Ale & Tale Tavern – La nostra recensione!
Nel panorama degli indie del 2024 non sono certo mancati i simulatori di gestione e i giochi cozy dall’anima fantasy, e Ale & Tale Tavern (sviluppato dal piccolo studio Scienart Games e pubblicato il 5 settembre 2024) si inserisce in questo filone con una proposta ambiziosa e, alla prova dei fatti, genuinamente riuscita: un simulatore di locanda in prima persona, ambientato in un mondo fantasy open world, capace di fondere cucina, gestione, esplorazione, combattimento, pesca e agricoltura in un unico loop caotico e irresistibile.
Il risultato è un titolo che sicuramente non eccelle in nessuno dei suoi molteplici componenti, ma che nella sua somma disordinata trova una personalità difficile da ignorare, soprattutto se si ha qualcuno con cui dividersi il bancone.

Un’eredità da rispolverare
Al centro della narrazione c’è un protagonista che si ritrova improvvisamente a ereditare una taverna abbandonata, decidendo di trasformarla nel locale dei propri sogni. Non si tratta di una storia epica né di un racconto dai risvolti drammatici, dato che Ale & Tale Tavern non punta a costruire una narrativa stratificata, e la scelta è tutto sommato coerente col tono che permea l’intera esperienza.
Il gioco non perde tempo con lunghe sequenze introduttive, e apre direttamente sulla locanda in stato di completo abbandono, piena di detriti e ragnatele da ripulire prima ancora di pensare a cucinare qualcosa. Appena fuori dalla porta principale si trova un mercante pronto a fornire le risorse essenziali e una guida introduttiva, e da quel momento il giocatore è lasciato libero di costruire la propria storia a modo suo.

Il mondo circostante è abitato da personaggi stravaganti e umoristici, e la scrittura abbraccia consapevolmente un tono ridicolo, con dialoghi sopra le righe e un protagonista tanto amabile quanto ottuso. Lontano dall’essere un difetto, questo approccio si rivela una boccata d’aria fresca in un genere spesso troppo solenne.
I personaggi sono figure bizzarre (eremiti, sirene, speziali) ciascuno con le proprie richieste assurde e le proprie battute, capaci di dare colore a un mondo che altrimenti rischierebbe di sembrare generico. Non c’è un arco narrativo vero e proprio da seguire, dato che il giocatore è il protagonista della propria storia, che si scrive ogni giorno aprendo le porte della locanda e affrontando ciò che il mondo (e la clientela) ha da offrire.

Il gameplay di una vita da oste
Il cuore pulsante di Ale & Tale Tavern è il suo loop di gameplay, ciclico e stratificato, che si evolve con il progredire dell’esperienza. Di giorno si servono i clienti, di notte si coltivano i campi e si riforniscono gli scaffali, un ritmo preciso che scandisce ogni sessione di gioco con la regolarità di una campana di chiusura, ma il processo è più complesso di quanto sembri, dato che prima dell’apertura bisogna preparare piatti e bevande, gestire il menù in base alle scorte disponibili, curare la pulizia del locale e assicurarsi che le botti di birra non rimangano mai a secco. I compiti spaziano quindi dal prendere le ordinazioni al lavare i piatti, fino al preparare rifornimenti d’emergenza quando i clienti consumano più velocemente del previsto.
Inizialmente si acquistano le materie prime da fornitori esterni, ma con l’avanzare del gioco è possibile coltivare i propri ingredienti, allevare animali e cacciare bestie selvatiche per ampliare il menù. La progressione è strutturata su un sistema di livelli, nel quale le attività quotidiane fanno guadagnare punti esperienza che sbloccano nuove ricette e nuove aree della locanda, con un senso di crescita costante che mantiene vivo l’interesse nel tempo.

Le ricette sono numerose e diversificate, e imparare a padroneggiarle è uno degli aspetti più soddisfacenti dell’intero pacchetto. Man mano che si avanza si sbloccano inoltre l’alchimia, la pesca, la caccia con la balestra e altre attività che portano i giocatori fuori dalle mura della locanda e nell’open world circostante. Le foreste diventano più pericolose di notte, e il gioco scala dinamicamente la difficoltà in base al numero di giocatori presenti, modificando la quantità di esperienza ottenuta e il numero di nemici incontrati.
Un elemento di gestione particolarmente riuscito è quello degli assistenti automatizzati: adorabili gufi possono essere assunti per occuparsi delle attività più ripetitive, come pulire i tavoli e prendere le ordinazioni, trasformando l’esperienza da semplice simulazione a vera e propria gestione di un’attività.

