Ironheart – Analisi, easter egg, spiegazione del finale e pareri sui primi tre episodi della serie TV! (2025)
Sono da poco stati rilasciati i primi tre episodi di Ironheart e noi di NerdAlQuadrato siamo qui con la nostra analisi completa!
⚠️ ATTENZIONE: ALLERTA SPOILER SU “IRONHEART” ⚠️
Ambientata dopo gli eventi di Black Panther: Wakanda Forever, in Ironheart, Marvel Television, la tecnologia si scontra con la magia quando Riri Williams (Dominique Thorne) – una geniale giovane inventrice determinata a lasciare il segno nel mondo – torna nella sua città natale, Chicago. Il suo approccio unico nella creazione di armature è brillante, ma nel seguendo le sue ambizioni, si ritrova coinvolta dal misterioso e affascinante Parker Robbins, a.k.a. “Hood” (Anthony Ramos). Fra i produttori esecutivi figurano Kevin Feige, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum, Coie Nagelhout, Chinaka Hodge, Ryan Coogler, Sev Ohanian e Zinzi Coogler. Ironheart è prodotta in associazione con Proximity Media.

Analisi e tutti gli easter egg dei primi tre episodi
- La serie inizia con un flashback di Riri e la sua migliore amica morta Natalie, dove le dice che quando sarà grande batterà Steve Jobs, il defunto fondatore di Apple, Bill Gates, fondatore di Microsoft, Hank Pym AKA il primo Ant-Man e Tony Stark, AKA Iron Man.
- Natalie le risponde, scherzando, che invece il suo desiderio è quello di avere Thor e il suo Martello, il Mjølnir.
- Descrivendo il suo percorso scolastico all’MIT, Riri parla del suo tirocinio all’estero, citando gli avvenimenti di “Black Panther: Wakanda Forever“ e dicendo come le servirebbe “un’intera montagna di vibranio” per fare ciò che desidera.
- In una scena ambientata nella biblioteca della scuola vediamo Riri aver nascosto una chiavetta nel libro “Look Out for the Little Guy“, già visto in “Ant-Man and the Wasp: Quantumania“.
- Vediamo poi Riri studiare in una lavagna il funzionamento dell’algoritmo di Griot, l’intelligenza artificiale di Black Panther.
- Durante un esperimento, un cortocircuito causa danni a tutto il laboratorio dell’MIT, facendo ingessare un braccio a un professore, il quale era già apparso in “Captain America: Civil War“, durante la presentazione di Tony Stark per annunciare che “qualsiasi progetto proposto da uno studente di quell’istituto sarebbe stato finanziato da Stark stesso.

- Per tutti i disastri, soprattutto economici, che Riri ha causato all’MIT, viene espulsa. Prima di andarsene prende però l’armatura che aveva costruito per tutto quel tempo, l’armatura di Ironheart Mark III.
- Nell’armatura è presente un’IA dell’MIT, T.R.V.O.R.
- In qualche modo, Riri riesce ad arrivare a Chicago solo con la sua armatura, il che è veramente parecchio, contando che percorrere quella distanza con la macchina impiegherebbe 14 ore.
- Viene poi presentata la squadra di ladri alla quale Riri si unirà. Essi hanno un furgone con su scritto “amichevole servizio di quartiere”, citando ovviamente l’iconico “amichevole Spider-Man di quartiere”.
- Nel team troviamo i Fratelli Blood che nei fumetti esistono, ma sono ben diversi da quelli presentati nella serie in quanto, nell’edizione cartacea, sono due alieni rossi al servizio di Thanos, che col passare del tempo si sono uniti al gruppo di Hood. Nella serie si chiamano Jerry e Ros, mentre nei fumetti Gh’Ree e R’Hos
- Viene poi presentata Clown che, come prima, ha una corrispondenza fumettistica nel nome ma non c’entra assolutamente nulla col personaggio.
- C’è poi Rampage che, questa volta, ha una vera e propria correlazione fumettistica in quanto il suo nome, Stuart Clarke, corrisponde. Nei fumetti è stato prima un nemico dei Champions, per poi allearsi con Punisher sostituendo Microchip.
- Slug è invece la prima drag queen dell’MCU, grande hacker che rivelerà poi di provenire da Madripoor, città già vista in “The Falcon and the Winter Soldier” e che nei fumetti ha un ruolo essenziale per la storia degli X-Men, specie per Wolverine.
- Mentre Ironheart vola per le strade di Chicago, un uomo urla “Thanos era solo l’inizio, Tony non può salvarci questa volta!”. Che sia un’anticipazione per “Avengers: Doomsday“.



