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Rivage – La nostra recensione in anteprima!

In arrivo oggi 22 settembre, Rivage è un’avventura puzzle fantascientifica sviluppata da Exnilo Studio e pubblicata da Raw Fury, che ci porta nel XXV secolo, in un futuro nel quale l’umanità, costretta ormai a spingersi oltre i confini del Sistema Solare per trovare una nuova casa, salvo poi vedere la missione trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso quando la struttura e il suo equipaggio vengono coinvolti in un inspiegabile fenomeno spazio-temporale.

È una premessa che, inevitabilmente, richiama quella tradizione di fantascienza costruita attorno a stazioni abbandonate, esperimenti fuori controllo e protagonisti costretti a ricostruire eventi ormai avvenuti, ma Rivage cerca fin dalle prime battute di utilizzare questi elementi come fondamenta di un puzzle game nel quale esplorazione, narrazione e risoluzione degli enigmi risultano strettamente interconnesse.

Rivage

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A.R.E.S., VESTA e l’equipaggio scomparso

La protagonista di Rivage è Miranda, che si risveglia all’interno della A.R.E.S. trovandosi praticamente sola in quella che avrebbe dovuto essere una stazione di ricerca pienamente operativa. L’equipaggio è scomparso, le normali procedure della struttura sono state compromesse e, soprattutto, qualcosa ha alterato le regole stesse con le quali spazio e tempo sembrano funzionare al suo interno.

Diari, registrazioni, comunicazioni personali, documenti scientifici, messaggi cifrati e informazioni custodite nei vari terminali diventano pezzi di un mosaico molto più ampio, attraverso il quale Rivage non racconta soltanto ciò che è accaduto alla missione, ma prova anche a restituire un’identità alle persone che abitavano la stazione.

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Il mistero di VESTA e quello dell’anomalia spazio-temporale procedono parallelamente a questa dimensione più umana della storia, permettendo alla sceneggiatura di alternare questioni scientifiche a riflessioni legate all’isolamento, alla necessità di spingersi oltre i limiti conosciuti e, soprattutto, al prezzo che l’umanità è disposta a pagare in nome del progresso. Quest’ultimo concetto diventa progressivamente uno dei temi centrali dell’avventura, senza tuttavia trasformare Rivage in un’opera eccessivamente didascalica.

Una parte significativa del fascino narrativo nasce inoltre dal modo in cui l’anomalia altera la percezione della A.R.E.S., perché ciò che abbiamo visto o utilizzato precedentemente non deve necessariamente rimanere invariato. Il tempo diventa così non soltanto un tema della trama, ma una componente dell’esperienza stessa, e la progressiva comprensione delle distorsioni consente di reinterpretare luoghi e informazioni che inizialmente sembravano privi di importanza.

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Pensare prima di agire

È nel gameplay che Rivage esplicita maggiormente la propria filosofia, costruendo praticamente tutta l’esperienza attorno ad un’esplorazione in prima persona, alla manipolazione degli oggetti, all’osservazione dell’ambiente e alla risoluzione di puzzle. Non si tratta quindi di una successione di enigmi completamente separati dal contesto, come potrebbe accadere in un puzzle game più tradizionale, perché Exnilo Studio cerca invece di far sembrare ogni ostacolo una conseguenza plausibile delle condizioni della stazione.

Uno dei meriti principali del gioco risiede nella varietà delle idee attorno alle quali vengono costruite queste situazioni. Gravità, magnetismo e alterazione del flusso temporale costituiscono alcune delle fondamenta sulle quali Rivage sviluppa i propri rompicapi, ma quello che conta maggiormente è il modo in cui questi principi vengono progressivamente combinati con elementi molto più tradizionali come codici, sequenze, meccanismi, oggetti da trovare e informazioni da confrontare.

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L’esplorazione assume quindi una funzione meccanica vera e propria. Aprire armadietti, controllare scrivanie, esaminare apparecchiature e leggere ciò che viene lasciato nei terminali non serve solamente ad arricchire la lore, perché un’informazione apparentemente secondaria può contenere il dettaglio necessario a risolvere un problema incontrato altrove.

La A.R.E.S. diventa progressivamente una rete di conoscenze interconnesse e il giocatore deve imparare a distinguere ciò che rappresenta semplice caratterizzazione ambientale da ciò che potrebbe diventare una parte fondamentale di un enigma.

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A rendere più gestibile questa mole di informazioni interviene il sistema K9, probabilmente una delle soluzioni più importanti dell’intera struttura ludica. K9 funziona sostanzialmente come una memoria organizzata delle scoperte compiute da Miranda, registrando informazioni e conservando determinati elementi legati ai puzzle già affrontati, così da impedire che la complessità del gioco venga aumentata costringendo il giocatore a prendere continuamente appunti esterni o a ripetere passaggi già compresi.

È una scelta di design intelligente soprattutto considerando l’importanza delle distorsioni temporali, perché permette di mantenere l’attenzione sulla deduzione invece che sulla semplice memorizzazione.

