The Dog Stars – La nostra recensione del nuovo film post-apocalittico di Ridley Scott!
Ridley Scott torna in sala con The Dog Stars, uscito nei cinema il 26 agosto , un dramma post-apocalittico che vanta nel cast nomi del calibro di Jacob Elordi, Josh Brolin e Margaret Qualley. Nonostante la pellicola sembra già massacrata dalla critica ancora prima del debutto, qual è la verità? Il ritorno del regista, a due anni dal suo ultimo lavoro, è davvero così disastroso? Noi di Nerd Al Quadrato l’abbiamo visto e siamo qui per dirvi la nostra!
La recensione di “The Dog Stars” sarà strutturata in queste parti: recensione no-spoiler (per chi vuole un primo parere sul film, ma non l’ha ancora visto), recensione spoiler, analisi e spiegazione del finale, e concludendo con l’opinione finale riassuntiva.

Recensione No-Spoiler di “The Dog Stars”
Ridley Scott firma un’opera che punta tutto sull’impatto emotivo, utilizzando lo scenario post-apocalittico come pretesto per far emergere e affrontare i demoni interiori dei protagonisti. Il film racconta un viaggio alla ricerca della speranza, intesa come l’intrinseca necessità umana di trovare una forma di realizzazione superiore. Al centro di questo percorso troviamo Hig, interpretato da Jacob Elordi.
La pellicola non inventa nulla di particolarmente nuovo e si basa su dinamiche già ampiamente esplorate. Negli ultimi anni Ridley Scott sembra soffrire di una certa mancanza di idee artistiche e, sebbene questo titolo risulti superiore ad alcune delle sue opere più recenti, rimane un prodotto piacevole, ma mediocre e poco incisivo. Una serie di problemi strutturali, infatti, impedisce al film di esprimere appieno il proprio potenziale.
La narrazione soffre di una forte lentezza che non giova al risultato finale. Un ritmo così dilatato avrebbe potuto rendere la storia più intensa e coinvolgente, soprattutto in funzione della seconda metà del film. Tuttavia, una sceneggiatura a tratti debole, dialoghi a volte fuori luogo e una caratterizzazione poco approfondita dei personaggi finiscono per annullare questo intento.
Tutto sommato, il film gioca sulla semplicità. L’ottimo comparto visivo regala immagini capaci di rimanere impresse nello spettatore, mentre il buon uso del sonoro e la gestione funzionale dell’ansia nei pochi momenti in cui viene sfruttata contribuiscono a rendere la pellicola una visione gradevole. Nel complesso, pur non lasciando un segno particolarmente profondo, il film non può essere considerato del tutto negativo.
Voto: 5/10

Recensione Spoiler di “The Dog Stars”
Lo spettatore si ritrova completamente immerso in questo mondo ormai distrutto dall’influenza che ha colpito le persone di tutto il mondo, e in questo Scott riesce bene, pur ispirandosi molto ad alcune ambientazioni, quasi arrivando a imitarle, come quelle di Io sono leggenda o del videogioco The Last of Us, da cui sembra prendere ispirazione anche per la sequenza di combattimento tra Bangley e i Mietitori.
Seppur riuscendo a trasportare lo spettatore in modo eccezionale, ben presto tutto ciò che troviamo di bello tende a sparire, lasciando spazio a dinamiche già viste che rendono il tutto piuttosto prevedibile. A partire dalla stessa premessa del film, con Hig alla ricerca di questa popolazione che, per quanto interessante, diventa ben presto fiacca, anche a causa della superficialità con cui viene presentato il personaggio che il protagonista cerca così disperatamente, ovvero Darlene.
Tutta la parte legata a quest’ultimo personaggio risulta essere molto interessante, peccato per la velocità con cui viene affrontata.
Le carte in regola per dare qualcosa di più c’erano, soprattutto nel modo in cui viene portata a galla una certa violenza e un lato macabro che non mi sarei aspettato da un film del genere, ma che ho apprezzato proprio per quanto abbiano voluto osare e per come riescano a rafforzare il tema della crisi umana.
Proprio queste ultime scene action sono tra gli aspetti più interessanti del film, soprattutto per come vengono dirette. La regia, a tratti, risulta quasi interattiva, per il modo in cui ci fa vivere l’esperienza, sperimentando sia con un lato più audace, come dicevo prima, sia con una crudezza e una crudeltà che, per una pellicola del genere, risultano sorprendenti. Vedere una violenza così fredda e aggressiva portata sul grande schermo da un regista così acclamato fa sicuramente strano.
Il problema è che proprio l’emotività su cui il film punta maggiormente finisce per perdersi a causa di una scrittura mediocre. Lo vediamo soprattutto nel personaggio interpretato da Jacob Elordi: il suo pilota viene presentato come un uomo distrutto dalla morte della moglie e il film costruisce tutto il suo percorso attorno a questo trauma, con alcuni momenti anche molto impattanti, come quando rientra nella casa ormai abbandonata e sembra rivedere sua moglie.

