Outcome – La nostra recensione del nuovo film satirico con Keanu Reeves!
Il nuovo prodotto targato Apple TV è una commedia satirica che prende di mira tutta Hollywood, cercando di mettere a nudo le bugie e i meccanismi malati che si nascondono dietro la macchina da presa, il tutto con un cast spettacolare che vanta nomi quali Keanu Reeves, Cameron Diaz, Jonah Hill (anche produttore e regista del film) e il grande Martin Scorsese. Noi di Nerd Al Quadrato l’abbiamo visto e siamo qui per dirvi la nostra!
La recensione di“Outcome” sarà strutturata in queste parti: recensione no-spoiler (per chi vuole un primo parere sul film, ma non l’ha ancora visto), recensione spoiler, analisi e spiegazione del finale, e concludendo con l’opinione finale riassuntiva.

Recensione No-Spoiler di “Outcome”
“Outcome” è un film particolare, che segue parzialmente la linea satirica introdotta e sviluppata in “The Studio”, la ormai celebre serie TV sempre di casa Apple che segue le vicende di una casa di produzione Hollywoodiana (trovate qui la nostra recensione). L’obiettivo in entrambi i prodotti pare essere quello di ironizzare sulle vicende interne al mondo dello “star system” cinematografico, mostrando retroscena al limite del ridicolo e mettendo in luce le incoerenze e le storture di un’industria che vuole apparire perfetta ma che, evidentemente, perfetta non è.
Proprio attorno alle apparenze girano le vicende di questa pellicola: vediamo infatti il protagonista, Reef Hawk, interpretato da Keanu Reeves, affrontare l’angoscia di un divo del grande schermo intento a salvaguardare la propria immagine pubblica, tentando di fermare la diffusione di un suo video intimo.Molto particolare in tal senso la scelta di affidare il ruolo di protagonista a Reeves, una leggenda dell’industria, rinomato per la sua umiltà e i suoi comportamenti da brava persona. Il personaggio che interpreta invece, Reef Hawk, è il suo opposto, osannato dai fan perché considerato un idolo ma con alle spalle ingombranti “scheletri nell’armadio”.
La performance di Keanu Reeves risulta però efficace, anche se, ammettiamo, fa strano associarlo ad un personaggio così diametralmente opposto a lui. “Outcome” segna anche il ritorno alla regia di Jonah Hill, che interpreta anche l’avvocato di crisi Ira, incaricato di aiutare Reef a gestire situazioni spinose. E se il suo personaggio non brilla (troppo satiricamente esagerato nelle reazioni e nella comunicazione) anche la regia non è esaltante, con alcuni cambi di inquadratura un po’ “forzati” e l’inserimento di alcune scene di dubbia utilità (l’intervista dell’amico di Reef da Drew Berrymore ad esempio).
Insomma, “Outcome” risulta un prodotto riuscito a metà: da un lato riesce a farci vedere cosa si cela spesso dietro la grande macchina Hollywoodiana, e di come i nostri eroi possano essere spesso costruiti a tavolino, come Reef, gestito come un personaggio di un film, che deve apparire senza macchia, puro. Dall’altro però, tutta la vicenda viene raccontata in modo estremamente veloce, senza lasciare spazio a possibili approfondimenti che avrebbero permesso allo spettatore di “immergersi” davvero nella storia.
Il risultato è un film senza infamia e senza lodi, con personaggi dimenticabili (vedi la Kyle di Cameron Diaz), che si ferma in superficie senza mai osare ad andare in profondità.
Voto: 5/10

Recensione Spoiler di “Outcome”
Il film segue le vicende di Reef Hawk, un ex bimbo prodigio di Hollywood, ora asceso allo status di leggenda del cinema. Reef è però assente dalle scene da 5 anni, a causa di un percorso di disintossicazione dalla droga; ora, pronto a rientrare sulle scene, si prepara a rilasciare un intervista. Qui vediamo per la prima volta introdotto il tema delle apparenze.
Reef infatti non vuole citare il suo percorso di riabilitazione, che deve rimanere segreto, ed inoltre specifica all’intervistatore di ricordarsi di citare i suoi due Oscar vinti; per lui infatti l’immagine è tutto, e il suo impegno a preservarla è massimo. Lo vediamo spesso durante il film intento a cercare il suo nome sulla barra di ricerca di Google accompagnato da parole “negative”, per vedere se esistono articoli che parlano male di lui.
Poco dopo però veniamo introdotti alla trama principale. Ira, l’avvocato di crisi di Reef, lo chiama riferendogli che è trapelato un suo video intimo, che ora rischia di essere diffuso. Per evitare la cosa, lo esorta a scusarsi con chiunque possa avercela con lui tanto da volergli rovinare la reputazione, dando inizio così ad un vero e proprio “apology tour”.

