SURI: The Seventh Note – La nostra recensione in anteprima!
Con SURI: The Seventh Note, la debuttante software house indiana Tathvamasi Studios propone un’avventura che cerca di distinguersi nel panorama dei platform 2D attraverso un mix particolare, trasformando la colonna sonora in un elemento fondamentale non soltanto per l’atmosfera di gioco, ma anche per il modo in cui si affrontano le sfide. In uscita domani 30 ottobre 2026 su Steam e PS5, il gioco mette al centro un mondo fantasy colorato e ricco di suggestioni culturali, nel quale ogni salto, scatto e movimento speciale deve essere eseguito prestando attenzione alla musica che accompagna l’azione.
L’idea alla base della produzione è interessante proprio perché il ritmo non rappresenta un semplice accompagnamento sonoro, ma una vera e propria regola che influenza l’esplorazione e il superamento degli ostacoli, richiedendo al giocatore di sviluppare un buon senso del tempo e di imparare a riconoscere le sequenze musicali. Il risultato è un’esperienza che unisce le caratteristiche dei platform d’azione tradizionali a quelle dei rhythm game, cercando di creare un flusso di gioco molto divertente in cui ascolto, osservazione e riflessi devono lavorare insieme.

La missione di Ajira
La vicenda si svolge sulla misteriosa isola di Suri, un luogo fantastico nel quale il ritmo rappresenta una componente essenziale dell’esistenza e influenza direttamente l’equilibrio della natura. Questa armonia, tuttavia, viene compromessa da una forza oscura che corrompe le melodie dell’isola, trasformando un mondo inizialmente suggestivo in un ambiente sempre più pericoloso e imprevedibile.
La protagonista è Ajira, una ragazza coraggiosa e particolarmente agile, costretta a intraprendere un viaggio disperato per salvare sua madre, gravemente malata. La speranza di trovare una cura è legata a un frutto magico che cresce nel cuore dell’isola, in territori difficili da raggiungere e ormai coinvolti nella misteriosa alterazione che sta sconvolgendo l’equilibrio naturale.

Quella che inizialmente sembra una semplice spedizione alla ricerca di una cura si trasforma gradualmente in una sfida molto più grande, perché la corruzione che avvolge Suri è strettamente legata alla perdita dell’armonia che tiene insieme il mondo. Ajira non deve quindi limitarsi a raggiungere la propria destinazione, ma deve comprendere e padroneggiare il ritmo per contrastare la minaccia che sta alterando l’isola, utilizzando proprio la musica come strumento per affrontare le insidie.
La trama si fonda su temi delicati e trattati in maniera efficace, ma è soprattutto il rapporto tra la dimensione personale della missione e il destino dell’isola a rendere interessante la premessa narrativa, perché permette alla progressione dell’avventura di svilupparsi contemporaneamente sia su un piano emotivo, sia su quello della scoperta di un mondo in cui ogni cambiamento musicale ha conseguenze concrete.

Un platforming all’insegna del ritmo
Il cuore dell’esperienza è rappresentato ovviamente da un sistema di platforming bidimensionale nel quale la precisione dei movimenti si combina costantemente con l’ascolto della colonna sonora. Controllando Ajira, bisogna correre, saltare, effettuare scatti e sfruttare abilità particolari cercando di rispettare il tempo della musica, un principio che modifica sensibilmente l’approccio alle sfide rispetto a un platform tradizionale, nel quale la sola osservazione degli ostacoli e la rapidità dei comandi possono essere sufficienti per avanzare.
In SURI: The Seventh Note, invece, è fondamentale imparare a riconoscere le cadenze sonore e sincronizzare le proprie azioni con esse, perché il ritmo influenza il flusso dei movimenti e il comportamento del mondo circostante.

Tra le meccaniche più interessanti troviamo sicuramente l’abilità di fase, insieme a un sistema di poteri progressivi che amplia le possibilità di movimento e combattimento man mano che si procede nell’avventura. Lo sblocco di nuove possibilità di approccio contribuisce a rinnovare le situazioni di gioco e offre ulteriori strumenti per affrontare gli ostacoli, rendendo la padronanza del sistema di movimento un elemento centrale della crescita della protagonista.
La progressione, quindi, non riguarda soltanto l’avanzamento attraverso i livelli, ma anche il miglioramento delle capacità del giocatore, che deve imparare a combinare i diversi movimenti in maniera sempre più efficace.

