NUTMEG! – La nostra recensione!
Sviluppato da Sumo Digital e pubblicato da Secret Mode, NUTMEG! è un ibrido tra un classico manageriale calcistico e un deckbuilding roguelite, con l’intera azione ambientata nella Football League inglese degli anni ’80 e ’90.
Il risultato è un’opera di nicchia ma sorprendentemente riuscita, capace di parlare tanto agli amanti dei card game quanto a chi ha consumato i tasti di ogni Football Manager mai pubblicato, e che si candida come una delle sorprese più piacevoli dell’anno.

Storia
NUTMEG! non propone una narrativa in senso stretto, ma costruisce attorno al giocatore un mondo finzionale denso, coerente e straordinariamente evocativo.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: si viene assunti come allenatore di una squadra relegata in quarta divisione, con l’ambizione di scalare l’intera piramide calcistica inglese nell’arco di un’avventura che può durare fino a vent’anni di gioco, dal 1980 fino all’alba del nuovo millennio.

Quello che rende il “racconto” di NUTMEG! speciale non è la presenza di una trama convenzionale, ma il modo in cui il gioco dipinge il contesto storico attorno alle partite e alle stagioni, e addirittura tra un turno e l’altro compaiono scorci satirici e resoconti fittizi di eventi reali dell’epoca, come l’insediamento di Ronald Reagan.
Il tutto filtrato attraverso una lente ironica e affettuosa che trasforma il susseguirsi degli anni in qualcosa di simile a una lettura di un vecchio numero di una rivista calcistica ritrovata sotto al letto.

Ci sono poi i personaggi che popolano i campionati, con anche leggende vere del calcio britannico che appaiono come agenti svincolati da ingaggiare, avversari da affrontare o talenti da coltivare. La loro presenza non è puramente decorativa, ma trovare una leggenda disponibile a fine mercato con i fondi appena sufficienti per acquistarla è uno di quei momenti che il gioco sa rendere genuinamente emozionanti.
NUTMEG! non racconta una storia, ma vi permette di viverla, lasciandovi costruire un’epopea personale stagione dopo stagione, sconfitta dopo sconfitta e promozione dopo promozione.

Gameplay
Il cuore pulsante di NUTMEG! è un sistema di deckbuilding che fonde in modo intelligente due anime distinte come la gestione del club fuori dal campo e il card battler durante le partite. Le due dimensioni si alimentano a vicenda in un loop di progressione che, una volta compreso, diventa tremendamente soddisfacente.
La gestione del club è il livello strategico del gioco. Prima di ogni stagione si scelgono i giocatori da acquistare sul mercato, si gestisce il budget, si ingaggiano i membri dello staff tecnico e si pianificano le sessioni di allenamento.

Ogni membro dello staff porta con sé abilità specifiche che influenzano direttamente le carte disponibili in partita. Ad esempio un preparatore atletico di alto livello sblocca carte legate alla resistenza e alla pressione, mentre un allenatore offensivo specializzato potenzierà quelle di attacco.
Questa interconnessione tra gestione e gameplay in campo è uno dei pregi maggiori del titolo, perché rende ogni decisione manageriale concretamente rilevante anche durante le partite.

La gestione economica è un altro pilastro importante dell’esperienza. Si devono mantenere in ordine le finanze del club, costruire e aggiornare lo stadio per sbloccare nuovi benefici, gestire il negozio di merchandising e bilanciare le spese tra mercato, strutture e stipendi, e non mancano decisioni legate alla stampa e agli umori dello spogliatoio.
Il sistema di scouting permette di scoprire giovani talenti da coltivare nel tempo, una meccanica che guadagna rilevanza soprattutto nelle campagne lunghe, quando costruire una rosa coerente e competitiva diventa un obiettivo a lungo termine tanto quanto la promozione immediata.

