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The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition – La nostra recensione!

L’11 agosto, senza annunci in pompa magna, Aspyr ha pubblicato a sorpresa The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition su PC, PS5 Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Switch 2. Si tratta del ritorno di uno dei titoli meno celebrati nati sotto la licenza de Il Signore degli Anelli, un action RPG cooperativo sviluppato da Snowblind Studios e uscito originariamente nel novembre 2011, proprio nelle stesse settimane in cui il mercato veniva travolto da un certo The Elder Scrolls V: Skyrim. Un lancio sfortunato che, insieme a un’accoglienza critica tiepida, contribuì a relegare il gioco nel dimenticatoio fino alla sua rimozione dagli store digitali nel 2019.

Quindici anni dopo, Aspyr riporta finalmente il titolo sugli scaffali digitali con la Legacy Edition, ma è però necessario mettere subito in chiaro un punto, in quanto non si tratta di un remake, e nemmeno di una remaster nel senso pieno del termine, ma di una riedizione dell’originale, costruita sullo stesso motore grafico del 2011 e aggiornata con una serie di miglioramenti qualitativi e qualche ritocco tecnico.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

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La guerra parallela di Eradan, Andriel e Farin

War in the North racconta una storia che si svolge parallelamente agli eventi della Compagnia dell’Anello, senza mai sovrapporsi direttamente alla trama portata sullo schermo da Peter Jackson. Mentre Frodo e Sam si avviano verso Brea e poi verso il loro lungo cammino in direzione del Monte Fato, nel Nord della Terra di Mezzo si sta consumando un conflitto silenzioso ma non meno decisivo. Al centro di questa guerra dimenticata c’è Agandaûr, un Númenóreano Nero al servizio di Sauron, che nelle rovine di Fornost sta radunando un esercito imponente di Orchi delle Montagne Nebbiose a sostegno della Caccia all’Anello condotta dai Nazgûl.

Il giocatore veste i panni di una Compagnia alternativa formata da tre eroi creati appositamente per il gioco, ovvero Eradan, un Ramingo Dúnedain esperto di furtività, arco e spada, accompagnato da Andriel, una Maga di Gran Burrone specializzata in magie di supporto e cura, e da Farin, Campione Nanico originario di Erebor. La vicenda prende il via a Brea, alla Locanda del Puledro Impennato, pochi giorni prima dell’arrivo di Frodo, e qui i tre incontrano Aragorn, che li invia a Fornost per fermare l’avanzata di Agandaûr.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Da lì la storia si sviluppa attraverso alcune delle location più suggestive, e meno esplorate dal cinema, della geografia tolkieniana, come le rovine di Fornost, i Tumuli, Gran Burrone, gli Erenbrulli, Bosco Atro, la Montagna Solitaria e infine Carn Dûm, antica fortezza del Re Stregone. Lungo il cammino la Compagnia incrocia personaggi noti a lettori e spettatori della trilogia, da Gandalf a Elrond, fino ai gemelli Elladan ed Elrohir, e a Radagast il Bruno, oltre alla grande aquila Beleram, liberata dalla prigionia orchesca proprio a Fornost e alleata ricorrente del gruppo.

Va detto che la scrittura non è mai stata il punto di forza di questo titolo, e la Legacy Edition non cambia le carte in tavola su questo fronte. Nonostante la storia inedita e un ampliamento della leggenda tolkieniana, la campagna proposta è esattamente quella del 2011, senza nessuna missione, capitolo o contenuto narrativo aggiuntivo. La Legacy Edition rimette in circolazione la trama originale così com’era, compreso quel finale piuttosto brusco che lasciava già all’epoca l’amaro in bocca.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Tre eroi, una Compagnia

Sul fronte del gameplay, War in the North resta fedele alla propria identità di hack’n slash cooperativo in terza persona con solide venature RPG. Ogni personaggio dispone di un proprio albero delle abilità, di uno stile di combattimento distinto e di un ruolo preciso all’interno del party, elementi che restano sostanzialmente invariati rispetto all’originale.

Eradan predilige un approccio ibrido tra furtività e mobilità, ed è probabilmente il personaggio che meglio si presta a un gioco tecnico basato sul posizionamento e sulla gestione dell’aggro, mentre Andriel copre il ruolo di supporto, e infine Farin è il tipico tank del gruppo, meno elegante nei movimenti ma capace di incassare parecchi colpi.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

La progressione segue i canoni classici del genere, dove uccidendo nemici si accumula esperienza, si sale di livello, si distribuiscono punti abilità e si raccoglie equipaggiamento, tra armi, armature e gemme da incastonare per aggiungere effetti elementali o bonus passivi. Non è un sistema di loot particolarmente profondo, ma la varietà è sufficiente a rendere ogni nuovo ritrovamento un piccolo motivo di soddisfazione, complice anche la possibilità di personalizzare i propri eroi in base al proprio stile di gioco preferito.

A questo si affianca la meccanica dell’Hero Mode, attivabile con un colpo critico e capace di generare catene di combo che aumentano l’esperienza guadagnata finché non si viene colpiti o non si resta troppo a lungo senza colpire un nemico, un piccolo accorgimento che spinge a un approccio più aggressivo e meno prudente. Il titolo propone inoltre diversi livelli di difficoltà, da Normale fino a Eroica e Leggendaria, pensati per chi vuole spremere al massimo gli alberi delle abilità e il sistema di equipaggiamento anche dopo i titoli di coda.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Le vere novità della Legacy Edition riguardano però l’impalcatura che circonda questo impianto ludico, più che il combattimento in sé. La più significativa è senza dubbio la possibilità di cambiare liberamente personaggio in qualsiasi momento della partita, anche in singolo, dato che nell’originale, chi giocava da solo era vincolato a un eroe per l’intera sessione, lasciando gli altri due alla gestione automatica dell’intelligenza artificiale, spesso poco brillante.

