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Epomaker EM3 – La nostra recensione!

Epomaker è un nome che negli ultimi anni abbiamo imparato ad associare soprattutto al mondo delle tastiere meccaniche, ma con l’EM3 l’azienda prova a ritagliarsi uno spazio più deciso anche nel sempre più affollato mercato dei mouse da gaming. Il risultato è l’Epomaker EM3, una periferica che evita la corsa esasperata alle specifiche per puntare invece su un insieme piuttosto equilibrato di caratteristiche, con un peso contenuto, sensore PixArt, autonomia convincente e una base di ricarica magnetica inclusa nella dotazione.

Dopo averlo utilizzato ininterrottamente durante il nostro periodo di prova in anteprima, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un prodotto che cerca soprattutto di essere pratico e piacevole nell’utilizzo quotidiano. I suoi 56 grammi lo collocano infatti pienamente nel territorio dei mouse leggeri, mentre la combinazione fra connessione USB, wireless a 2,4 GHz e Bluetooth permette di spostarlo con estrema facilità tra una postazione gaming, un notebook e un secondo dispositivo, ed è proprio questa impostazione relativamente equilibrata a rendere l’EM3 interessante per una fascia di pubblico decisamente ampia.

Epomaker EM3

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La dock è la vera protagonista della confezione

La confezione dell’Epomaker EM3 segue un’impostazione piuttosto essenziale e concentra inevitabilmente gran parte dell’attenzione sui due elementi principali del prodotto, ovvero il mouse e la relativa base di ricarica magnetica, accompagnati dalla cavetteria necessaria per alimentare la dock e utilizzare eventualmente il mouse in modalità cablata, oltre che a dei grip adesivi per migliorare il grip del mouse.

È soprattutto la presenza della charging dock a dare un valore aggiunto alla confezione, perché non si limita a essere un semplice supporto sul quale appoggiare il mouse quando non viene utilizzato. La base integra infatti un sistema di illuminazione RGB, regolabile attraverso un comando fisico, ed è contemporaneamente un punto di ricarica e un elemento funzionale per la connessione wireless a 2,4 GHz.

Epomaker EM3

56 grammi e una forma semplice ma efficace

Dal punto di vista estetico, l’Epomaker EM3 sceglie una strada decisamente più sobria rispetto a molti mouse gaming moderni, affidandosi a una forma simmetrica dalle proporzioni abbastanza tradizionali, con dimensioni che permettono al corpo di mantenersi sufficientemente compatto senza diventare eccessivamente piccolo. La struttura si presta bene soprattutto a prese claw e fingertip, mentre l’effettiva comodità in palm grip dipenderà inevitabilmente dalle dimensioni della mano.

Uno degli aspetti maggiormente pubblicizzati da EPOMAKER riguarda la sua costruzione, che utilizza un composito di ABS e fibra di carbonio nella parte superiore e nei pulsanti principali, una scelta che permette di contenere il peso complessivo in appena 56 grammi. Non siamo di fronte al mouse più leggero mai realizzato, ma nell’utilizzo reale la differenza rispetto ai tradizionali mouse con più grammi rimane immediatamente percepibile.

Epomaker EM3

L’assenza di una struttura honeycomb contribuisce inoltre a mantenere un aspetto più pulito e una sensazione di maggiore compattezza, mentre la superficie leggermente ruvida aiuta il grip senza obbligare necessariamente all’utilizzo di grip tape aggiuntivo. La disponibilità nelle colorazioni Nera, Argento e Rosa amplia inoltre le possibilità di abbinamento con configurazioni molto differenti tra loro, con il colore argento da noi testato che ci è piaciuto tantissimo.

Sotto la scocca troviamo il PixArt PAW3315, sensore capace di raggiungere i 16.000 DPI, con una velocità massima di 300 IPS e un’accelerazione fino a 35G. I 16.000 DPI rappresentano più un limite tecnico che un’impostazione realmente necessaria alla maggior parte degli utenti, ma ciò che conta maggiormente è il comportamento del sensore alle sensibilità intermedie, dove l’EM3 offre un tracciamento eccezionalmente coerente e molto preciso sia nel gaming sia nelle normali attività desktop.

Epomaker EM3

La frequenza di polling raggiunge i 1.000 Hz tramite collegamento cablato e wireless a 2,4 GHz, mentre passa a 125 Hz utilizzando il Bluetooth. Non troviamo quindi quei 4.000 o 8.000 Hz diventati sempre più frequenti sui mouse competitivi di fascia alta, ma i 1.000 Hz rimangono assolutamente adeguati e garantiscono una risposta molto fluida, mentre i giocatori che cercano esclusivamente le prestazioni più estreme potrebbero desiderare qualcosa in più.

I due pulsanti principali impiegano switch Huano Blue Shell White Dot, caratterizzati da un’attuazione abbastanza netta e da una risposta convincente, mentre lateralmente trovano spazio due ulteriori tasti programmabili, facilmente raggiungibili con il pollice e sufficientemente separati da ridurre le pressioni accidentali. A completare il sistema di input troviamo poi naturalmente la rotella centrale, basata su encoder F-Switch.

Epomaker EM3

Tre connessioni, autonomia e una dock intelligente

Una delle caratteristiche più interessanti dell’EM3 è la sua capacità di adattarsi a scenari d’utilizzo molto differenti grazie alla connettività tri-mode, ma per il gaming è chiaramente consigliabile utilizzare il wireless a 2,4 GHz, che permette di raggiungere i 1.000 Hz di polling mantenendo al tempo stesso la libertà offerta dall’assenza del cavo.

