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OPPENHEIMER – LA NOSTRA RECENSIONE! (2023)

Dopo l’uscita nelle sale statunitensi e mondiali avvenuta il 20 luglio di quest’anno, e dopo tanti (troppi) meme sul Barbenheimer, finalmente anche l’Italia potrà godere della visione del film più atteso di questo 2023, ossia Oppenheimer di Christopher Nolan.

Per fortuna io, Gabri di NerdAlQuadrato, sono riuscito a vedere il film ben 2 volte, per cui ho scritto questa recensione per voi, condividendo le mie impressioni personali sul film nella speranza di invogliarvi ad andare a vederlo, perché ne vale davvero la pena. 

Ovviamente, nel caso non abbiate ancora visto il film, la recensione verrà suddivisa in una parte no-spoiler e una con spoiler, per cui attenti!

Detto questo, vi auguro una buona lettura!

Oppenheimer

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Recensione No-Spoiler di Oppenheimer

Premetto con il dire che io non sono mai stato un grande fan di Nolan, o per lo meno, non sono mai stato tanto accanito verso il suo cinema. L’ho sempre trovato un regista che sa il fatto suo, che sa come girare un film e che, a suo modo, riusciva a differenziarsi in diversi aspetti registici e fotografici, rendendo i suoi film unici nel loro genere.

Film come “Il Cavaliere Oscuro”, “Inception” e “Interstellar” ormai sono diventati cult, tanto da restare in vetta nelle classifiche dei migliori film di sempre.

Questo Oppenheimer, però, mi ha fatto scoppiare una scintilla, e per la prima volta mi son trovato di fronte a un film che, nella sua interezza, mi ha fatto appassionare al cinema di Nolan, e che mi ha fatto capire quanto questo regista sia importante per il cinema contemporaneo. 

Oppenheimer è forse il film più completo di Nolan, non forse il suo migliore, ma di certo è un film che merita una posizione nel podio, e che siate fan di Nolan o meno, dovete assolutamente andare a vederlo in sala, perché un’occasione come questa non vi ricapiterà più. 

Certo, la durata del film forse farà storcere il naso ad alcuni, per cui lo si potrebbe trovare troppo lento (nella parte spoiler spiegherò meglio), ma il tutto è ben compensato dalla bravura degli attori, dalla sceneggiatura impeccabile e dagli effetti speciali all’avanguardia.

Voto: 8.5/10

Oppenheimer

Recensione Spoiler di Oppenheimer

Oppenheimer è tutto ciò che mi aspettavo, e non mi ha affatto deluso, specialmente sulla gestione della bomba atomica, che in questo film viene rappresentata come una specie di taglio netto che divide il film: 

La prima parte, che è forse quella più interessante, gira infatti sulla vita burrascosa di J. Robert Oppenheimer, sui suoi studi accademici e sulla sua doppia relazione con Jean Tatlock e poi la futura moglie Kitty, per poi arrivare alla formazione del progetto Manhattan e l’inevitabile costruzione della bomba atomica usata durante il Trinity Test, che porterà al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.

La gestione dell’esplosione della prima bomba è gestita con una suspence impeccabile, frenetica, e per tutto il film abbiamo la consapevolezza che ciò succederà, incrementando così l’ansia e l’agitazione in noi, cosa che mi ha ricordato un vecchio insegnamento del caro zio Hitchcock, che credo si abbini perfettamente al film, ossia:  

‘Non c’è terrore in uno sparo, ma solo nell’attesa di esso.’ 

La seconda parte, quindi, è incentrata per lo più sulla psicologia e sui complessi di Oppenheimer, convinto ormai di essere diventato, come lui stesso dice, “La morte, il distruttore di mondi“. Questo lo porterà quindi a cadere in un vortice di senso di colpa, tanto da rinnegare le sue stesse azioni e a opporsi alla costruzione di una bomba eventualmente più potente, ossia quella all’idrogeno.

