Delverium – La nostra anteprima!
Delverium è il primo progetto di Sagestone Games, piccolo studio indipendente di Brisbane guidato dallo sviluppatore Scott Lowther, che ha iniziato a lavorarci intorno al 2016 dopo alcune sessioni di Terraria giocate in split screen con la propria famiglia. Da quell’esperienza personale è nata l’idea di un survival sandbox pensato fin dalle fondamenta per essere goduto in compagnia.
Il gioco mescola apertamente due riferimenti dichiarati dallo stesso Lowther, Terraria per l’impianto di esplorazione, crafting e combattimento, e Stardew Valley per la componente agricola e per l’atmosfera generale. Delverium entrerà in accesso anticipato su Steam domani 21 settembre, con un periodo di Early Access che durerà circa due anni, e noi di NerdAlQuadrato abbiamo potuto provarlo in anteprima nelle scorse settimane per potervene finalmente parlare poco prima del lancio.

Le Faults e il mistero sepolto sotto la loro superficie
Sul fronte narrativo Delverium non punta su una trama articolata fatta di dialoghi lunghi o filmati, e questo va detto subito per non generare aspettative sbagliate. Il canovaccio di partenza è molto semplice, con una minaccia chiamata le Faults che sta corrompendo il mondo, e il nostro alter ego, un eroe senza nome che si risveglia in un mondo aperto e ostile, è l’unico in grado di scoprire cosa si nasconda dietro questa infestazione e di restituire stabilità alla terra.
La narrazione procede quindi seguendo un approccio già visto in titoli come Terraria o Core Keeper, dove la storia non viene raccontata a schermo ma va letteralmente scavata. Esplorando caverne e dungeon si trovano frammenti di lore, oggetti e indizi che, messi insieme, compongono lentamente il quadro generale di cosa siano le Faults e da dove arrivino. È una scelta coerente con l’impianto sandbox del gioco, che lascia al giocatore la libertà di ignorare completamente questo filone se preferisce dedicarsi solo alla vita agreste o alla costruzione del proprio insediamento, oppure di inseguirlo con insistenza scendendo sempre più a fondo nei dungeon più rischiosi.

Va detto che, allo stato attuale, questa componente resta più uno sfondo che un vero motore narrativo, e gli stessi sviluppatori hanno dichiarato di voler ampliare in modo sostanziale la lore, aggiungere nuovi NPC con cui interagire e arricchire il contesto della storia man mano che l’accesso anticipato procederà.
Chi cerca in un survival sandbox una scrittura densa e stratificata dovrà quindi armarsi di pazienza, ma chi conosce il genere sa che qui la storia è spesso un pretesto elegante per giustificare la progressione verso biomi e minacce sempre più pericolose, più che il cuore pulsante dell’esperienza.

Sopravvivenza, agricoltura e dungeon crawling in un unico ecosistema
È sul piano del gameplay che Delverium mette in mostra la sua ambizione più concreta, cercando di far convivere sotto lo stesso tetto anime che in altri titoli restano spesso separate.
Tutto parte dalla creazione del personaggio e dalla generazione di un mondo procedurale che promette di essere diverso a ogni nuova partita, con pianure, foreste, laghi, oceani e grotte che si intrecciano in un’unica mappa esplorabile liberamente fin dai primi minuti.

Il ciclo di gioco centrale ruota attorno a cinque grandi pilastri che si sostengono a vicenda. Il primo è la raccolta delle risorse, il gesto più basilare, che consiste nell’abbattere alberi, raccogliere erbe e minerali e recuperare materiali sparsi per il mondo per alimentare ogni altra attività.
Il secondo è la costruzione, che permette di erigere ripari sempre più elaborati partendo da mura, porte, letti e fonti di luce, fino ad arrivare a insediamenti veri e propri pensati per ospitare gli NPC che si possono reclutare nel corso dell’avventura, come un fabbro disposto a offrire servizi di crafting avanzato in cambio di un tetto sopra la testa.

Il terzo pilastro è il crafting, probabilmente il sistema più ricco tra quelli mostrati finora. È presente un’ampia varietà di oggetti realizzabili, tra cibo, attrezzi, armi, armature e materiali da costruzione, il tutto supportato da un sistema di crafting annidato che permette di realizzare oggetti complessi senza dover prima produrre manualmente ogni singolo componente intermedio, un accorgimento di comfort che riduce sensibilmente la parte più ripetitiva della progressione.
A questo si affianca un comodissimo inventario espandibile, pensato per non costringere il giocatore a tornare continuamente alla base solo per fare spazio nello zaino.

Il quarto pilastro è l’agricoltura, che richiama molto da vicino Stardew Valley. Si può arare il terreno, piantare semi, irrigare le coltivazioni e osservare la crescita dei raccolti, allevare animali, pescare nei corsi d’acqua e raccogliere ingredienti selvatici da combinare con il frutto del proprio lavoro in un buon numero di ricette di cucina, utili sia per il sostentamento personale sia come merce di scambio con i mercanti incontrati nel mondo di gioco.
È una componente che sembra pensata apposta per chi cerca momenti più rilassati tra un’esplorazione rischiosa e l’altra, e che abbiamo apprezzato molto.

