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Berlino e la Dama con l’ermellino – La nostra recensione in anteprima dello spin-off de ‘La Casa di Carta’!

Il 15 maggio uscirà su Netflix la seconda stagione di Berlino, spin-off de ‘La Casa di Carta’ con protagonista l’amato personaggio di Pedro Alonso. Noi di NerdAlQuadrato l’abbiamo vista in anteprima grazie a Netflix Italia e siamo qui per dirvi la nostra opinione!

La recensione di “Berlino e la Dama con l’ermellino” sarà strutturata in queste parti: recensione no-spoiler (per chi vuole un primo parere sui nuovi episodi prima di vederli), e concludendo con l’opinione finale riassuntiva, con alcuni pareri su come la serie si inserisca nell’universo del fenomeno Netflix.

Recensione No-Spoiler di “Berlino e la Dama con l’ermellino”

I nuovi episodi mostrano un breve salto temporale rispetto agli eventi della prima stagione, con la banda che vive tranquillamente dopo il colpo a Parigi. Tuttavia, Berlino è già intenzionato a tornare in pista e sta cercando, con Damián, il prossimo obiettivo. Dopo una serie di eventi, la banda decide di rubare la collezione del Duca di Malaga, che pensava di poterli assumere per rubare la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci.

A differenza della prima stagione, dunque, si tratta di un colpo più intrinseco e con alcuni raggiri interessanti, ma la trama perde davvero troppo tempo nelle relazioni amorose dei personaggi, tant’è che la vera e propria rapina sembra solo di contorno in alcuni episodi. Il dramma e i rapporti tra i protagonisti sono senza dubbio importanti, ma tutto ciò che funzionava in questo aspetto de ‘La Casa di Carta’ viene amplificato al massimo, non sempre per il meglio.

Parlando proprio della serie originale, è buffo pensare che la produzione sembra essersi dimenticata che si tratta di un prequel, perché vengono usate delle strategie e dei macchinari leggermente irrealistici per gli anni in cui dovrebbe essere ambientata (indicativamente prima del 2016). Ciononostante, il colpo, come nella stagione precedente, è effettivamente di livello “inferiore” rispetto al furto nella Zecca di Madrid, rendendo credibile il pensiero che questi fossero solo degli anni di formazione per Berlino.

È importante sottolineare che, tra il drama tipico delle telenovele spagnole e una sceneggiatura non sempre intelligente quanto i suoi personaggi, è Pedro Alonso a trainare la serie sulle proprie spalle: senza la sua iconica interpretazione e il suo carisma nel ruolo, gli episodi non avrebbero la stessa magia. Il resto della banda rimane comunque piacevole da seguire, ma il gruppo sembrava funzionare meglio con le tensioni e le dinamiche della prima stagione, piuttosto che con i nuovi conflitti interni introdotti in queste nuove puntate.

Temi ricorrenti delle puntate sono la ricerca della bellezza, l’arte, la passionalità amorosa, il tradimento e la vendetta, che si sposano perfettamente con ciò che rappresenta il personaggio di Berlino. Diverse ambientazioni sono ricercate e si ha un netto cambiamento rispetto alla Parigi della prima stagione, dato che la città in cui operano i ladri, questa volta, è Siviglia, probabilmente una località più comoda per la produzione spagnola.

La produzione è stata nuovamente creativa con alcune scene d’azione ed escamotage narrativi, ma come accennato prima, alcune volte sono costretti a temporeggiare e girare intorno a delle decisioni, perché altrimenti la trama si concluderebbe ben prima del previsto. Naturalmente, una serie su una rapina è costretta ad accettare questi compromessi per allungare il brodo e sfoggiare maggiormente la genialità dei suoi protagonisti, e questo ce lo ha insegnato bene la serie madre.

Fare confronti veri e propri con ‘La Casa di Carta’, però, sarebbe praticamente inutile, perché la serie TV su Berlino non raggiungerà mai lo stesso clamore mediatico e i personaggi verranno sempre paragonati a quelli riuniti dal Professore. Nel suo piccolo, possiamo riconoscere che sia una bella espansione indipendente di quel mondo, mostrandoci le vicende passate di uno dei ladri più apprezzati dello show e consentendoci di comprendere molto meglio la sua personalità.

Berlino, infatti, si riconferma un donnaiolo perfezionista, profondamente mosso dalla ricerca del vero amore, che lo influenza ben più della sua passione per il lavoro. Il protagonista agisce in base ai suoi sentimenti ed è ironico come sia spesso assente agli stessi piani che organizza. Pedro Alonso potrebbe avere ancora tanto da dire nei panni di Andrés de Fonollosa, ma allungare troppo il brodo non è mai la scelta migliore, perché si rischierebbe di rovinare tutto ciò che è stato consolidato finora.

Voto: 7/10

Opinione finale con voto

‘Berlino e la Dama con l’ermellino’ è esattamente ciò che ci si aspetta da una serie TV del genere, con un tocco apprezzabile, seppur a tratti esagerato, di drama e romanticismo. La trama non è niente di mai visto prima, ma espande in maniera divertente l’universo de ‘La Casa di Carta’ presentandoci le avventure passate di Berlino, uno dei personaggi più amati della serie madre. Continuano anche le vicende della squadra introdotta nella prima stagione, anche se inutilmente complicate da intrighi che potevano essere evitati.

Pedro Alonso ha reso proprio il personaggio stiloso e passionale di Berlino, e da un lato continua a farci venire voglia di scoprire di più sul suo passato. Se la serie dovesse continuare per ulteriori stagioni, però, Netflix si troverà costretta a scavare più indietro nella sua vita, perché gli eventi de ‘La Casa di Carta’ si svolgono appena pochi anni dopo ‘Berlino’ e, come ben sappiamo, Andrés non è sopravvissuto al colpo alla Zecca di Madrid nella serie originale.

Voto: 7/10


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E voi guarderete “Berlino e la Dama con l’ermellino”? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!

IlSanniX

Fan del Marvel Cinematic Universe, del DCU di James Gunn, del personaggio di Superman e amante di molti altri franchise.

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