LumenTale: Memories of Trey – La nostra recensione in anteprima!
Quando un team italiano di giovani sviluppatori arriva a pubblicare il proprio primo grande titolo con un publisher del calibro di Team17, siamo sempre profondamente orgogliosi del nostro paese. Beehive Studios, fondata nel 2021 nel Lazio, ha lavorato per anni su LumenTale: Memories of Trey con una visione precisa e ambiziosa: creare un Monster Collector RPG capace di competere con i grandi nomi del genere, portando però una sensibilità narrativa e artistica tutta propria. Il risultato è un’opera che porta con sé il peso di grandi aspettative, ma che dimostra fin dai primi minuti di meritare ogni singola attenzione ricevuta.
LumenTale si inserisce nel filone dei creature collector in modo tutt’altro che passivo. Non si accontenta di replicare la formula consolidata da Pokémon o da altri esponenti del genere, ma la rielabora con un’identità narrativa solida, un sistema di combattimento stratificato e un mondo costruito con cura maniacale. Il gioco sarà disponibile dal 26 Maggio su Steam e Nintendo Switch, e abbiamo avuto l’occasione di provarlo in anteprima per poterlo recensire.

Un cyborg senza apparente passato
Il cuore narrativo di LumenTale risiede in un paradosso affascinante: Trey, il protagonista, è tecnicamente il personaggio che sa meno di tutti, eppure è quello che il giocatore impara a conoscere più in profondità. Trovato privo di sensi nelle Scarlet Woods dal giovane Ales (nipote dell’eccentrico scienziato Kapan), Trey si risveglia senza alcun ricordo della propria esistenza precedente.
È un cyborg, un essere a metà tra uomo e macchina, e questa sua natura ibrida non è un semplice espediente estetico, ma diventa il centro tematico attorno a cui ruota l’intera vicenda.

Il mondo in cui Trey si ritrova si chiama Talea, ed è una regione dalla storia millenaria e dalla complessità politica sorprendente per un titolo di questo genere. Talea è divisa in due grandi emisferi ideologici e geografici, ovvero Mythos e Logos. Il primo abbraccia la tradizione, il mito, la spiritualità e un rapporto quasi sacrale con gli Animon, le creature magiche che abitano questa terra. Il secondo è invece dominato dalla razionalità, dalla tecnologia, dalla scienza e da una visione del mondo pragmatica e materialista.
I due emisferi non sono semplicemente in competizione, ma si trovano in uno stato di rivalità secolare, ciascuno convinto della propria superiorità sull’altro. Eppure, nelle pieghe della storia raccontata dal gioco, emerge che in un’epoca lontana Talea era unita sotto un unico impero, che ne incarnava i valori in maniera armoniosa. La caduta di quell’equilibrio e le sue conseguenze sul presente costituiscono uno degli archi narrativi più ricchi dell’avventura.

In questo scenario, i Lumen rappresentano una figura fondamentale, in quanto sono guerrieri-allenatori capaci di comunicare con gli Animon attraverso l’Holoken, uno strumento speciale, e di scendere in campo con loro in battaglie che hanno sia valore sportivo che rilevanza politica. L’AARI, l’organizzazione fondata e guidata da un personaggio di nome Blanco, si pone come mediatore tra le due fazioni, gestendo i Lumen Club (punti di ristoro e coordinamento sparsi per tutta Talea) e cercando di mantenere una fragile pace tra Mythos e Logos.
È proprio all’interno di questo equilibrio instabile che Trey, dopo una serie di eventi che lo coinvolgono immediatamente, decide di diventare un Lumen per intraprendere il proprio viaggio alla ricerca della verità su se stesso.

Il cast di personaggi che popola questa storia è uno dei punti di forza più evidenti del gioco. Ales, il primo a trovare Trey, è un ragazzo dal carattere burbero e diffidente verso gli Animon (diffidenza nata da una tragedia familiare), ma dotato di un ingegno meccanico straordinario, che lo ha portato a riparare Moka, un robot dalla storia misteriosa. Moka, nonostante la sua natura artificiale, riesce a esprimere emozioni attraverso strisce LED sul volto ed è un personaggio che ci ha stupito per la sua profondità. Julia, una giovane donna con ambizioni di diventare una Lumen Manager di alto livello, si unisce invece a Trey riconoscendo in lui il talento grezzo di cui ha bisogno per rilanciare la propria carriera.
Max, un Lumen di una delle squadriglie più prestigiose di Talea, svolge il ruolo di mentore con una personalità che non manca di sfumature e contraddizioni, mentre Nada, figlia del potente Blanco, nasconde dietro un comportamento viziato un senso della giustizia genuino e un coraggio che la porta spesso in situazioni pericolose. Infine Anne, capitano della squadriglia di Voltar, è l’incarnazione dell’esuberanza e dell’intrattenimento tipici della sua città, e Nipo, capitano di Costa Linda, porta con sé il peso delle aspettative di un’intera comunità portuale appassionata di competizioni tra Lumen.