Il quinto e ultimo pilastro è l’esplorazione vera e propria, che vi porta attraverso biomi diversi tra loro, grotte nascoste e dungeon pericolosi disseminati nel mondo generato proceduralmente. Qui si scavano miniere alla ricerca di minerali sempre più rari, si scoprono tesori dimenticati e si affrontano nemici concreti, dai goblin più comuni a presenze più inquietanti come fantasmi e altre creature ostili.
Il combattimento lascia spazio a due approcci molto diversi tra loro, entrambi molto validi, in quanto si può scegliere di gettarsi subito nella mischia con equipaggiamento essenziale, accettando scontri più impegnativi, oppure dedicare più tempo a rafforzare armi e armature prima di spingersi nei dungeon più ostici. Nessuna delle due strade viene penalizzata, e questa libertà di approccio è probabilmente uno dei tratti più riusciti dell’intero impianto ludico.

Un discorso a parte lo merita la componente multigiocatore, che è di fatto il motivo per cui Delverium esiste. Si può giocare in solitaria, in split screen locale fino a quattro persone sullo stesso schermo, oppure online fino a otto giocatori insieme. È una flessibilità piuttosto rara nel genere dei survival sandbox, dove il co-op locale in particolare viene spesso trattato come un’aggiunta secondaria, mentre qui rappresenta il punto di partenza stesso del progetto.
Completano il quadro alcune funzioni pensate per rendere l’esperienza più scorrevole, come il viaggio rapido tra punti già scoperti della mappa e il pieno supporto ai controller con rebind personalizzabile dei comandi. Gli sviluppatori hanno inoltre promesso che la roadmap dei prossimi due anni di accesso anticipato porterà nuovi biomi, boss inediti, ulteriori NPC, achievement aggiuntivi e un ampliamento della lore, segno di un progetto pensato per crescere in modo continuativo.

Uno stile già visto ma ben curato
Lato visivo Delverium adotta uno stile in pixel art bidimensionale che richiama apertamente i grandi nomi del genere, da Terraria a Stardew Valley fino a Core Keeper, senza cercare una strada visivamente troppo distante da quei riferimenti. Si tratta di una scelta comprensibile per un team così ridotto, che punta più sulla leggibilità e sulla coerenza stilistica che su un’identità grafica dirompente, ma che presenta comunque una discreta cura nei dettagli degli ambienti e delle animazioni.
Ad averci invece molto sorpreso è stato il comparto sonoro, curato da Jeff van Dyck, compositore e sound director premiato ai BAFTA per il suo lavoro su titoli come Unpacking, Forts e Paint the Town Red. Non è comune trovare un nome di questo calibro coinvolto in una produzione indipendente di dimensioni così contenute, e la sua presenza mostra un’attenzione particolare verso l’atmosfera sonora del gioco, elemento che nei survival sandbox più riusciti fa spesso la differenza nel lungo periodo.

Sul fronte della localizzazione, l’interfaccia di Delverium sarà disponibile in undici lingue al lancio, tra cui inglese, giapponese, francese, tedesco, spagnolo, coreano, portoghese brasiliano, russo, cinese semplificato, cinese tradizionale e ucraino. Allo stato attuale, l’italiano non compare tra le lingue supportate, un’informazione utile da tenere presente per chi segue il progetto dall’Italia, ma speriamo che nei prossimi anni venga aggiunto anche il supporto alla nostra lingua.
Sul piano tecnico, Delverium punta chiaramente su un’ampia accessibilità hardware come suoi molti competitor, grazie ad una leggerezza che non stupisce trattandosi di un titolo bidimensionale, ma è comunque un buon segnale in termini di scalabilità.

Un Early Access con le idee già ben chiare
In conclusione, Delverium si presenta al debutto in accesso anticipato con un’identità già piuttosto definita, che unisce l’ossatura esplorativa e di combattimento di Terraria alla componente agricola e conviviale di Stardew Valley, il tutto sorretto da un’offerta multigiocatore particolarmente generosa e ben integrata che spazia dallo split screen locale fino a otto giocatori online. A questo si aggiunge un comparto sonoro di livello superiore alla media del genere grazie al coinvolgimento di Jeff van Dyck, compositore premiato ai BAFTA, e requisiti tecnici talmente contenuti da rendere il gioco accessibile anche su hardware modesti.
Restano, come sempre accade in accesso anticipato, alcune incognite legittime. La componente narrativa al momento è volutamente essenziale e destinata a crescere solo con gli aggiornamenti futuri, così come il numero di biomi, boss e contenuti endgame.

Nel complesso, chi ama i survival sandbox cooperativi alla Terraria o Core Keeper, o chi cerca un’alternativa più orientata all’azione e all’esplorazione rispetto alla quiete di Stardew Valley, troverà in Delverium una base di partenza già molto solida e ricca di sistemi ben integrati tra loro, oltre a un’attenzione rara verso la co-op locale, spesso trascurata dal genere.
Consigliamo comunque la cautela tipica di ogni accesso anticipato, tenendo presente che il progetto è ancora in divenire e che la sua natura definitiva si delineerà solo con gli aggiornamenti dei prossimi mesi e anni.
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

E voi giocherete a Delverium? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!
