Peacemaker – La nostra recensione della seconda stagione della serie TV con John Cena! (2025)
Si è da poco conclusa la seconda stagione di ‘Peacemaker’ su HBO Max, la prima serie TV live-action del nuovo DCU di James Gunn e Peter Safran che ha continuato direttamente l’universo cinematografico dopo il debutto di ‘Superman’ nei cinema mondiali. Noi di NerdAlQuadrato l’abbiamo vista e siamo qui per dirvi la nostra opinione!
La recensione della seconda stagione di ‘Peacemaker’ sarà strutturata in queste parti: recensione no-spoiler (per chi vuole un primo parere sulla serie, ma non l’ha ancora vista), recensione spoiler, analisi del finale e concludendo con l’opinione finale riassuntiva sugli 8 episodi che sono stati rilasciati settimanalmente da agosto a ottobre.

Recensione No-Spoiler di “Peacemaker”
La seconda stagione della serie TV con protagonista John Cena si è dimostrata essere un punto fondamentale nel DCU, tenendo conto delle conseguenze dirette degli eventi di ‘Superman‘, ma confermando l’intenzione di James Gunn di non rendere la visione di ogni prodotto necessaria per comprendere il seguente. Come ampiamente anticipato dalla produzione, abbiamo rivisto alcuni personaggi del film, così come sono state prese in considerazione le vicende di ‘Creature Commandos‘, mantenendo però la storia incentrata su un viaggio personale e introspettivo per il protagonista.
Gli episodi, in effetti, non sono ricolmi di azione, super poteri o classici elementi che ci si aspetterebbe di vedere in una serie supereroistica (naturalmente, sono comunque presenti, pur non essendo il fulcro della narrazione). Lo sceneggiatore ha deciso di utilizzare un concetto che è stato al centro dei cinecomics per diversi anni ormai: il multiverso, ma fin dai primi episodi è chiaro che non si tratti di un multiverso in stile Marvel Cinematic Universe, quanto piuttosto un espediente per affrontare il trauma di Christopher Smith, senza affidarsi all’utilizzo esclusivo dei cameo.
Il resto dei protagonisti, composti dai ragazzi dell’Undicesima Strada, vengono messi in secondo piano, mantenendo una presenza costante anche se poco approfonditi. Ci sono alcune sottotrame che vengono appena abbozzate, perché la carne al fuoco era tanta, e James Gunn non ha potuto dare il giusto approfondimento a ogni filone narrativo, pur offrendoci una serie TV di qualità con momenti emozionanti, comici e drammatici, che potrebbero giovare alla carriera di John Cena, il quale ha reso definitivamente il personaggio di Peacemaker proprio, consacrandolo come uno dei meglio riusciti nell’universo DC fin’ora.
Voto: 8/10

Recensione Spoiler di “Peacemaker”
La prima importante questione che viene affrontata, nei primissimi minuti della stagione, è il fantomatico cameo della Justice League nel finale dell’ottavo episodio della prima stagione. Infatti, quando la puntata era stata rilasciata, il DC Extended Universe si trovava in una fase di cambiamento e confusione generale, che aveva portato all’apparizione di Jason Momoa ed Ezra Miller nei rispettivi panni di Aquaman e Flash all’interno di ‘Peacemaker’. Tra le diverse possibilità per affrontare questo necessario cambiamento, James Gunn ha deciso di optare per una semplice retcon, senza andare a complicare la trama con spiegoni inutili.
Al posto degli eroi noti per i film di Zack Snyder, infatti, è apparsa la Justice Gang, accompagnata da Superman e Supergirl. In volto, abbiamo visto soltanto Isabela Merced e Nathan Fillion come Hawkgirl e Lanterna Verde. Il cambiamento è efficace, simpatico e, soprattutto, mantiene una continuità tra prodotti con ‘Superman’, nonostante la scena sia ambientata prima degli eventi del film. Sempre nel primo episodio, rivediamo la Gang, che sta reclutando nuovi possibili membri dopo che Kendra Saunders, con il resto della squadra, è intervenuta in modo piuttosto violento nel conflitto tra Boravia e Jarhanpur, creando tensioni internazionali.
