Rooster – La nostra recensione in anteprima della serie TV di HBO Max con Steve Carell!
Steve Carell ritorna nuovamente nel mondo televisivo con ‘Rooster’, una nuova serie TV originale prodotta da HBO Max, a partire da lunedì 9 marzo, con una distribuzione settimanale degli episodi. Noi di NerdAlQuadrato abbiamo visto in anteprima i primi 6 episodi e siamo qui per dirvi la nostra opinione!
La recensione di “Rooster” sarà strutturata in queste parti: recensione no-spoiler (per chi vuole un primo parere sugli episodi prima di vederli), recensione spoiler e concludendo con l’opinione finale riassuntiva, insieme ad alcuni pareri su come potrebbe continuare la serie nei restanti episodi, che termineranno con il decimo l’11 maggio.

Recensione No-Spoiler di “Rooster”
La serie TV, sviluppata da Bill Lawrence (Scrubs e Ted Lasso) e Matt Tarses (Scrubs), vede Steve Carell interpretare un ruolo che gli calza a pennello, ma d’altronde non è una sorpresa che la star di ‘The Office’ sappia rendere un personaggio dannatamente umano, in cui ci si può subito identificare, anche in contesti più bizzarri e strampalati. Non è però quest’ultimo il caso, perché sebbene si tratti di una commedia a tutti gli effetti, ‘Rooster’ ha un tono malinconico e costringe lo spettatore a riflettere, oltre che a ridere.
Gli episodi si basano sul rapporto tra i personaggi, più che sul raggiungimento di uno specifico obiettivo prestabilito: incontriamo il protagonista, Greg Russo, in una fase difficile della sua vita, che condivide con sua figlia Katie. I due sono costretti ad affrontare le proprie difficoltà insieme, supportandosi nel contesto di un college universitario e interagendo con altri personaggi, alcuni dei quali risultano fondamentali per il viaggio personale dei protagonisti.
Dopo un preambolo che impiega i primi due episodi per integrare appieno, entriamo davvero nel vivo dello show, con un’idea migliore di dove voglia andare a parare la storia. In fondo, sono evidenziati i temi della solitudine e dell’inerzia della vita: Greg teme di aver trasmesso a sua figlia la paura di uscire dal proprio guscio, e per questo cerca di farsi coraggio, iniziando a compiere diverse azioni che non sono esattamente nel suo stile, ma più in quello di Rooster, lo spavaldo protagonista dei suoi libri.
È particolarmente interessante questa proiezione dei desideri del protagonista in un alter ego che esiste soltanto nei libri, e sembra quasi che ci venga stuzzicata la possibilità di scoprire di più sulle storie di Rooster, ma queste vengono perlopiù soltanto accennate come contesto generale e usate come analogie per la vita di Russo.
Voto: 7,5/10

Recensione Spoiler di “Rooster”
L’umorismo di ‘Rooster’, purtroppo, non va sempre a segno come era stato concepito: si nota lo sforzo di renderla una serie moderna e per molti versi la cosa funziona, ma molto spesso si ha la sensazione che lo show non sappia precisamente di che genere voglia essere: quando si hanno davanti momenti più drammatici o che fanno provare empatia per Greg, questi vengono spezzati quasi con un taglio netto da una comicità forzata.
Per carità, gli episodi riescono a far ridere, ma alcune volte si ha la sensazione che una battuta venga pronunciata e i personaggi ti stiano guardando col fiato sul collo, chiedendoti assiduamente se stai ridendo. Ciò che funziona maggiormente sono i momenti in cui il tutto scorre in maniera organica, come il party del quarto episodio, in cui Greg si concede una serata in cui può dare luce al Rooster che c’è in lui, perché, stando alle sue stesse parole, non potrebbe scrivere di qualcosa che, in fondo, non fa già parte di lui.
È grazie ai suoi studenti che riesce a godersi davvero il momento, ma quella sensazione di solitudine torna comunque quando Dylan lo rifiuta nuovamente, continuando il battibecco tra i due che persistono a non riuscire a trovarsi nelle giuste situazioni. Questa giostra altalenante si riscontra anche nel rapporto tra Katie e Archie, confusi riguardo alla loro relazione, interrotta da Sunny. Per fortuna, la serie non gestisce queste questioni in modo superficiale o banale, ma approfondisce per bene quanto sia realmente difficile lasciar andare una persona amata.
Un’altra cosa che funziona davvero bene è il rapporto tra Greg e Tommy, interpretato da Maximo Salas, che risulta essere così casuale e intimo da contribuire a rendere l’ambiente molto più accogliente e familiare. Insomma, è uno di quegli elementi che costituisce appieno una serie comedy con una routine a cui affidarsi, così come la simpatica rivalità tra il protagonista e l’agente di polizia locale, sempre pronto a mettergli i bastoni tra le ruote.
Degno di nota è anche il personaggio interpretato da John C. McGinley, che riesce a risultare naturalmente divertente senza alcuno sforzo, con una personalità stravagante e una serietà fissa che viene intercalata da diversi retroscena piacevoli e intrattenenti. Insomma, questi primi 6 episodi gettano le basi per una storia che potrebbe diventare qualcosa di molto più divertente una volta superata la parte difficile: l’introduzione, ma d’altronde è così per tantissime altre sitcom, e la stessa ‘The Office’, se vogliamo parlare di un altro progetto di Steve Carell, non era ancora così delineata nella prima stagione. Ci vuole tempo per capire quale deve essere il proprio stile, e ‘Rooster’ è sulla strada giusta.

Opinione finale con voto
Non avendo visto la serie completa, è difficile dare un giudizio ragionato approfonditamente, ma ‘Rooster’ è sicuramente una serie promettente per HBO Max, con un’icona come Steve Carell che regge sulle proprie spalle molti degli elementi comici presenti. L’incipit di partenza non è scontato e permette di riflettere in un modo originale e spensierato sul tema della solitudine, mentre le storie secondarie non invadono mai più di tanto il filone principale, ma anzi, arricchiscono l’intera narrazione.
Se state cercando qualcosa di leggero da guardare sulla tanto attesa piattaforma streaming di Warner Bros., allora dovreste senz’altro dare una possibilità a questa commedia con episodi da mezz’ora, una storia semplice e un cast azzeccato, perché questi elementi, nel complesso, rendono la serie un progetto interessante– e per questo non vedo l’ora di scoprire come continueranno le vicende nelle ultime puntate della prima stagione.
Voto: 7,5/10

E voi guarderete “Rooster”? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!
