DC Comics

Lo stile dei registi del DCU – James Gunn e “Superman”! (2024)

Il 15 marzo è stato annunciato ufficialmente che James Gunn dirigerà il film che darà il vero e proprio inizio al DCU, il nuovo universo cinematografico di casa DC Comics. Si tratta di Superman: Legacy, pellicola che uscirà nelle sale dei cinema statunitensi l’11 luglio 2025.

Gunn ha già detto che, per lui, questo progetto porta con sé un significato profondissimo, quello del ricordo di suo padre, che James ha perso ormai tre anni fa. Ma, oltre a un impatto emotivamente molto forte, cosa possiamo aspettarci da Superman: Legacy? Prendendo in considerazione la parte più recente e conosciuta della filmografia del regista di St. Louis, andremo a conoscere quali sono gli aspetti fondamentali che costituiscono il suo magnifico e unico stile.

I prodotti che ho scelto di considerare sono: Guardians of the Galaxy Vol.1, Guardians of the Galaxy Vol. 2, Guardians of the Galaxy Holiday Special, The Suicide Squad e Peacemaker.


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Guardians of the Galaxy Vol. 1 (2014)

James Gunn's Guardians of the Galaxy

Sinossi

“Un avventuriero spaziale, Brash Peter Quill, diventa preda di alcuni cacciatori di taglie dopo aver rubato una sfera ambita dal potente Ronan. Per sfuggire alla morte, l’uomo si allea con quattro improbabili compagni di avventura”.

Breve Recensione

In Guardians of the Galaxy Vol. 1 ci viene presentato per la prima volta il quartetto dei “Guardiani della Galassia“, quattro personaggi sconosciuti che, grazie ai film di Gunn, sono entrati nei cuori di tutti i fan della MARVEL e non solo. Difatti, James è stato veramente eccezionale nell’atto di umanizzare i personaggi, nella pratica di renderli imperfetti e simili a noi. Basti pensare agli ideali di Drax, tipici sentimenti che scaturiscono dalla rabbia, dalla vendetta umana, oppure alla scelta finale e definitiva di Groot. Tuttavia, una piccola critica può essere che i personaggi hanno sempre la risposta pronta e non esitano mai prima di parlare.

Un altro meccanismo che Gunn, regista e sceneggiatore del film, riesce a rendere perfettamente è la crescita dei personaggi. Col passare del tempo i quattro individui legano sempre di più e passano dal “sopportarsi forzatamente” al chiamarsi “amici”, donando tutti qualcosa l’uno all’altro. Proprio questa crescita, questa creazione e conseguente fortificazione del legame, permetterà alla squadra di sconfiggere il cattivo del film, Ronan, che ci appare sin dal primo minuto di visione come un villain dispotico, fortissimo e quasi imbattibile, facendoci credere che non c’è speranza per i nostri eroi.

Nel film non sono presenti grandi colpi di scena o situazioni incredibili, eppure non c’è mai un momento di reale tranquillità. Tramite la comicità, l’ironia o delle semplici scene d’azione, impreziosite da degli slow-motion piuttosto ricercati, Gunn riesce a tenere incollato lo spettatore per tutta la durata della pellicola.

Un altro elemento importante intorno al quale ruota il film è la musica, molto particolare e carica dei generi che andavano in voga negli anni 80’/90′.

Guardians of the Galaxy Vol. 2 (2017)

Sinossi

“I Guardiani vengono assoldati da una potente razza aliena per portare a termine una difficile missione. Inoltre devono combattere per tenere unita la propria famiglia, ritrovata da poco, mentre dipanano il mistero delle vere origini di Peter Quill”.

Breve recensione

Proprio come nel primo film, la musica che un elemento portante del film: Gunn gioca con essa per aiutarci a ridere, a piangere, a capire il contesto della situazione, a divertirci… Insomma, a coinvolgerci di più. Un altro costituente che ritroviamo sia nel secondo sia nel primo capitolo è la grandissima forza del cattivo, che lo rende quasi imbattibile. Ma, grazie a un colpo di scena, la situazione improvvisamente cambia a favore dei Guardiani della Galassia.