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Il risultato è una progressione che, nei momenti migliori, riesce a generare una soddisfazione considerevole senza bisogno di ricorrere a ricompense tradizionali. Rivage comprende bene che uno dei piaceri fondamentali di un puzzle game consiste nel momento esatto in cui una serie di elementi apparentemente privi di collegamento improvvisamente acquisisce senso, e alcune delle sue situazioni migliori sono costruite proprio intorno a questa sensazione.

Esiste tuttavia anche l’altra faccia di questo approccio. La volontà di offrire pochi suggerimenti espliciti e di lasciare al giocatore un discreto margine d’interpretazione significa che Rivage può risultare occasionalmente più criptico di quanto sarebbe necessario, soprattutto quando non è immediatamente chiaro se ci troviamo davanti a un puzzle che possiede già tutti gli elementi necessari oppure se dobbiamo semplicemente proseguire nell’esplorazione.

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Rimane comunque un titolo che pretende attenzione e che difficilmente può essere affrontato con il pilota automatico, dato che prendere nota mentalmente delle stanze visitate, osservare la disposizione degli oggetti e soprattutto leggere con attenzione ciò che viene trovato costituisce una parte integrante dell’esperienza.

È altrettanto importante sottolineare come la componente investigativa e quella enigmistica non sembrino due sezioni indipendenti, perché la progressione narrativa è frequentemente una conseguenza diretta della risoluzione dei puzzle. È questo ciclo di esplorazione, comprensione, soluzione e nuova scoperta a dare ritmo all’avventura e a impedire che Rivage assuma la forma di una semplice collezione di stanze contenenti rompicapi.

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Una stazione credibile intrappolata nell’impossibile

Dal punto di vista artistico, Rivage trova nella A.R.E.S. uno dei propri elementi più riusciti, perché Exnilo Studio ha scelto di costruire una fantascienza relativamente credibile e funzionale. Corridoi, laboratori, alloggi, postazioni di lavoro e apparecchiature contribuiscono alla sensazione che la stazione sia stata progettata per essere realmente abitata e utilizzata, e questa concretezza diventa particolarmente efficace quando viene messa in contrasto con le distorsioni provocate dal fenomeno che l’ha investita.

Considerando quanto l’osservazione sia importante nel gameplay, la leggibilità ambientale assume un peso superiore rispetto a quello che avrebbe in una normale avventura narrativa, perché un oggetto interagibile o una differenza apparentemente minima nello scenario potrebbero rappresentare parte della soluzione. Il livello di dettaglio contribuisce inoltre in maniera significativa allo storytelling ambientale, anche se non tutto ciò che possiamo osservare possiede necessariamente un utilizzo diretto, ed è proprio questa quantità di dettagli apparentemente ordinari a rendere più credibile l’ambientazione.

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Anche il comparto sonoro lavora soprattutto per sottrazione, affidandosi spesso al rumore dei sistemi della stazione, alla presenza delle apparecchiature e a un uso misurato della musica per mantenere una costante sensazione di isolamento. Rivage non punta sull’orrore nel senso più tradizionale del termine, ma sono presenti numerosi momenti nei quali attraversare da soli una sezione della A.R.E.S. produce inevitabilmente una certa inquietudine.

Sul piano puramente tecnico la produzione mantiene inevitabilmente una scala compatibile con quella di un progetto indipendente realizzato da un team estremamente contenuto, ma riesce a compensarla attraverso una chiara coerenza artistica e una grande attenzione alla costruzione degli ambienti.

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Una fantascienza curiosa

Rivage: In conclusione, Rivage è un gioco che pretende collaborazione dal proprio pubblico, perché gran parte del suo fascino dipende dalla disponibilità del giocatore a osservare, leggere, ricordare e soprattutto interrogarsi continuamente su ciò che incontra. Exnilo Studio ha costruito una stazione spaziale interessante non semplicemente perché visivamente riuscita, ma perché quasi ogni suo elemento sembra suggerire l'esistenza di una storia precedente al nostro arrivo e perché gli stessi sistemi che inizialmente osserviamo come semplici componenti dell'ambiente possono trasformarsi progressivamente in parti di puzzle molto più complessi. Il risultato è un'avventura fantascientifica che trova la propria personalità soprattutto nell'integrazione tra narrativa ed enigmi. La vicenda di Miranda, il mistero dell'equipaggio scomparso e quello legato a VESTA forniscono la motivazione necessaria per continuare ad avanzare, mentre il fenomeno spazio-temporale offre agli sviluppatori la possibilità di alterare progressivamente le regole con le quali interpretiamo la stazione, generando alcuni dei momenti più interessanti dell'intera esperienza. Non è però un titolo universale, dato che la lentezza deliberata dell'esplorazione, l'abbondanza di informazioni da leggere e la volontà di non indicare continuamente la strada possono rendere l'esperienza frustrante per chi preferisce puzzle estremamente circoscritti o avventure caratterizzate da una progressione più immediata ma, allo stesso tempo, semplificare eccessivamente questi aspetti avrebbe probabilmente privato Rivage di una buona parte della propria identità, e quando tutti i pezzi finiscono finalmente al loro posto, è proprio in quella frazione di secondo che il gioco mostra il meglio di sé. Cristiano Rossetti

9
von 10
2026-09-22T16:00:00+02:00
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.
Rivage

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