Peacemaker, dopo aver fermato l’invasione delle farfalle nella prima stagione, è sicuro di essere portato per essere finalmente un vero supereroe, ma viene deriso da Maxwell Lord, il quale fa il suo debutto ufficiale in questa serie (dopo un breve cameo in ‘Superman’) e dagli altri eroi. Questo è soltanto uno dei numerosi elementi che alimenta i sentimenti negativi di Christopher Smith, il quale inizierà man mano a curiosare nel proprio universo tasca personale, trovando una dimensione alternativa in cui la sua vita sembra essere migliore.
Suo padre e suo fratello, infatti, sono vivi e la famiglia sembra essere unita e apprezzata come Top Trio, un gruppo di celebri supereroi. L’unico problema? Esiste anche una variante di Peacemaker in questo mondo, che viene uccisa molto presto dal protagonista. John Cena riesce a trasmettere alla perfezione la sensazione di inquietudine e l’emotività del proprio personaggio, arricchendo diverse scene in cui Christopher si ritrova ad ammirare quanto potrebbe essere stata diversa la sua vita, se solo le cose fossero andate diversamente.
Quest’ultima domanda viene riproposta più volte nel corso della stagione ed è un modo funzionale alla storia di usare il multiverso, facendoci vedere, per esempio, cosa sarebbe successo se Rick Flag Junior fosse sopravvissuto. Nella dimensione alternativa, vediamo Joel Kinnaman riprendere il proprio ruolo iconico del DCEU, anche se in una versione più impacciata, ma il suo cameo non è realizzato per semplice fan-service, quanto piuttosto per mostrare anche il senso di colpa di Peacemaker nei confronti del compagno che ha dovuto uccidere in ‘The Suicide Squad: Missione Suicida’.
Il concetto di un mondo in cui ci sono state enormi differenze, tuttavia, viene portato a livelli ancora più alti con un colpo di scena che i fan hanno discusso per diverse settimane e che è stato presentato in maniera ottima: la dimensione in cui Peacemaker sembra essere felice, riuscendo anche a stabilire una relazione con Emilia Harcourt, si rivela essere Terra-X, un pianeta in cui a vincere la Seconda guerra mondiale sono stati i nazisti di Adolf Hitler, il quale viene ancora utilizzato come simbolo politico. Le minoranze etniche o i membri della comunità LGBTQIA+ vengono rinchiusi in campi di concentramento dalle autorità, ma Smith non si era accorto di nulla, nonostante le numerose evidenze.
In modo sottile, James Gunn ci fa riflettere sul fatto che, finché una cosa non ci colpisce direttamente, risultiamo spesso indifferenti alla realtà, concetto che viene esplicitamente giudicato con un discorso di Blue Dragon: nel settimo episodio, scopriamo che Auggie Smith, in questo mondo, non è un nazista, e ha passato la sua vita a combattere semplicemente i mostri e gli assassini che poteva affrontare, perché non sarebbe mai stato in grado di cambiare l’intero sistema, pur non apprezzandolo.
In un certo senso, Auggie è rimasto in disparte, voltando le spalle quando si trattava delle persone che riteneva di non poter salvare, così come l’Auggie di Terra-1 ha passato la sua vita a criticare il sistema, senza mai fare niente di concreto per attuare le sue idee (naziste).

James Gunn gira completamente la frittata, con delle critiche sociali forti e spesso anche senza alcuna limitazione, evidenziando come Terra-X, in cui una persona afroamericana non è al sicuro, non sia poi così diversa dalla nostra realtà quotidiana. Con questa stagione di ‘Peacemaker’, il focus viene spostato su un viaggio introspettivo del protagonista, diminuendo la dose di azione, la cui mancanza non si fa sentire così tanto, perché colmata da momenti drammatici, ma soprattutto comici, che riescono a mantenere il tono iconico della prima stagione.
