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The Acolyte: La Seguace – Ecco la nostra recensione della prima puntata! (2024)

Il primo episodio di “The Acolyte: La Seguace” si intitola “Perso/Ritrovato” ovviamente il titolo non è messo a casa, bensì va a richiamare un elemento importantissimo della serie TV che ci accompagnerà per tutta la prima stagione, l’elemento in questione è il fattore gemelle che fin da subito crea espedienti di trama molto interessanti.

Questo primo episodio inoltre si apre con i classici titoli di presentazione che introducono lo spettatore al contesto politico e sociale della galassia di quel tempo che come avremo modo di vedere in seguito è molto diverso da ciò che siamo abituati a vedere all’interno del periodo della saga degli Skywalker. Infatti le vicende della serie hanno luogo 100 anni prima le vicende della trilogia prequel in e ciò che contraddistingue maggiormente i due periodi è proprio la figura del Jedi che a causa delle Guerre dei Cloni viene visto sempre di più come un soldato, un generale piuttosto che un guardiano della pace.

Questa differenza viene accentuata anche e soprattutto dai comportamenti degli appartenenti all’Ordine che come avremo modo di vedere sono a tutti gli effetti una sorta di forza di polizia diplomatica piuttosto che dei soldati elemento notabile anche dall’uso parsimonioso della propria arma che i Jedi fanno infatti i Cavalieri Jedi sfoderano la propria lama solo in caso di estrema necessità e sempre per difesa concetto che con l’aggravarsi della situazione politica dal 32 BBY in poi viene meno.

Nella serie infatti vediamo come i Jedi prediligevano una difesa personale basata sulle arti marziali fintanto che il loro avversario non poteva rappresentare una vera minaccia per nessun Cavaliere Jedi è infatti da sottolineare un’altra differenza fondamentale che c’è tra il periodo delle Guerre dei Cloni e L’Alta Repubblica ovvero la sicurezza galattica, durante il periodo dell’Alta Repubblica erano pochi i nemici dei Jedi ed ancor meno quelli che potevano rappresentare una vera e propria minaccia.

Questo non si può certo dire del periodo della trilogia Prequel dove l’affermarsi delle corporazione e la nascita del governa Separatista porta con sé numerosissime minacce aggravate anche e soprattutto dalla presenza oscura del Signore dei Sith alla guida del Senato.

Chi ci segue sa già che la recensione sarà divisa in diverse categorie: la parte spoiler, con tanto di analisi della puntata, e infine l’opinione finale con voto.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

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Recensione Spoiler The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

L’episodio si apre su un pianeta inedito finora di nome Ueda ospitante un villaggio in cui Mae, la protagonista, si è recata poiché proprio in esso è presente la Maestra Jedi Indara di stanza sul pianeta, nel mentre che Mae si muove verso la taverna abbiamo la possibilità di dare un’occhiata alla location circostante che sebbene sia inedita non è del tutto nuova infatti come già avevamo potuto intuire dal trailer il villaggio è stato realizzato seguendo il concept art di Ralph McQuarrie utilizzato anche nella creazione dell’avamposto di Niima in Episodio VII.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

Oltre ciò il l’ambiente circostante è pieno di specie aliene molte delle quali completamente inedite arricchendo il panorama alieno della galassia di Star Wars, nell’ambiente possiamo notare anche un elemento familiare nelle varie opere del franchise ovvero il negozio di noodle che in questo caso ospita un droide inedito ma che nei precedenti prodotti abbiamo visto molto spesso ad esempio all’interno di The Clone Wars e Rebels, in questo caso però abbiamo un ulteriore particolarità infatti il nome di questo negozio “Lomi Usqi noodle shop” è una citazione al negozio visto nel film “Come Drink With Me”.

Tornando all’episodio, Mae una volta entrata nella locanda si avvicina al tavolo dove è seduta la Maestra Jedi in compagnia di alcuni alieni, subito dopo essersi avvicinata Mae chiede al Jedi di attaccarla con tutte le sue forze creando un momento di divertimento tra le persone sedute al tavolo essendo che soprattutto in quel periodo era impensabile che qualcuno potesse effettivamente confrontarsi con un Jedi. La Jedi ricorda alla ragazza che i Jedi non attaccano per primi soprattutto chi è disarmato alchè la ragazza ribatte dicendo che invece lo facevano dandoci così indizi sul passato che lega la Jedi alla ragazza.