Questo, unito al fatto che Oppenheimer avesse una relazione con Jean Tatlock (ex comunista) lo rende protagonista di varie polemiche e di una battaglia legale contro il governo.

Per certi versi, la seconda parte è quella più lenta del film, nonostante gli interessantissimi avvenimenti, ma non è in grado di intrattenere appieno come era riuscita a fare la prima metà. Questo non è però un gran difetto, se contiamo che il tutto è ben dosato nel contesto del film, e Nolan riesce impeccabilmente a farti provare ogni singola emozione di Oppenheimer, fino a farti immedesimare in lui.

Per cui, chi ha intenzione di vedere il film solo per la bomba, sappiate che c’è molto di più di quanto pensiate, e siate mentalmente preparati per i lunghi discorsi politici, scientifici e esistenziali e una seconda metà fatta quasi interamente di dialoghi.

E infine, c’è la scena finale. La scena che, secondo me, è la vera protagonista del film, dove Oppenheimer e Albert Einstein tengono una discussione sulle probabilità che si crei una reazione a catena dopo la prima bomba atomica, che potrebbe eventualmente portare alla distruzione del mondo come lo conosciamo per sempre:

“Quando venni da te con quei calcoli, pensammo di star iniziando una reazione a catena che avrebbe potuto distruttuggere il mondo.” Dice Oppenheimer.
“Si, quindi?” Risponde Albert. E da qui, le ultime parole del film, ossia “Penso che l’abbiamo fatto”, chiudono il film, lasciandoci inerti sulla poltrona a rimuginare su quanto visto, mentre sullo schermo scorrono i futuri bombardamenti che, pian piano, portano alla distruzione della Terra. Una sequenza fatta interamente di immagini, ma che racconta molto.
Una Terra totalmente infiammata e un parallelismo con le gocce di pioggia, che simboleggiano metaforicamente i bombardamenti, sono le ultime cose che vediamo, prima che Oppenheimer possa chiudere gli occhi accettando il destino che lui stesso ha creato. Davvero un finale eccezionale.

oppenheimer

Personaggi e Cast

Penso che più o meno tutti fossimo super hypati per la presenza del vastissimo cast di attori presenti in questo film, e nessuno è stato sprecato. Ogni attore ha dato il meglio di sè e non c’è nessuno che non sia stato all’altezza.

Cillian Murphy, nel suo primo ruolo da protagonista in un film di Nolan, è semplicemente perfetto. Lo dicemmo con il trailer e lo diciamo anche adesso: l’Oscar è suo. Probabilmente il suo ruolo definitivo cinematografico, un ruolo che verrà ricordato a lungo andare quando si farà il suo nome e che lo ha già consacrato come uno dei migliori attori contemporanei.

Da menzionare anche i personaggi secondari, ossia la vice protagonista Emily Blunt, che porta un’ulteriore performance di livello dai tempi di A Quiet Place, e un Robert Downey Jr semplicemente mostruoso:

Il suo Lewis Strauss, ex segretario del commercio degli Stati Uniti e principale “antagonista” del film, è fenomenale. Finalmente RDJ riesce, dopo un Dolittle poco convincente, a risalire alla ribalta e a togliersi l’immagine di Tony Stark del Marvel Cinematic Universe, ruolo che gli è rimasto addosso per più di un decennio. 

Downey Jr ha quindi dimostrato, ancora una volta, di essere un grande attore, e possiamo quasi considerarlo come secondo protagonista del film, data la sua enorme importanza. Non mi stupirei se lo candidassero all’Oscar.

Altri attori si sono fatti valere, come Florence Pugh, nonostante il suo ruolo si sia rivelato più marginale di quanto pensassi, o anche Matt Damon e Rami Malek, che ha un ruolo importante solamente verso la fine del film.