È proprio questo passaggio rapido fra gaming e produttività a rappresentare uno dei punti di forza dell’EM3, che non sembra voler essere una periferica esclusivamente competitiva, ma piuttosto un mouse capace di rimanere stabilmente sulla scrivania e accompagnare l’utente durante l’intera giornata.

Epomaker EM3

La batteria interna ha una capacità di 600 mAh, valore piuttosto generoso considerando il peso complessivo della periferica, con circa 50 ore di utilizzo con illuminazione attiva e 55 ore con RGB disattivato. La differenza relativamente ridotta tra i due valori rende evidente come l’illuminazione non rappresenti il principale elemento di consumo energetico, anche se naturalmente l’autonomia reale può variare in base alla modalità di collegamento e alle condizioni di utilizzo.

La presenza della dock modifica però in maniera sostanziale il modo in cui si percepisce l’autonomia. Quando ogni sessione termina semplicemente appoggiando il mouse sul supporto magnetico, diventa molto più difficile ritrovarsi improvvisamente senza batteria, e la gestione dell’alimentazione passa quasi completamente in secondo piano. Il sistema di ricarica magnetico rende inoltre il posizionamento immediato, evitando di dover collegare manualmente il cavo USB ogni volta che è necessario ricaricare la periferica.

Epomaker EM3

Interessante anche il ruolo estetico della base, la cui illuminazione RGB perimetrale aggiunge un elemento visivo alla postazione senza trasformare il mouse stesso in una sorgente luminosa particolarmente vistosa. Epomaker ha inoltre dotato la dock di un pulsante fisico per intervenire rapidamente sull’illuminazione, una scelta semplice ma utile per chi preferisce non dipendere dal software.

Nell’utilizzo gaming, la combinazione fra peso contenuto, distribuzione equilibrata delle masse e sensore PAW3315 rende l’EM3 particolarmente piacevole nei titoli che richiedono movimenti rapidi del polso, mentre i 56 grammi riducono l’inerzia nelle correzioni improvvise. Nei giochi FPS competitivi il limite a 1.000 Hz lo separa inevitabilmente dai modelli più estremi disponibili oggi, ma per la grande maggioranza dei giocatori il salto da un mouse pesante o da un modello wireless meno recente a una soluzione di questo tipo sarà molto più evidente della differenza fra polling rate di 1.000 e 4.000 o 8.000 Hz.

Epomaker EM3

Un software basico ma efficace

La componente software rappresenta, almeno durante questa fase precedente al lancio definitivo, l’aspetto meno definito dell’esperienza offerta dall’EM3. Epomaker dispone già di un ecosistema software destinato alle proprie periferiche, comprese diverse soluzioni accessibili direttamente attraverso il browser o tramite driver dedicati, ma al momento della nostra prova la parte specificamente dedicata all’EM3 non appare ancora molto sviluppata rispetto a quella di altri dispositivi dell’azienda.

Il mouse possiede già una base hardware convincente, e ciò che manca, almeno per ora, è quella rifinitura software capace di mettere completamente nelle mani dell’utente tutte le possibilità offerte dalla periferica attraverso funzionalità aggiuntive, e che siamo certi verranno implementate in futuro dall’azienda.

Epomaker EM3

Un mouse comodissimo e molto pratico

Epomaker EM3: In conclusione, l'Epomaker EM3 non cerca di vincere la guerra delle specifiche con valori di polling estremi o con un sensore da oltre 30.000 DPI, ma propone qualcosa che potrebbe risultare persino più interessante per una larga fetta di utenti, ovvero un mouse leggero, piacevole da maneggiare, sufficientemente preciso per affrontare senza problemi anche titoli competitivi e soprattutto estremamente versatile grazie alla combinazione fra USB, wireless a 2,4 GHz e Bluetooth. Il sensore PAW3315 offre prestazioni adeguate alla categoria, i 56 grammi rendono il mouse agile senza costringere Epomaker a sacrificare completamente la solidità della struttura, mentre la batteria da 600 mAh e la possibilità di raggiungere circa 55 ore di autonomia permettono di utilizzarlo per diversi giorni senza particolari preoccupazioni. A rendere il pacchetto ancora più interessante interviene poi la dock magnetica RGB, che risolve in maniera elegante sia la ricarica sia la gestione della connessione wireless. Rimangono alcuni aspetti sui quali sarà necessario tornare al momento del debutto commerciale, in particolare per quanto riguarda il software definitivo e il prezzo, due elementi fondamentali per stabilire con maggiore precisione il rapporto qualità/prezzo del prodotto. È altrettanto vero che chi cerca polling rate da 4.000 o 8.000 Hz dovrà necessariamente rivolgersi altrove, perché l'EM3 si ferma ai più tradizionali 1.000 Hz. Considerando però l'esperienza complessiva, Epomaker sembra aver compreso che un buon mouse non debba necessariamente essere costruito attorno a una singola specifica da utilizzare come slogan pubblicitario, e infatti l'EM3 punta invece sulla combinazione tra leggerezza, comodità, autonomia e facilità d'uso, aggiungendo una docking station che migliora concretamente l'esperienza quotidiana. Se il prezzo definitivo riuscirà a mantenersi competitivo, l'EM3 potrebbe quindi trasformarsi in una proposta particolarmente interessante per chi desidera un mouse wireless completo e moderno senza inseguire necessariamente gli estremi del mercato eSport. – Cristiano Rossetti

9.5
von 10
2026-10-15T10:59:00+02:00
Questo prodotto è stato recensito utilizzando un sample di prova allo scopo esplicito di una recensione.
Epomaker EM3

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