- Per via di un errore di sistema, l’armatura di Ironheart si schianta a terra, distruggendosi e formando il logo “Ironheart” sulla strada. Alcuni passanti la guardano portare in giro i pezzi della sua armatura, chiamandola “Iron Girl“, “Iron Mama” e “Iron Fata“.
- Prima di entrare in casa, Riri sente sua madre parlare con le sua amiche di come la sua migliore amica, Natalie, e il suo patrigno siano morti all’improvviso cinque anni prima degli avvenimenti della serie, la quale è ambientata nel 2025, poco dopo “Black Panther: Wakanda Forever“.
- Durante la fine del primo episodio, Riri costruisce quella che sarà l’Ironheart Mark IV, collegandosi alla testa un cavo interconnesso al suo PC per realizzare Griot, la sua IA, addormentandosi però visto il lungo caricamento necessario. Mentre Riri dorme sogna però la sua amica morta, Natalie, cambiando inconsciamente la programmazione dell’IA, dandole aspetto, voce e modo di comportarsi di Natalie, creando N.A.T.A.L.I.E., ovvero “Neuro Automa Tecno Assistente Logicamente Intelligente ed Essenziale“.
- Sentendo Riri parlare, la madre le chiede se con lei nella stanza c’è un ragazzo o addirittura una ragazza. Nei fumetti, Riri è infatti bisessuale e ha avuto qualche flirt e una pseudo-relazione con Viv, la figlia di Visione.

- Un poliziotto trova N.A.T.A.L.I.E. e Ironheart e gli punta una pistola, l’IA, possedendo i ricordi della vecchia amica, morta in una sparatoria, comincia a glitchare e scompare, lasciando Riri sola. Arriva da dietro quindi Hood, il quale spara un proiettile che riesce a deviare grazie alla magia oscura da lui posseduta.
- Parlando del mantello di Hood, Clown dice di aver sentito più storie e teorie a riguardo, tra cui che l’ha rubato dal guardaroba al Bottom Lounge, un teatro per concerti che si trova a Chicago, e che l’ha strappato a un demone, riferendosi ovviamente a Mefisto.
- Quando Riri richiama la sua armatura possiamo vedere che è dotata di pannelli solari che usa per caricare la sua energia.

- Xe chiama Riri “Padawan“, citando il nome degli apprendisti Jedi di Star Wars; lei risponde dicendogli che non pensava che i fan di Star Trek potessero anche essere fan di Star Wars.
- Nel terzo episodio viene rivelato che Joe McGillicuddy, il cui vero nome è Ezekiel Stane, non è altro che il figlio del defunto Obadiah Stane, alias Iron Monger, il villain di “Iron Man“, il primo film dell’MCU.
- Nel finale vediamo Hood parlare direttamente con Mefisto, che gli mostra il cadavere di John, seguito dall’ombra di Ironheart, per fargli capire che è stata lei a uccidere suo cugino, facendolo morire di asfissia.

Pareri finali sui primi tre episodi di Ironheart
Noi di NerdAlQuadrato, grazie a Disney Italia, abbiamo potuto vedere tutti gli episodi di Ironheart in anteprima (trovate la nostra recensione qui), e possiamo assicurarvi che questi sono gli episodi più deboli della miniserie, rispetto a ciò che vi spetterà la prossima settimana. Come detto nella recensione completa, il primo episodio soffre del voler mettere tutto esplicito a schermo, le frasi sono totalmente irrealistiche.
Personaggi totalmente a caso, come l’anziano proprietario dell’officina dove va Riri si mette a raccontare della vita della protagonista, solo per dare informazioni agli spettatori nella maniera più esplicita e possibile. Il terzo episodio ha decisamente un salto di qualità rispetto al pilota e la seconda puntata, e ciò dimostra la mancanza di showrunner della serie figlia della vecchia gestione Marvel.

Voi cosa ne pensate? Vi sono piaciuti i tre episodi?