Accanto alle sezioni di platforming trovano spazio sequenze di fuga cinematografiche, progettate per mettere alla prova i riflessi attraverso inseguimenti nei quali musica e azione procedono in stretta sincronizzazione.
Questi momenti spezzano il ritmo dell’esplorazione più tradizionale, introducendo situazioni nelle quali occorre reagire rapidamente, interpretare ciò che accade sullo schermo e mantenere la concentrazione anche quando il margine di errore si riduce.

La varietà dei livelli costituisce un altro elemento importante, in quanto dalle rovine più silenziose alle arene caotiche, ogni ambiente è concepito come una composizione musicale autonoma, con un tempo e un carattere capaci di influenzare l’esperienza.
L’esplorazione comprende inoltre percorsi nascosti e la possibilità di perfezionare le proprie esecuzioni, aspetti che possono offrire motivazioni aggiuntive a chi desidera padroneggiare completamente le meccaniche e non si accontenta semplicemente di raggiungere la fine di ogni livello.

Questa struttura ludica presenta naturalmente alcune criticità, soprattutto per chi non possiede una particolare sensibilità ritmica o preferisce platform nei quali il tempismo dipende esclusivamente dalla percezione visiva. La necessità di prestare attenzione alla musica potrebbe infatti rendere alcune situazioni più impegnative, specialmente quando la precisione dei movimenti e la velocità delle combo devono essere gestite contemporaneamente.
Si tratta, comunque, di una caratteristica strettamente legata all’identità del gioco, che punta proprio sulla capacità di trasformare il ritmo in una meccanica da apprendere e padroneggiare.

Un mondo disegnato a mano
Dal punto di vista visivo, SURI: The Seventh Note adotta una presentazione 2D disegnata a mano, con una direzione artistica che cerca di differenziarsi attraverso colori vivaci, ambientazioni fantastiche e riferimenti alle tradizioni artistiche e architettoniche dell’India.
Le influenze del gioco spaziano dalle fortezze rajput ai monasteri himalayani, passando per elementi culturali regionali, contribuendo a creare un universo che non si limita a riproporre i consueti scenari fantasy visti e rivisti, ma prova a costruire un’identità visiva riconoscibile.

Personaggi, scenari e animazioni seguono uno stile illustrativo coerente con questa impostazione, mentre il contrasto tra le melodie più armoniose e quelle alterate contribuisce a sottolineare il cambiamento dell’isola e il pericolo che Ajira è chiamata ad affrontare.
Naturalmente, il vero protagonista del comparto tecnico è l’audio, dal momento che la musica deve svolgere contemporaneamente una funzione artistica e una funzione pratica. La colonna sonora accompagna l’azione, suggerisce il ritmo dei movimenti e contribuisce a rendere riconoscibili le diverse situazioni, mentre gli elementi visivi completano le indicazioni necessarie per affrontare le sfide.

Una ventata d’aria fresca per il genere
SURI: The Seventh Note: In conclusione, SURI: The Seventh Note è un progetto molto interessante, capace di combinare platforming, azione e ritmo attraverso una formula nella quale la musica diventa una parte integrante dell'esperienza. La storia di Ajira offre una motivazione immediata per affrontare il viaggio, mentre le abilità progressivamente sbloccabili, le sequenze di fuga e gli ambienti costruiti attorno a differenti identità musicali costruiscono una buona varietà di situazioni. I punti di forza del titolo risiedono soprattutto nella riconoscibilità del sistema di gioco e nella direzione artistica, supportate da una buona colonna sonora che contribuisce sia all'atmosfera sia alla gestione delle sfide. La precisione richiesta dal gameplay potrebbe però rappresentare una barriera per alcuni giocatori, magari meno avvezzi al genere ritmico. SURI: The Seventh Note è sicuramente una perla da tenere d'occhio per gli appassionati di platform e rhythm game, soprattutto per chi cerca un'esperienza capace di unire una certa sensibilità musicale, riflessi e una direzione artistica ispirata, ed è una bella ventata d'aria fresca per il genere. – Cristiano Rossetti
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

E voi giocherete a SURI: The Seventh Note? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!