A contribuire sono i coprotagonisti, che vediamo maggiormente nelle ultime puntate, con un cast che si completa a vicenda, ma allo stesso tempo ogni attore lavora perfettamente da solo: Danielle Brooks spicca più di tutti gli altri con la sua Leota Adebayo, la quale affronta un breve arco narrativo che la porta, in conclusione, a creare finalmente qualcosa di utile al mondo dopo i raggiri di sua madre, Amanda Waller. Un’ottima aggiunta al cast dei ragazzi dell’Undicesima Strada/Checkmate è senza dubbio Tim Meadows nei panni di Langston Fleury, che rende proprio il personaggio fin dalla prima scena, con un umorismo tagliente, ma mai fuori luogo.
È importante sottolineare, naturalmente, che questa stagione non pecca di difetti e, tra le tante sottotrame esplorate, alcune vengono lasciate particolarmente in secondo piano, come l’intera storia di Eagly come “aquila reale”, che non ha un vero e proprio punto d’arrivo dopo la morte di Red St. Wild, il bizzarro cacciatore di aquile assunto dall’A.R.G.U.S. per uccidere la compagna di Peacemaker. Parlando proprio dell’agenzia governativa appena menzionata, abbiamo molto da dire anche in merito.
Rick Flag Senior, introdotto in ‘Creature Commandos’ come secondo al comando dopo Amanda Waller e rivisto in ‘Superman’ come rappresentante al Dipartimento della Difesa, è diventato ufficialmente direttore dell’A.R.G.U.S. e scopre che a uccidere suo figlio è stato proprio Peacemaker. La sua ricerca di vendetta lo porterà a cercare di ostacolare Chris in diversi modi, arrivando anche a diventare un narcisista corrotto, ma non viene mai esplorato tanto quanto ci aspettavamo e la sua rabbia, sotto alcuni aspetti, potrebbe sembrare quasi superficiale se non si conosce la sia storia interamente.
Ciò non implica che sia necessario vedere altri prodotti, perché la seconda stagione di ‘Peacemaker’ è pressoché indipendente pur con i suoi numerosi collegamenti al resto del DCU, come il tanto atteso cameo di Nicholas Hoult nei panni di Lex Luthor. La collaborazione del villain di Superman con Rick Flag porterà direttamente a ciò che vedremo in ‘Man of Tomorrow’, specialmente dopo la rivelazione del finale, in cui vediamo l’A.R.G.U.S. scoprire il pianeta Salvation, su cui verranno spediti i criminali metaumani.
Il finale ha lasciato molte persone deluse, ma la creazione di Checkmate è la conclusione perfetta per i protagonisti, rappresentando un nuovo inizio in cui, per la prima volta, non prenderanno ordini da qualcun altro, ma agiranno per conto proprio nel tentativo di fare del bene. D’altro canto, è anche vero che questo non è il vero finale della serie: Christopher Smith viene mandato su Salvation come cavia per studiare gli effetti della dimensione sugli esseri umani e, anche se la sua storia viene lasciata in bilico, la scena anticipa in modo promettente una storia che si espanderà nel corso dei prossimi progetti del DCU.

Analisi del finale di “Peacemaker”
Nel finale di serie, dopo che Chris ha scoperto che il bacio sulla barca, tanto discusso nel corso della stagione, ha significato molto anche per Emilia, iniziamo a sentire la canzone della sigla, ‘Oh Lord’, suonata direttamente da Foxy Shazam in un concerto ambientato una settimana dopo. Nel frattempo, i protagonisti finiscono di sistemare gli scatoloni in un ufficio che scopriamo essere la base operativa di Checkmate: Making the World Better, un’organizzazione creata con i soldi dei criminali uccisi da Vigilante per cercare di fare del bene nel mondo, al contrario delle corporazioni più ambigue come l’A.R.G.U.S., ormai controllata da Luthor.