Ho gradito anche la presenza di Jack Quaid, Dane Dehaan, Casey Affleck, Devon Brostick e di Gary Oldman. Tutti quanti, nonostante il poco minutaggio, hanno una propria funzione per la trama, e vederli tutti insieme mi ha fatto davvero piacere.

Sono però piuttosto basito per la mancanza di Michael Caine, sarebbe stato interessante vederlo al resto del cast, e la sua mancanza si sente molto.

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Aspetto tecnico

Eh beh, qui ci sarebbe molto da dire!

Partiamo dalla cosa che tutti aspettavamo: la bomba. 

Tutti ci saremmo aspettati che Nolan avrebbe usato una vera bomba atomica per ricrearla, specialmente dopo la sua dichiarazione riguardante l’uso di CGI, che in questo film non c’è.

Beh, alla fine una bomba l’ha usata. Non atomica, ovviamente, ma l’ha usata, e la scena del Trinity Test è gestita impeccabilmente con un montaggio e un sonoro curatissimo nei minimi dettagli, quasi dello stesso livello della scena della doccia di Psycho, grazie anche alla colonna sonora di Ludwig Gorannson che qui si è superato: vi sarà già capitato di sentire Can You Hear The Music su Instagram o in qualche edit, e devo dire, ce l’ho ormai in testa da settimane. Un leitmotiv incredibile, come anche le seguenti Trinity e Oppenheimer, che innalzano la qualità delle scene. 

Poi, il sonoro. Spero per voi che vediate questo film nella miglior sala con il miglior sonoro possibile, perchè il sonoro di questo film è forse uno trai migliori che abbia avuto l’onore di sentire in sala, e la scena della bomba vi farà sentire le vibrazioni nel sangue.

Anche il montaggio in sé è molto interessante, specialmente il fatto di suddividere il film in due punti di vista, ossia Fissione e Fusione: Il primo, a colori, rappresenta il punto di vista di Oppenheimer, mentre il secondo, in bianco e nero, rappresenta il punto di vista di Lewis Strauss in un modo più oggettivo degli avvenimenti. I due punti di vista si sovrappongono tra di loro, cerando volutamente un discontinuo degli eventi e, forse, simboleggiando la confusione presente ai tempi. 

Da menzionare anche la scena in cui Oppenheimer fa la conferenza sulla vittoria post guerra, in cui sonoro e montaggio si intrecciano e partoriscono una scena incredibilmente inquietante, macabra e orrorifica, dove gli applausi e i fischi delle persone ritardano per rappresentare metaforicamente l’effetto dell’onda d’urto, fino allo scoppio finale, mostrando attraverso una visione di Oppenheimer, le vittime di Hiroshima e Nagasaki. Un vero gioiello di regia, montaggio e suono, e chi ha visto il film sarà d’accordo con me.

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Opinione finale con voto

Ormai avrete già capito cosa ne penso di questo film, e spero di avervi invogliato a vederlo.

Curato nei minimi particolari e con una messa in scena da manuale, Oppenheimer ha tutte le carte in regola per essere ricordato come il film più importante di questo decennio, ma questo sarà da decidere con il tempo. Ogni film, in un modo o nell’altro, col tempo viene rivalutato, ma non credo che Oppenheimer negli anni a seguire perderà la sua dote espressiva.

Sarebbe potuto certamente durare di meno, ma la durata viene ben compensata. 

Se dovessi decidere, secondo me, in quali categorie candidarlo, sarebbero le seguenti: miglior regia, miglior film, miglior attore a Cillian Murphy, miglior attrice a Emily Blunt, miglior attore non protagonista a Robert Downey Jr, migliori effetti speciali, miglior sonoro, miglior montaggio, miglior trucco e miglior colonna sonora.

Insomma, quasi tutte le categorie.

Vi ringrazio per aver letto questa mia recensione, spero vi sia piaciuta e che concordiate con i miei pareri. Mi raccomando, andate al cinema!

Voto: 8.5/10

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E voi avete visto Oppenheimer? Lo andrete a vedere al cinema? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!

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