A tenere insieme tutto c’è il Memory System. Raccogliendo frammenti di memoria dispersi in tutto il mondo, il giocatore sblocca progressivamente nuovi capitoli della storia di Trey, approfondendo il legame tra il protagonista e il suo passato misterioso. Questo sistema non è solo un elemento di gameplay, ma è un dispositivo narrativo che rispecchia perfettamente il tema centrale del gioco: la memoria non è un dato di fatto immutabile, ma qualcosa che si costruisce, si perde e si ritrova.
Le scelte che il giocatore compie durante l’avventura hanno un peso reale sull’epilogo, con finali multipli che incentivano la rigiocabilità e danno la sensazione che le decisioni prese abbiano davvero importanza all’interno del mondo di Talea.

Il ritmo della battaglia e l’esplorazione
Lato gameplay, LumenTale: Memories of Trey costruisce il suo punto di forza principale attorno alla complessità del sistema di combattimento e alla ricchezza degli Animon disponibili. Il giocatore può raccogliere fino a 140 creature diverse, ciascuna appartenente a uno dei 13 tipi elementali presenti nel gioco: Fuoco, Acqua, Geo, Erba, Elettrico, Ghiaccio, Aura, Chakra, Demone, Data, Virus, Antico e Anomalo.
Un roster di tipi che va ben oltre il canone tradizionale del genere, incorporando elementi che mescolano il fantasy classico con suggestioni cyberpunk e mitologiche.

Ma ciò che distingue davvero gli Animon dagli equivalenti presenti in altri titoli del genere è il sistema degli Attributi. Ogni creatura appartiene a uno di cinque gruppi attributo, ovvero Furor, Horrens, Mestus, Felicis e Sereum, che ne determinano il ruolo strategico in battaglia.
Un Animon di attributo Furor è naturalmente orientato all’attacco aggressivo, mentre uno Sereum potrebbe eccellere nel supporto e nella guarigione dei compagni. Questa doppia matrice, formata dal tipo elementale più l’attributo, crea una griglia di sinergie e debolezze che rende la composizione del team una sfida strategica autentica, lontana dal mero completismo.

Il combattimento è a turni e può svolgersi in due modalità distinte. Le battaglie 1v1 sono scontri diretti tra singole creature, rapidi e focalizzati sull’esecuzione tattica immediata, mentre le battaglie 4v4 portano invece la complessità su un livello superiore, in quanto schierare quattro Animon contemporaneamente, gestire le interazioni tra i loro tipi e attributi, attivare le combinazioni di Risonanza (effetti speciali che si innescano quando determinati Animon combattono fianco a fianco) e sfruttare le trasformazioni ambientali del campo di battaglia diventa un esercizio di pianificazione che i giocatori più esigenti sapranno apprezzare.
La progressione degli Animon è generosa, in quanto l’intero gruppo ottiene esperienza da ogni combattimento, eliminando la necessità di un grinding estenuante e permettendo di sperimentare composizioni di squadra diverse senza il timore di sacrificare il progresso guadagnato. Gli Animon crescono, imparano nuove mosse e, in determinati casi, si evolvono trasformando non solo le statistiche ma anche l’identità visiva e le possibilità strategiche della creatura in questione.

La cattura degli Animon sfrutta l’Holoken, lo strumento che Trey impugna fin dall’inizio dell’avventura. Non è necessario indebolire le creature in battaglia prima di tentare la cattura, in quanto l’Holoken può essere lanciato direttamente sugli Animon che vagano per il mondo, rendendo l’esplorazione un’attività continua e soddisfacente.
Il ciclo giorno-notte aggiunge un ulteriore strato di profondità all’avventura, dato che specie diverse compaiono in momenti differenti della giornata, incentivando il giocatore a esplorare Talea in entrambe le sue facce e a pianificare le proprie sessioni di caccia.

L’Anispace è forse la feature più originale dell’intero pacchetto. Si tratta di uno spazio separato dal mondo principale, in cui gli Animon catturati risiedono e si allenano. Il giocatore può personalizzare questo hub costruendo stanze, inserendo elementi decorativi e creando ambienti che riflettono la propria identità estetica. Non si tratta solo di cosmetici, in quanto l’Anispace influenza il benessere e il progresso delle creature al suo interno, trasformando la gestione di questo spazio in un minigioco a sé stante.
Le Carte Animon, collezionabili speciali raffiguranti ogni creatura con artwork dedicati, possono essere sfruttate per aumentare le probabilità di trovare esemplari rari, incluse le varianti Lost (versioni alternative con caratteristiche uniche) e possono essere scambiate online con altri giocatori tramite la Animon Trade Station.