Vista l’indifferenza di Indara Mae se la rifà con le persone sedute al tavolo provocando una reazione di Indara che blocca la ragazza prima che potesse ferire mortalmente le persone colpite in precedenza. Indara nei primi momenti si limita semplicemente a bloccare i colpi di Mae senza contrattaccare, ciò mette in risalto quello che accennavo ad inizio articolo ovvero che in quel periodo i Jedi non avevano alcun bisogno di sfoderare la propria arma laser essendo che pochi o nessuno poteva davvero rappresentare una minaccia per L’Ordine.

Tuttavia Indara durante lo scontro si accorge che il suo avversario era un Force User chiedendole chi l’avesse addestrata definendola poi in seguito “Una Force User non identificata” elemento che sarà molto importante successivamente. Il combattimento tra le due continua con Mae che messa alle strette è costretta a prendere in ostaggio una persona messa successivamente in salvo da Indara.

Dopo che l’ostaggio se ne va lo scontro diventa più intenso specialmente quando Indara scopre la vera identità dell’assassina per poi essere scaraventata contro il muro con un Force Push, capito che la situazione era seria la Jedi sfodera la sua lama verde per contrattaccare al lancio di alcuni coltelli ma anche in questo caso Indara non cede alla violenza e non attacca direttamente Mae con la spada.

Quest’ultima accortasi della presenza del barista e trovatasi alle strette di fronte alla Maestra Jedi lancia un coltello contro il barista che viene prontamente salvato da Indara, Mae approfitta della distrazione del Jedi colpendola mortalmente con un pugnale. Tuttavia nonostante il corpo di Indara giace a terra inerme Mae non le sottrae la spada laser essendo che non era riuscita a sottrarre l’arma durante il combattimento, elemento che risulterà importantissimo successivamente.

Successivamente l’attenzione si sposta su Osha la gemella di Mae, essa si risveglia a bordo di una nave mercantile della Federazione dei Mercanti classe Whydah inedito finora, la Federazione nonostante non abbia l’importanza vista in Episodio I rappresenta comunque un’importante istituzione commerciale da ormai 200 anni ovvero dalla sua fondazione nel 350 BBY.

Osha non è sola infatti con lei c’è il droide da riparazione Pip anch’esso inedito. Successivamente scopriamo che Osha è una meknek ovvero una meccanica che eseguiva lavori sugli scafi delle navi, come scopriremo in seguito questo tipo di lavoro era stato bandito dalla Repubblica sancendo che tale lavoro essendo molto rischioso poteva essere eseguito soltanto dagli astro mecca R2 come infatti vediamo in Episodio I a bordo della nave Nubiana. Una volta che Osha esce dalla sua stanza si imbatte in un droide Gonk e in collega chiamato Fillik, i due iniziano a parlare citando Nar Shaddaa una luna di Nal Hutta in cui i Meknek si ritrovano per festeggiare.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

I due successivamente escono all’esterno della nave per riparare dei generatori di scudi tanto voluti dal capitano della nave di nome Blex, Quest’ultimo è un Neimoidiano e ve n’è un altro con lui ciò suggerisce che la Federazione dei Mercanti stesse proprio in quel periodo avendo una forte crescita proprio sotto la guida  dei Neimoidiani. Nel frattempo che Fillik e Osha aggiustano il generatore la pressione in un punto della nave causa un incendio e quando Osha si avvicina per placarlo le fiamme rievocano in lei un elemento del suo drammatico passato.

Il momento viene interrotto dall’arrivo di una nave Jedi classe Vector, i Jedi arrivano sul ponte principale della nave essi sono il Cavaliere Jedi Yord Fandar e la sua apprendista Tasi Lowa essi indossano degli abiti cerimoniali bianchi con dettagli d’oro che rendano a pieno il periodo di pace e prosperità che contraddistingue quel periodo.