Ritroviamo anche: l’ottima scrittura dei personaggi che aveva conferito una marcia in più al Vol. 1 rispetto a tutti gli altri film del MCU; la grande umanità di questi ultimi, che ci permette di empatizzare maggiormente con loro; una scena strappalacrime, emotivamente fortissima, posta verso la conclusione della pellicola; le fighissime scene d’azione e quella sorta di frenesia nei dialoghi.

Tuttavia, il Vol. 2 non è una copia ristagnante del primo! Bensì, Gunn approfondisce molte questioni e domande sorte dopo la visione della prima avventura dei Guardiani: innanzitutto indaga il background, la storia di Peter Quill, alias Star-Lord, e quella delle sorelle Gamora e Nebula; approfondisce, poi, il rapporto tra queste ultime due e tra Peter e Rocket; inserisce un nuovo personaggio, Mantis, che sarà fondamentale per l’evoluzione dei personaggi del quartetto, che diventerà un quintetto. Inoltre, rispetto al precedente, l’elemento comico è presente in maggior quantità, senza mai risultare eccessivo.

Guardians of the Galaxy: Holiday Special (2022)

Sinossi

“In missione per rendere indimenticabile il Natale di Quill, i Guardiani fanno rotta sulla Terra in cerca del regalo perfetto”.

Breve recensione

Questo speciale di circa 45 minuti riporta i Guardiani della Galassia sullo schermo stavolta però, li riporta alle prese con il Natale. Essendo che si tratta di una festa che appartiene solo a Quill, quest’ultimo non si sente molto bene proprio perché prova nostalgia sia per il Natale che per la scomparsa della sua Gamora.

In tutto questo, il resto dei guardiani non decide assolutamente di restare immobile e fermo davanti a tutto ciò ma appunto, 2 di loro (Mantis e Drax) si recheranno nel pianeta di provenienza di Peter ovvero la terra, per potergli fare un indimenticabile regalo di Natale.

Qui la nostra recensione completa.

The Suicide Squad (2021)

Suicide Squad (DCU)

Sinossi

“Benvenuti all’inferno – alias Bell Reve, la prigione con il più alto tasso di mortalità negli Stati Uniti, dove sono tenuti i peggiori supercriminali e dove faranno di tutto per uscirne – anche unirsi alla super segreta Task Force X. L’incarico di oggi? Mettere insieme dei criminali, tra cui Bloodsport, Peacemaker, Captain Boomerang, Ratcatcher 2, Savant, King Shark, Blackguard, Javelin e la psicopatica preferita di tutti, Harley Quinn. Quindi armarli pesantemente e rilasciarli (letteralmente) sulla remota isola di Corto Maltese conquistata dal nemico.

Trekking attraverso una giungla brulicante di avversari militanti e forze di guerriglia a ogni giro, la squadra è in una missione “cerca e distruggi” con solo il colonnello Rick Flag nel territorio per controllarli… e gli esperti del governo di Amanda Waller nelle orecchie monitorano ogni loro movimento. E, come sempre, una mossa sbagliata e sono morti (che sia per mano degli avversari, di un compagno di squadra o della stessa Waller). Se qualcuno osa scommettere, il denaro non sarà dalla sua parte.

Breve Recensione

The Suicide Squad è un film che ricalca a pieno lo stile deciso di James Gunn; anzi, forse è la pellicola che più di tutte, insieme alla serie su Peacemaker, ci mostra le vere fattezze dello stile del regista nativo di St. Louis.

Proprio come nei prodotti sui Guardiani, Gunn gioca moltissimo con la musica presente nella colonna sonora. Quest’ultima spazia tra generi diversissimi tra loro: si passa dal rock tipico degli anni ’90 a un pop che si potrebbe dire moderno. Tutto ciò per coinvolgerci ancora di più, per farci respirare veramente l’atmosfera in cui si trovano i personaggi.

Ma sono i personaggi il vero cuore del film: all’inizio ci vengono presentati come dei delinquenti, come la feccia dell’umanità. Ma poi, col passare del tempo, migliorano e ci mostrano le loro fragilità. Siamo difronte a un’altra grandissima umanizzazione dei personaggi: Gunn riesce persino a farci fare il tifo per una squadra di criminali. Ci porta a sperare che riescano nel loro intento, perché, conoscendoli meglio, non sono solamente un branco di malvagi! Sono delle persone, proprio come noi, con le proprie difficoltà, con i propri fardelli. E, in qualità di umani, stringono tra di loro un rapporto di amicizia, che li porterà a migliorare, a redimersi!