Sul fronte cooperativo, la modalità co-op supporta fino a sei giocatori, e la possibilità di delegare i ruoli rende l’esperienza enormemente più fluida e divertente. In solitaria il loop funziona ugualmente, ma richiede più pazienza, in quanto gestire tutte le attività in contemporanea può diventare stressante durante i picchi di affluenza, e la scarsità di alcuni ingredienti specifici rischia di trasformare una sessione rilassante in una corsa affannosa tra biomi.
Le missioni seguono una struttura prevalentemente fetch (portare oggetti, raccogliere ingredienti, sbloccare abilità), ma il tono umoristico dei dialoghi e la varietà degli NPC coinvolti ammortizzano la sensazione di ripetitività. Il combattimento è presente ma non il punto forte del gioco, e gli scontri tendono a ridursi a uno scambio statico di colpi, risultando meccanicamente piatti e privi di vera profondità tattica.

Ed è proprio su questo fronte che si concentra il grande aggiornamento uscito ieri 1 Giugno, il più ambizioso intervento post-lancio che il gioco abbia mai ricevuto. La novità più rilevante sono i dungeon procedurali: un sistema di generazione completamente nuovo garantisce layout unici a ogni discesa, con stanze nascoste, pericoli inediti e tipologie di ambienti sempre diversi, rendendo ogni esplorazione un’esperienza irripetibile.
Il bestiario si è inoltre espanso con una grande varietà di nuove creature, ognuna dotata di comportamenti distinti che richiedono un approccio tattico differente rispetto al semplice scambio di colpi a cui il gioco aveva finora abituato.

Sono arrivati anche nuovi scontri con sub-boss, sfide di difficoltà intermedia pensate per testare davvero equipaggiamento e riflessi dei giocatori, e l’arsenale si è arricchito di nuove armi e oggetti per supportare stili di gioco diversi, mentre la lista di ingredienti e ricette si è espansa ulteriormente, perché in fondo questa rimane pur sempre una taverna.
La novità forse più interessante per la longevità a lungo termine è il sistema di qualità a livelli per ingredienti, piatti e oggetti, pensato per rendere la progressione endgame più ricca e stimolante anche per i veterani che hanno già esaurito i contenuti principali. Nel complesso, tutte le novità lavorano in sinergia per dare finalmente alla componente avventurosa la sostanza che meritava fin dall’inizio.

Un’estetica cozy da taverna
Dal punto di vista visivo, Ale & Tale Tavern abbraccia una filosofia stilizzata e colorata che trasmette immediatamente la sensazione di rifugio fantasy che il gioco si propone di evocare. La taverna in sé è un ambiente accogliente in legno, e al di là delle sue mura si estendono ampi prati verdi, foreste fitte e coste ventose.
La palette cromatica è calda e invitante, e il design dei personaggi è coerente con il tono leggero e umoristico della produzione. Il mondo esterno è caratterizzato con biomi distinti, ognuno con fauna, flora e risorse specifiche da raccogliere, il che contribuisce a dare varietà visiva a sessioni che altrimenti rischierebbero di sembrare monotone.

Conclusione e Voto
Ale & Tale Tavern: Ale & Tale Tavern è un gioco che funziona meglio di quanto i suoi limiti strutturali lascerebbero presupporre. Il combattimento è grezzo, le quest tendono alla ripetitività e la scarsità di alcuni ingredienti può frustrare nei momenti meno opportuni, ma c'è qualcosa di genuinamente magnetico nel suo loop, e la soddisfazione di aprire la locanda dopo una mattina di preparativi, vedere i clienti riempire i tavoli e sentire le monete tintinnare è una sensazione che difficilmente stanca. Con il grande aggiornamento uscito ieri, Scienart Games è apprestata a correggere quello che era probabilmente il punto più debole del pacchetto, dando finalmente alla componente avventurosa e al combattimento la sostanza e la profondità che meritano. Ale & Tale Tavern è ora un buon cozy game dove rilassarsi a suon di piatti lavati, avventure nei boschi e clienti serviti. – Cristiano Rossetti
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

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