Un’altra peculiarità sta nell’apprendista di Yord ovvero Tasi Lowa la quale è una Zygerriana, oltre ad essere la prima Zygerriana ad apparire in live action è anche la prima Jedi di tale specie che sia mai apparsa infatti i rapporti tra gli Zygerriani e i Jedi non sono dei migliori in quanto quest’ultimi sono colpevoli della disfatta dell’impero schiavista Zygerriano. La scena inoltre è anche un chiaro riferimento alla scena iniziale di Episodio I dove Qui Gon e Obi Wan si recano per un missione diplomatica a bordo di una nave della Federazione dei Mercanti.

In questa situazione però i Neimoidiani sono intimoriti dalla presenza dei Jedi tant’è che Yord non ha nemmeno bisogno di utilizzare un trucco mentale per ricevere l’informazione che cercava, questo ci fa intuire una cosa molto importante ovvero che la Federazione dei Mercanti non era ancora abbastanza potente e importante da poter opporsi al volere di un Jedi.

Successivamente quando Osha torna nella sua stanza trova Yord seduto che aspettava il suo arrivo, i due hanno un passato che sembrerebbe anche piuttosto legato sentimentalmente infatti come vediamo all’interno di libri e fumetti dell’Alta Repubblica i Jedi erano molto più permissivi per quanto riguarda le relazioni sentimentali fra Padawan essendo che una volta passati al grado di Cavaliere queste relazione sentimentali cessavano. Yord successivamente rivela a Osha che ormai è un Cavaliere da ben 2 anni scaturendo lo stupore di Osha che si dimostra sorpresa.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

Osha però nota che Yord si comporta in modo strano come se fosse più che pronto a sfoderare la sua arma, successivamente Tasi Lowa entra nella stanza e si presenta come Padawan di Yord, la ragazza inizia un interrogatorio nei confronti di Osha che proprio in questa circostanza rivela di più del suo passato, sappiamo infatti che essa ha lasciato l’ordine ormai 6 anni fa e che per vivere ha fatto diversi mestieri sfruttando anche le sue abilità apprese durante l’addestramento.

Scopriamo anche che Osha è stata portata al tempio all’età di 8 anni, come abbiamo appreso dalla trilogia Prequel l’età in cui i bambini venivano portati al tempio era circa 4 anni e dunque quando accadevano determinate eccezioni risultavano eclatanti specialmente in questa situazione essendo che Osha aveva appena subito un forte trauma causato dalla morte di sua sorella gemella (o quantomeno presunta morte) e dalla morte delle sue madri. Bisogna tuttavia fare una precisazione riguardante l’etica dei Jedi in questo periodo infatti la concezione anti attaccamento vista nella trilogia Prequel è un concetto estremamente estremizzato proprio in quel periodo da esponenti dell’Ordine che avevano travisato il messaggio originale dell’Ordine.

Dopo aver tentato una difesa smontata dalla testimonianza di un sopravvissuto all’attacco di Mae nel locale che aveva riconosciuto in Osha a causa della sua somiglianza con Mae la colpevole della morte del Jedi. Successivamente Osha viene scortata a bordo di una nave prigionieri diretta verso il tempio Jedi su Coruscant, la nave di nome Palwick è custodita da un droide guardiano inedito.

La scena successivamente si sposta proprio su Coruscant mostrata attraverso una panoramica che si incentra proprio sul tempio Jedi che si mostra diverso da come l’abbiamo visto all’interno della trilogia Prequel oltre ciò anche la città appare più bassa essendo che il livello 5127 ancora non era stata costruito in questo caso infatti abbiamo di fronte il livello 5126.

L’attenzione si sposta all’interno del tempio dove vediamo una scena già vista all’interno del trailer ovvero il Maestro Sol che svolge una lezione agli Younglings del tempio, la lezione la conosciamo molto bene infatti Sol dice “Chiudete gli occhi. Gli occhi a volte ingannano, non fidiamoci di loro” questa lezione oltre a essere un principio fondamentale dell’Ordine è anche una citazione a Episodio IV in cui Obi Wan impartisce questo insegnamento a Luke Skywalker.

Sol chiede ai suoi allievi di immaginarsi la Forza come un oceano citando così uno dei Jedi più importanti dell’Alta Repubblica ovvero Elzar Mann, durante la lezione gli allievi indicano la Forza con diversi elementi della natura e tra i molti risalta l’apprendista che esclama di vedere un fuoco ardere che si propaga.