A unirsi a Checkmate sono Peacemaker, Emilia Harcourt, Vigilante, Leota Adebayo, John Economos, Sasha Bordeaux, Judomaster e Langston Fleury, con l’aggiunta di Eagly. Eppure, mentre questa scena sembra essere conclusiva e promettente per tutti, il vero finale si rivela soltanto una volta conclusa la canzone, con Chris che viene rapito da alcuni agenti sulla porta di casa sua e gettato in un furgone diretto alla base operativa della LuthorCorp, dalla quale Rick Flag stava monitorando l’universo tasca.
Smith viene condotto all’interno della porta che conduce direttamente a Salvation e gli vengono tolte le manette, con Flag che spiega che molto presto tutti i prigionieri metaumani verranno trasferiti in quella dimensione e avevano bisogno di una cavia per studiare gli effetti che il pianeta ha sull’essere umano. Rick ringrazia anche, ironicamente, il protagonista per essersi offerto e aver firmato per prendere parte al programma, rivelando quanto stia diventando corrotta la sua organizzazione e affermando che questo è un atto di vendetta per la morte di suo figlio, prima che la porta venga chiusa.
Peacemaker si trova da solo, ma dalla foresta sentiamo alcuni versi di creature misteriose, che anticipano la presenza di mostri non ancora identificati su Salvation. Se venisse seguita la storia dei fumetti, allora in futuro potremmo scoprire il legame con Darkseid, e questi mostri potrebbero rivelarsi essere dei parademoni. È interessante proprio che Flag voglia sapere che effetti abbia sugli umani questa dimensione, ricordando le parole di Darkseid nella serie fumettistica. Nella scena dopo i titoli di coda, invece, vediamo il Segretario Mori proporre di usare una barriera di vaporizzazione per assicurarsi che nessuno scappi da Salvation, ma viene frainteso da Rick Flag.

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Opinione finale con voto
Dopo ‘The Suicide Squad: Missione Suicida’, ‘Creature Commandos’ e ‘Superman’, la seconda stagione di ‘Peacemaker’ è forse il prodotto più “debole” di James Gunn con i personaggi dell’universo DC, perché il fulcro della storia diventano le emozioni e i traumi di Christopher Smith e non la sua vita come Peacemaker, rendendola una stagione anche poco supereroistica. Si tratta comunque di un prodotto di qualità, in cui il regista e sceneggiatore vuole fare numerose critiche politiche e sociali nascoste tra metafore, scene incredibilmente esplicite e dialoghi toccanti, che vengono inscenati da un cast che si completa a vicenda.
Allo stesso tempo, la serie anticipa diversi elementi per il futuro del DCU che avranno delle ripercussioni su film e serie TV come ‘Man of Tomorrow‘, mantenendo il senso di continuità che ci era stato promesso dai DC Studios per avere finalmente un universo condiviso. Se volete vedere la serie soltanto con l’intenzione di trovare camei e numerose citazioni al resto del mondo di eroi, però, potreste rimanere delusi, perché ‘Peacemaker’ si è riconfermata essere una serie intima, con una cerchia ristretta di personaggi e alla base di tutto una storia d’amore non convenzionale tra Christopher Smith ed Emilia Harcourt, che funziona alla perfezione.
Così come per ‘Creature Commandos’, noi spettatori italiani non abbiamo avuto alcuna informazione riguardo alla distribuzione della serie TV, il che è un peccato, perché si tratta di uno dei tasselli più importanti del nuovo universo DC, ma purtroppo dovremo aspettare ancora alcuni mesi per poter avere HBO Max in Italia. Noi di NerdAlQuadrato abbiamo comunque seguito la serie tramite VPN, ma speriamo che dalla prossima serie TV, ovvero ‘Lanterns‘, con protagonisti Aaron Pierre e Kyle Chandler, non ci saranno più questi problemi!
Voto: 8/10

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