L’esplorazione di Talea è strutturata attraverso regioni distinte, ciascuna con un’identità culturale, un’estetica e una fauna di Animon proprie. I Dungeon disseminati per il mondo offrono sfide autonome ricche di creature rare, tesori nascosti e rovine che ampliano la comprensione della lore, mentre le Fontane sparse nel paesaggio fungono da punti di sosta in cui cucinare pietanze che potenziano gli Animon durante le battaglie e forniscono buff temporanei.
La cucina non è un elemento decorativo, dato che è un sistema di crafting con una profondità propria, capace di fare la differenza negli scontri più impegnativi. Accanto alla cucina, il crafting di oggetti utili come pozioni e strumenti completa un loop di gestione delle risorse che mantiene il giocatore costantemente impegnato anche al di fuori delle sessioni di combattimento.

Il multiplayer aggiunge una dimensione competitiva e sociale che arricchisce considerevolmente l’esperienza. Le battaglie PvP, che presentano anche classifiche competitive, permettono ad esempio di mettere alla prova le proprie squadre contro quelle di altri giocatori in tutto il mondo.
Lo scambio di Animon invece, disponibile sia localmente che online, trasforma LumenTale in un’esperienza comunitaria capace di sopravvivere a lungo dopo i titoli di coda, mentre lo scambio di Carte Animon aggiunge un ulteriore strato collezionistico che si interseca con la caccia alle varianti più rare, che abbiamo molto apprezzato.

Un comparto tecnico che sorprende
Dal punto di vista tecnico e artistico, LumenTale: Memories of Trey percorre una strada precisa con grande coerenza. La scelta estetica è quella del 2.5D, dove ambienti tridimensionali che ospitano personaggi e creature dallo stile pixel art, in un ibrido visivo che oggi gode di grande popolarità ma che raramente viene eseguito con la cura che Beehive Studios ha dimostrato.
I fondali delle regioni di Talea sono ricchi di dettagli, e riescono a trasmettere immediatamente il carattere di ciascuna area, sia che si tratti di un porto marino come Costa Linda, di una città del intrattenimento come Voltar o dei boschi cremisi delle Scarlet Woods dove tutto ha inizio.

Il design degli Animon è probabilmente il lavoro artistico più impressionante dell’intero progetto, in quanto sono presenti 140 creature, ciascuna con una silhouette riconoscibile, un’identità visiva che ne riflette il tipo elementale e l’attributo, e animazioni in combattimento studiate per restituire personalità oltre che potenza. Le varianti Lost degli Animon offrono inoltre palette cromatiche e dettagli alternativi che rendono la caccia agli esemplari rari un incentivo estetico oltre che strategico.
L’interfaccia utente è pulita e funzionale, con un HUD che durante le battaglie fornisce tutte le informazioni necessarie senza congestionare lo schermo, mentre la navigazione nei menu, fondamentale in un gioco del genere, è sufficientemente intuitiva da non trasformarsi in un ostacolo, anche nelle fasi più avanzate dell’avventura quando il numero di opzioni disponibili si moltiplica.

Sul fronte musicale, il gioco si avvale di una colonna sonora molto evocativa, capace di accompagnare con discrezione e intensità le varie fasi dell’avventura. I temi delle singole regioni di Talea riflettono le loro specificità culturali, muovendosi tra atmosfere più antiche e quasi tribali per le aree di Mythos e sonorità più tecnologiche e sintetiche per quelle di Logos.
Non mancano alcune irregolarità minori rilevate durante le nostre sessioni, in particolare nell’indicazione del progresso di livello degli Animon (non sempre immediato da leggere) e in qualche rallentamento nella curva narrativa iniziale, dove la quantità di informazioni da assorbire sul mondo può risultare impegnativa nei primissimi minuti. Si tratta però di imperfezioni fisiologiche in un progetto di questa portata, che non scalfiscono in modo significativo la qualità complessiva dell’esperienza, che anzi rimane eccezionale per tutta la sua durata.

Conclusione e Voto
LumenTale: Memories of Trey: In conclusione, LumenTale: Memories of Trey è molto più di un debutto promettente. È un gioco compiuto, generoso, costruito con amore e competenza da un team che ha chiaramente studiato il genere in profondità prima di provare a reinventarlo. Beehive Studios non si è limitata a replicare le meccaniche di un creature collector di successo, ma ha preso quella formula e ci ha soffiato dentro la propria anima, costruendo un mondo credibile, personaggi interessanti e un sistema di gioco abbastanza stratificato da accontentare sia i neofiti che i veterani del genere. La storia di Trey è quella di un essere alla ricerca di se stesso in un mondo che ha perso la memoria della propria unità, un'allegoria sottile ma presente, che dà spessore a ogni scontro, a ogni Animon catturato, a ogni frammento di memoria recuperato. Con i piani di supporto post-lancio già annunciati, LumenTale si presenta non come un'esperienza destinata a esaurirsi in fretta, ma come un mondo aperto a crescere insieme alla sua community. Un mondo nato in Italia e destinato, con ogni probabilità, a farsi conoscere in tutto il globo. – Cristiano Rossetti
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

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