La lezione viene interrotta dall’arrivo di Vernestra Rwoh (al quale abbiamo dedicato un articolo) essa è considerata una leggenda all’interno dell’Ordine un pilastro indispensabile nonché fonte di saggezza ed è dunque probabile che essa sedesse all’interno del Consiglio dei Jedi. Vernestra è andata da Sol per comunicargli che la sua ex apprendista Osha è accusata di essere coinvolta nell’omicidio di Indara, ovviamente Sol è incredulo di fronte a questa notizia dicendo che Osha considerava Sol e Indara i suoi protettori essendo che i due l’avevano salvata dagli eventi di Brendok, nonostante ciò Vernestra chiede riservatezza sulla vicenda essendo che i loro avversari politici avrebbero potuto utilizzare questo espediente contro di loro.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

Nonostante la nomea dei Jedi fosse migliore rispetto al periodo visto all’interno della trilogia Prequel essi non erano di certo esenti da critiche politiche da parte di chi non condivideva la loro egemonia nella Galassia. Successivamente l’attenzione torna su Osha che si trova a bordo del trasporto prigionieri il quale scopriamo essere completamente automatizzato, Osha non  è la sola prigioniera a bordo infatti guardandosi attorno vede un uomo che sulla bocca ha un Dybbuk un parassita che grazie ai suoi effetti viene utilizzato per placare i prigionieri violenti, tra gli altri prigionieri vediamo una nuova specie molto simile ad un karkarodon ma il tentacolo che ha sulla testa spazza via qualsiasi dubbio sulla sua appartenenza a quella specie.

Colui che però creerà disordine è un prigioniero con impianti cibernetici che attraverso essi hackera i droidi pilota facendo uscire la nave dall’iperspazio in un campo di asteroidi, il gruppo di prigionieri fuggirà via attraverso un guscio di salvataggio lasciando Osha e il prigioniero con il Dybbuk nelle loro celle con la nave gravemente danneggiate e in rotto contro il pianeta circostante.

Osha dunque tenta di arrivare al droide Pip con l’ausilio della Forza ma ormai essendo fuori allenamento e perciò la sua connessione con la Forza è compromessa, tuttavia un impatto avvicina il droide Pip alla ragazza che distruggendo il sensore della porta la apre aiutando in seguito anche il prigioniero con il Dybbuk il quale tradirà la ragazza lasciandola a morire sulla nave fuggendo da solo con il guscio di salvataggio.

La nave prigione precipita su Carlac luogo importantissimo essendo che proprio su quel pianeta fu combattuta 100 anni prima una battaglia contro i Nihil ma sicuramente anche i fan più attenti di Clone Wars hanno riconosciuto questo pianeta essendo proprio la base della Ronda della Morte nella 4 stagione di Clone Wars. Il pianeta si presenta come una palla di ghiaccio inospitale ma avremo modo di esplorarlo in seguito.

The Acolyte: La Seguace
The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

L’attenzione passa nuovamente al tempio Jedi dove Jecki Lon l’attuale Padawan di Sol sorprende quest’ultimo a guardare un ologramma raffigurante la sua ex padawan Osha, Jecki è un personaggio particolare infatti essa un incrocio tra un Theelin e un umano essa era una specie molto rara ma un altro membro di essa la troviamo all’interno dell’Episodio VI. Jecki chiede perché Sol stesse guardando quell’olonastro ponendo poi il quesito sul fattore attaccamento tema che ritorna all’interno dell’episodio molto frequentemente.

Successivamente Vernestra manderà a chiamare Sol per chiedergli di raggiungerla al livello di detenzione, il tempio Jedi aveva già un livello di detenzione apparso in numerosissime opere Legends ed è stato reintrodotto da poco all’interno del primo fumetto della terza fase dell’Alta Repubblica, la sua funzione originale affonda le sue radici alla lontana guerra tra Jedi e Sith infatti quest’ultimi quando venivano catturati venivano rinchiusi proprio lì. All’interno della cella sono presente i fuggiaschi che avevano abbandonato la nave prigione nella scena precedente essi danno la colpa all’ammazza Jedi ma Sol utilizzando un trucco mentale scopre che Osha ha salvato un prigioniero ma che quest’ultimo l’ha tradita lasciandola lì a morire.