Sono estremamente presenti anche la comicità, ricercata e mai banale, e le grandi scene di azione, che lasciano sempre e costantemente a bocca aperta lo spettatore, facendolo divertire e tenendolo incollato allo schermo per tutta la visione del film.

Un altro elemento comune è il cattivo super potente: Starro Il conquistatore è una grossa minaccia e, fino alla fine della pellicola, Gunn ci induce a sperare che la Suicide Squad abbia successo contro esso, anche se sembra impossibile.

Peacemaker

Peacemaker (DCU)

“Christopher Smith / Peacemaker, interpretato da John Cena, sopravvissuto alla sparatoria con Bloodsport, viene reclutato da Waller per contrastare l’invasione di parassiti alieni noti come farfalle, iniziando a confrontarsi con i demoni del suo passato.”

Peacemaker

Peacemaker è una serie veramente originale, dove si può dire che Gunn abbia realmente dato sfogo al suo genio creativo. L’elemento comico è sempre presente, ma diminuisce col tempo. Se, infatti, esso era la caratteristica principale dei primi episodi, col tempo diminuisce – rimanendo comunque presente – per lasciare più spazio alla moltitudine di azione e a un continuo crescendo di emozioni.

Col tempo, Christopher Smith, alias Peacemaker, si apre sempre di più, facendoci intravedere che non è solamente un bullo, uno sbruffone, un montato, ma che dentro di lui, a differenza del padre, c’è un cuore batte, che sublima emozioni. Chris, anche se all’apparenza è un personaggio odioso, è in realtà fragile e coraggioso, e tiene ai suoi amici più di chiunque altro.

Anche il rapporto tra i vari membri della squadra è gestito perfettamente: la crescita del loro rapporto emotivo è favolosa. Lo spettatore, poi, riesce a empatizzare in maniera perfetta con tutti i personaggi. Io, negli ultimi due episodi, ero persino sull’orlo delle lacrime.

La musica non è più parte fondamentale dello show, venendo sostituita dalla voglia di realizzare un prodotto moderno, divertente ma mai ridicolo, con una grande profondità in sottofondo.

Ottima anche la scrittura dei cattivi, per i quali vale lo stesso discorso fatto per i prodotti soprastanti.


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Conclusioni finali sul regista del DCU

In conclusione, cosa possiamo aspettarci per Superman: Legacy? Cosa è fondamentale per Gunn? Un punto focale che ricorre sempre nei prodotti di James sono le scene d’azione, di cui i suoi film sono veramente molto carichi, che sono spesso impreziosite da qualche slow motion e da una canzone/sinfonia tendente al rock.

Passiamo ora ai personaggi, che rappresentano il cuore dei film del regista 56enne, che non trascura mai di approfondire e parlare dei loro difetti e dei loro problemi, ponendoli sul nostro stesso piano: quello umano. Ecco perché vedremo sicuramente vedremo un Superman estremamente fedele ai fumetti. La bellezza di Sups sta nel fatto che lui vuole essere umano con tutto sé stesso. Anzi, molte volte è persino più umano di noi!

James Gunn

E chi se non Gunn, che è riuscito a farci amare un team con i peggiori criminali del mondo, potrebbe riuscire a trasmetterci questo feeling? Perciò, molto probabilmente ci legheremo enormemente al personaggio di Clark Kent, alias Superman. E chissà se ci legheremo anche al villain del film, che, in accordo con l’analisi precedentemente effettuata, sarà quasi certamente un cattivo molto, molto forte.

Dovremo, quindi, aspettarci di piangere lacrime sia di felicità, grazie alle battute scherzose, sia di tristezza, grazie alla miriade di emozioni che il regista riesce a sprigionare coi suoi finali estremamente drammatici. Questa sublimazione delle emozioni è anche favorita dalla musica, che Gunn gestisce e usa sapientemente a seconda delle occasioni.


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E a voi, James Gunn piace come regista?

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