Reef si scusa, in ordine, con: il suo primo manager, Red (interpretato da un sempre freschissimo Martin Scorsese), per averlo abbandonato una volta ottenuto il successo. Con la madre, per aver smesso di parlarle e averla allontanata dalla sua vita. Infine con Savannah, la sua ex. Questo “tour” però, oltre ad essere inefficace rispetto all’obiettivo di impedire la diffusione del video, risulta inefficace anche dal punto di vista di un “payoff emotivo”, poichè l’unica persona con cui il rapporto evolve per il meglio è Red; vediamo invece come la madre sia sempre più interessata allo spettacolo che al rapporto con il figlio, mentre Savannah sottolinea come è consapevole di aver perso del tempo con Reef.
Nonostante ciò, Reef e il suo team di gestione della crisi riescono ad impedire la diffusione del filmato, banalmente comprandone l’unica copia disponibile. Qui abbiamo uno dei tanti spunti interessanti del film, ovvero il fatto che il ragazzo che voleva diffondere il video non odiava Reef, anzi, lo idolatra, ma aveva semplicemente bisogno di soldi, che ha ottenuto con questa estorsione. L’ossessione di Hawk verso il giudizio altrui perde ancor di più forza, perché come dimostrato, anche chi ti ammira può farti del male.
Oltre a ciò ci viene anche mostrato il video, dove vediamo Reef in chiamata con un escort. L’attore è visibilmente sconsolato, probabilmente depresso, sicuramente solo. Lui, la leggenda di Hollywood, che ha ottenuto fama, soldi e tutto ciò che si può desiderare, si sente solo, in una stanza d’albergo, dopo aver girato l’ennesimo film. Oltre a ciò è interessante vedere il suo rapporto con i suoi due migliori amici, Kyle e Xander, sfruttati troppo poco e relegati a poche scene significative, soprattutto la Kyle di Cameron Diaz. Approfondire il modo in cui i tre hanno mantenuto la loro amicizia nonostante la tossicodipendenza di Reef sarebbe stato bello.
Invece, anche qui, il film soffre di ciò che abbiamo già citato, la velocità, la fretta nel raccontare (non stupisce in tal senso l’esiguo minutaggio che non arriva nemmeno ai 90 minuti). Sembra sempre limitarsi al compitino, senza aprirsi mai del tutto.

Analisi e spiegazione del finale di “Outcome”
Nel finale vediamo che Reef, dopo un “apology tour” forzato, ne intraprende un altro, sincero però, cominciando dai suoi due migliori amici, con i quali si scusa per il comportamento avuto soprattutto nel periodo della dipendenza. Si scusa poi con tutte le persone con cui ha avuto a che fare, dagli assistenti agli addetti ai lavori, perfino con i responsabili della sua piscina. Infine lo vediamo chiamare Red.
Nella prima metà del film infatti, Red, dopo aver sentito le scuse di Reef, gli rivela che non gli faceva male il fatto di essere stato abbandonato sulla strada del successo, quanto il fatto di essere stato dimenticato da tutte quelle star che lui stesso aveva contribuito a creare. Sarebbe bastata una telefonata, che finalmente arriva.

Opinione finale con voto
“Outcome” poteva essere un film profondo, trattante questioni spinose, come l’illusione dell’apparenza, il ruolo dei social nelle nostre vite e gli effetti dei nostri comportamenti negativi sui rapporti sociali. Tuttavia la trama sembra sempre fermarsi un attimo prima di esplodere, lasciandoci la sensazione di tante storie non esplorate.
Non basta un cast stellare, abbiamo infatti moltri personaggi caratterizzati troppo superficialmente e utilizzati solo come supporto alla trama, come i migliori amici di Reef interpretati da Cameron Diaz e Matt Bomer. Emerge la volontà di rappresentare satiricamente il mondo del cinema con le sue storture, ma è tutto raccontato in modo troppo affrettato e superficiale.
Voto: 5/10

E voi avete visto “Outcome”? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!