Sol si confronta con Vernestra dicendo che Osha fosse viva e che fosse sua responsabilità arrestarlo essendo che se Osha avesse fatto quello di cui è accusata sarebbe stata solo colpa sua che le ha permesso di fare ciò, questo dimostra quanto Sol fosse un ottimo Jedi arrivando a darsi la colpa per il fallimento di un suo ex apprendista.

La scena torna su Carlac dove Osha ha una visione grazie alla Forza che le mostra sua sorella Mae bambina chiamarla nel mentre che attorno a lei si materializza il suo pianeta d’origine, attraverso questa visione singolare Osha scopre non solo che sua sorella è viva ma che è anche responsabile della morte di Indara svegliandosi successivamente nel relitto della nave distrutta.

La scena torna su Sol e la sua apprendista che insieme a Yord parto alla volta di Carlac con una nave inedita chiamata Polan-717, prima della partenza vediamo una specie aliena singolare ovvero i Selkath specie proveniente dai videogiochi Legends Knights of Old Republic ma apparsi per la prima volta nel canone in Clone Wars, è interessante notare come l’autrice della serie The Acolyte trae molta ispirazione dall’universo espanso arrivando recentemente a dichiarare di aver un interesse nel realizzare una serie TV ambientata nel periodo dell’Old Republic.

Durante il viaggio Sol ha modo di raccontare a Jecki di Osha e del suo passato che risale a 16 anni prima le vicende narrate facendoci così intuire l’età di Mae e Osha ovvero 24 anni, Sol inoltre rivela che Osha ha una sorella gemella a Jecki ma che essa sia morta in un incendio da lei causato su Brendok.

The Acolyte: La Seguace
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La squadra arriva su Carlac e fin da subito si mettono a cercare la ragazza che però viene data per morta fin da subito da Yord, Sol tuttavia non si dà per vinto e seguendo le tracce di Osha raggiunge la ragazza alla fine di una caverna che dà su un precipizio, Osha scivola ma prontamente Sol l’afferra con la Forza portandola in salvo.

Osha dice di essere innocente e fin da subito Sol crede alle parole della ragazza che rivela anche la sopravvivenza della sorella appresa dalla visione della Forza. Come avevo anticipato ad inizio articolo il concetto che Sol insegna ai bambini al tempio, infatti gli occhi hanno ingannato Sol quella notte facendogli credere che Mae sia morta per tutto questo tempo.

La scena si sposta in un pianeta non meglio specificato in cui Mae raggiunge il Force User del Lato Oscuro misterioso, sentiamo la voce narrante di costui dire “I Jedi vivono in un sogno, un sogno che sono convinti vivano tutti” ovviamente esso si riferisce al comportamento Jedi che già in quel periodo veniva fuori e che porterà l’ordine il 19 BBY alla distruzione.

Continua dicendo che attaccare un Jedi con un’arma è inutile siccome l’idea del Jedi non verrebbe uccisa, “Un accolito  uccide senza armi, uccide il sogno” una frase potente che nasconde una metafora sul ruolo dell’accolito che aveva il compito di uccidere l’idea dei Jedi elemento che saprà ben attuare Palpatine molti anni dopo, alla fine del discorso l’entità oscura sfodera la sua lama laser elemento che va a simboleggiare l’obiettivo dell’accolito. Infatti un accolito Sith non può costruire la propria arma laser bensì la deve sottrarre ad un nemico sottomesso con la sola abilità fisica e l’ausilio della Forza senza trucchi e inganni.

Tuttavia questa figura misteriosa non è probabilmente il Signore dei Sith dell’epoca ma bensì l’apprendista del Sith che come farà Dooku durante le Guerre dei Cloni prenderà con sé degli accoliti (nel caso di Dooku, Ventress e Savage Opress) per poi in futuro sfidare il suo maestro e prenderne il posto.


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Opinione finale con voto

Finisce così la prima puntata di The Acolyte che parte in maniera eccelsa riuscendo a portare tutti i punti di forza cartacei su schermo facendo conoscere al pubblico non lettore un periodo temporale stupendo. Inoltre la qualità con cui la serie si presenta è davvero alta segno che l’alto budget (circa 20 milioni a puntata) ha dato i suoi frutti.

Voto: 9.5/10

The Acolyte: La Seguace – Prima Puntata

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