Ora è possibile passare istantaneamente da Eradan ad Andriel o Farin a seconda della situazione, e per la prima volta si può intervenire direttamente su equipaggiamento, abilità e progressione dei compagni controllati dalla CPU anche quando non li si sta impersonando attivamente. Si tratta di un cambiamento che incide profondamente sul ritmo delle sessioni in singolo, perché elimina uno dei limiti più sentiti dell’esperienza originale.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Accanto a questa novità, Aspyr ha introdotto una serie di ritocchi meno appariscenti ma ugualmente sensati, come un sistema agganciamento della mira per attacchi e abilità a distanza, un’interfaccia aggiornata con barre di Salute, Mana ed Esperienza sempre visibili per tutti i membri del gruppo, il salvataggio automatico con slot multipli e una funzione chiamata Triggering Secrets, che segnala le casse segrete di rifornimento individuate da un qualsiasi membro della Compagnia. Sul fronte multigiocatore torna la cooperativa online fino a tre giocatori, insieme allo split-screen locale.

Nel complesso si tratta di modifiche mirate e intelligenti, che intervengono esattamente sui punti dolenti più segnalati dai giocatori dell’epoca senza però toccare l’impianto di fondo, quindi chi trovava il combat system un po’ ripetitivo lo troverà tale anche oggi, semplicemente con qualche attrito in meno a disturbare l’esperienza.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Comparto tecnico e grafico

È sul piano tecnico che la natura di riedizione, più che di remaster, della Legacy Edition emerge con maggiore chiarezza. Il gioco gira ancora sul motore originale del 2011, non su una base ricostruita da zero, quindi la geometria di modelli e ambientazioni resta la stessa di quindici anni fa, mentre il lavoro di Aspyr si è concentrato principalmente su texture in risoluzione più alta, un’illuminazione rivista e più gradevole, e un supporto tecnico più moderno.

Il risultato è un’immagine visibilmente più nitida rispetto all’originale, pur senza mai nascondere del tutto le proprie radici da titolo di settima generazione, con gli ambienti che restano piuttosto uniformi nella palette cromatica, tipica di molte produzioni dell’epoca, e alcuni dettagli, le texture su tutti, che non convincono fino in fondo, causato anche da un lavoro di upscaling piuttosto grezzo in alcuni frangenti.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Sul fronte delle prestazioni, invece, i progressi sono più netti e tangibili, come il supporto ai 60 FPS su tutte le piattaforme moderne (Nintendo Switch originale esclusa), risoluzione fino al 4K su hardware compatibile, build nativa a 64 bit e supporto DirectX 12 su PC, oltre a una compatibilità decisamente migliorata con i sistemi Windows recenti, il supporto ai controller moderni e il salvataggio su cloud tramite Steam. Le cutscene in tempo reale, va detto, reggono meglio del previsto il peso degli anni, con un’animazione dei modelli tutto sommato dignitosa anche se non esente da qualche rigidità, soprattutto sul fronte delle espressioni facciali.

Va comunque segnalato che questa operazione di ammodernamento non ha cancellato del tutto le imperfezioni tecniche che già ai tempi accompagnavano il titolo, quindi chi si aspetta il livello di cura riservato ai grandi remaster degli ultimi anni rischia di rimanere con l’amaro in bocca, ma qui l’obiettivo non era quello di ricostruire il gioco, piuttosto di renderlo di nuovo giocabile e godibile su hardware e piattaforme moderne.

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

Conclusione e Voto

The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition: In conclusione, The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition è esattamente ciò che prometteva di essere, ovvero non un remake ambizioso né una remaster tecnicamente rivoluzionaria, ma una seconda occasione, ben confezionata, per un action RPG cooperativo che nel 2011 aveva tutte le carte in regola per emergere ma che finì travolto da un'annata di uscite straordinarie e da un'accoglienza tiepida. Aspyr ha lavorato con intelligenza sui difetti più segnalati dell'epoca, dai salvataggi assenti alla mira imprecisa fino alla gestione poco flessibile dei compagni controllati dall'IA, senza però toccare l'ossatura di fondo del gioco, che resta quella di un hack'n slash godibile ma non memorabile, sorretto da una trama funzionale più che ispirata e da un combat system solido pur senza guizzi particolari. A chi consigliamo dunque questo ritorno a Fornost? Sicuramente ai fan sfegatati di Tolkien, curiosi di esplorare un angolo poco battuto, e per certi versi dimenticato, della produzione videoludica dedicata alla Terra di Mezzo, così come a chi all'epoca si divertì con l'originale e cerca oggi un modo comodo e senza pensieri per rivivere quell'avventura in compagnia. È un titolo che si presta benissimo anche a una sessione cooperativa tra amici, ma chi invece si aspetta una trama memorabile, un combat system particolarmente vario o uno standard tecnico all'altezza delle grandi remaster contemporanee farebbe bene a ridimensionare le proprie aspettative prima di acquistare il titolo. Cristiano Rossetti

7
von 10
2026-08-18T10:59:00+02:00
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.
The Lord of the Rings: War in the North – Legacy Edition

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