alcuni dei momenti più esilaranti e tesi del film. Nel frattempo, Palmer brilla con una luminosità genuina e un tocco comico che non manca mai di colpire nel segno.

Nope consolida ulteriormente il ruolo di Jordan Peele come eccellente regista di attori, adattando i suoi protagonisti con naturalezza in modo che possano rubare abbastanza scene da soli, pur rientrando nel suo ambito di dialogo e tono. Steven Yeun, naturalmente, merita un bell’applauso, perché è sempre divertente vederlo liberarsi in ruoli più vivaci. Infine, l’uso intricato da parte di Peele del sempre agghiacciante Michael Wincott si inserisce superbamente nelle vibrazioni da monster movie del film.

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Aspetto tecnico

In Nope si ha spesso l’impressione che Jordan Peele sia nella sua forma più magistrale, con un controllo totale dei livelli di suspense e stupore del film. È davvero un riflesso di quanto sia arrivato lontano come narratore, essendo in grado di offrire il suo gusto idiosincratico per il genere all’interno di un glorioso blockbuster. Se poi si aggiungono alcune delle immagini IMAX più efficaci dell’anno, per di più in un film di fantascienza horror, Nope è qualcosa che dovete assolutamente vedere di persona. L’esperienza in Dolby Atmos ha aiutato molto per sentire appieno ogni singolo rumore o dialogo.

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Opinione finale con voto

Tutti saranno soddisfatti? Dipende dal tipo di aspettative che si hanno alla prima visione e se si pensa che Peele sia forse un po’ troppo ambizioso con il suo denso sottotesto. Certo, una storia così distinta sarebbe stata sempre difficile da vendere senza svelare troppo. Tuttavia, con l’odierna ossessione online di sapere tutto su un grande film prima ancora che esca, molte persone potrebbero andarsene da Nope un po’ deluse perché non era questo o quello. Come tutti i film di creature eccentriche ed efficaci, però, Nope ha tutte le carte in regola per essere un film che non potrà che migliorare e farsi apprezzare col tempo.

Voto: 9.5

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