Sul fronte della struttura stagionale, NUTMEG! adotta una scelta di design che può risultare polarizzante, dato che di tutte le partite di un campionato, solo una su cinque viene disputata direttamente dal giocatore attraverso il motore a carte, mentre le restanti vengono simulate automaticamente.
Questo significa che l’impatto diretto sul campo è limitato, il che da un lato può generare un leggero senso di distacco dalla corsa alla classifica, ma dall’altro permette di scorrere le stagioni con un ritmo sostenuto, godendosi l’arco narrativo di più anni senza annegare in centinaia di partite identiche.

Il card battler è il momento in cui l’astrazione gestionale si trasforma in tensione pura. Per ogni match si costruisce un mazzo a partire dai giocatori in rosa e dalle carte Boost accumulate nel corso della stagione.
I giocatori vengono schierati secondo una formazione scelta e le carte vengono pescate fase per fase, simulando le varie fasi di gioco ognuna con le proprie probabilità di successo o fallimento. Le carte si consumano con l’uso e tornano nel mazzo sempre più consunte e visivamente usurate, un dettaglio estetico che contribuisce magnificamente all’atmosfera.

Le Boost Card sono l’elemento tattico principale durante i match. Si tratta di carte speciali che modificano le probabilità, capovolgono situazioni sfavorevoli, sfruttano le debolezze avversarie o potenziano i punti di forza della propria squadra.
Combinarle in modo efficace, magari sfruttando le sinergie tra carte di uno stesso giocatore o di uno stesso sistema di gioco, è la chiave per vincere le partite che contano di più. È anche possibile effettuare sostituzioni, rimpiazzando giocatori stanchi con riserve fresche per mantenere alta la qualità del mazzo nel corso dei novanta minuti.

Le carte si guadagnano completando sfide, raggiungendo obiettivi stagionali e attraverso pacchetti acquistabili con le risorse del club, replicando fedelmente il piacere irrazionale di aprire un pacchetto di figurine. Le carte si possono poi combinare tra loro per ottenere versioni potenziate, grazie ad un sistema di crafting semplice ma efficace.
Tutto questo si traduce in un loop di gioco che non smette mai di proporre nuove decisioni, dato che ad ogni stagione il mazzo va ricostruito, lo staff va valutato, la rosa va aggiornata.

Comparto tecnico e grafico
Il comparto tecnico del gioco è discreto. Durante la nostra avventura abbiamo riscontrato qualche piccolo bug e glitch, che fortunatamente non ha influito sulla nostra esperienza di gioco, mentre le performance si sono rivelate sempre molto stabili e fluide.
Il comparto grafico del titolo è ottimo. L’art direction è dichiaratamente retrò, con ogni elemento visivo che sembra assemblato da ritagli di vecchi album Panini, riviste sportive degli anni ’80, pagine di giornali ingialliti e figurine consumate. Le carte dei giocatori hanno uno stile grafico che ricorda esattamente le figurine degli anni ’80-’90, con bordi colorati, foto in posa rigida e statistiche essenziali.

Conclusione e Voto
NUTMEG!: In conclusione, NUTMEG! è uno di quei giochi rari che sanno esattamente cosa vogliono essere e lo realizzano con una precisione quasi chirurgica. Non è Football Manager, non è Slay the Spire, non è un simulatore calcistico tradizionale, ma è qualcosa di suo, un oggetto ludico che usa il deckbuilding per raccontare vent'anni di calcio inglese. Le meccaniche di gestione sono abbastanza profonde da soddisfare chi ama mettere mano a ogni aspetto del proprio club, e il sistema di carte in partita offre una tensione tattica autentica senza mai diventare eccessivamente complesso. Alcune scelte di design, come la simulazione automatica della maggior parte delle partite, potrebbero non convincere tutti, e chi cerca un'esperienza puramente manageriale senza elementi roguelite potrebbe sentire la mancanza di qualcosa. Ma per chi è disposto ad abbracciare questo insolito ma riuscito mix, la ricompensa è un loop di gioco che sa coinvolgere stagione dopo stagione. – Cristiano Rossetti
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

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