Eppure tutto questo perde rapidamente di valore quando basta incontrare un’altra donna perché lui se ne innamori praticamente dal primo secondo.
La relazione con il personaggio interpretato da Margaret Qualley risulta ridicola proprio per quanto è superficiale e veloce. Per quanto sia del tutto piatta, anche i momenti in cui i due dovrebbero confrontarsi con il dolore che alberga dentro entrambi risultano distaccati dallo spettatore, impedendo di creare un vero coinvolgimento emotivo.
E c’è poi un altro elemento da cui deriva anche il nome della pellicola: The Dog Stars. Il cane che vediamo morire circa mezz’ora dopo l’inizio del film, per quanto possa dispiacere allo spettatore, avrebbe potuto avere un peso molto maggiore nel corso della storia. Sarebbe stato interessante approfondire maggiormente il rapporto tra uomo e animale, magari trasformandolo in qualcosa che ricordasse a Hig la moglie defunta.
Invece, anche dopo la morte del cane, tutto viene praticamente dimenticato nel giro di dieci minuti.
Sono proprio questi errori di scrittura a rendere il film piatto e incapace di arrivare davvero allo spettatore.
Per non parlare poi degli stessi attori, che risultano completamente sottotono. Margaret Qualley quasi non si sente: un talento enorme di cui, in questa pellicola, non si vede nemmeno l’ombra. Josh Brolin si vede che si è divertito tantissimo durante le riprese, ma la sua performance risulta comunque vuota d’animo. Guy Pearce non sembra nemmeno lui e, in questo caso, non è necessariamente una cosa positiva: per quanto sia un attore molto bravo, come abbiamo visto anche nelle sue ultime opere da protagonista, qui risulta semplicemente indifferente. E infine c’è Jacob Elordi, che per me è anche il migliore del cast.

Analisi e spiegazione del finale di “The Dog Stars”
Negli ultimi atti del film, Ridley Scott prova a chiudere il ciclo di questa avventura, cercando di ricomporre tutti i rapporti tra i personaggi creati nel corso della storia, anche se non sempre nei modi migliori.
Dopo aver scoperto la comunità di Grand Junction, Hig rimane deluso. È dispiaciuto per aver messo in pericolo la vita di Pops, interpretato da Guy Pearce, e di Cima, interpretata da Margaret Qualley, e decide quindi di tornare da Bangley, rimasto ferito dopo aver subito un assalto da parte dei Mietitori. È qui che i quattro personaggi finiscono per ritrovarsi.
Hig, interpretato da Jacob Elordi, sembra invece aver trovato una nuova ragione a cui dedicare il proprio futuro, lasciandosi alle spalle la moglie e tornando per un’ultima volta nella sua vecchia casa. È come se quel ritorno rappresentasse un modo per abbandonare definitivamente il passato e, allo stesso tempo, prepararsi ad affrontare il futuro.
Cima diventa progressivamente un personaggio importante, iniziando a curare i bambini di un villaggio vicino e mettendo a disposizione le proprie competenze di dottoressa per aiutare la comunità.
Nella scena finale assistiamo al momento più intimo e autentico dell’incontro tra Cima e Hig. I due parlano delle stelle e condividono finalmente un momento di tranquillità, lontano dalla violenza e dalla tensione che hanno caratterizzato gran parte della storia. La scena, però, si chiude con un momento da rom-com che cambia drasticamente, e forse inutilmente, il tono della sequenza: mentre Hig parla a Cima delle stelle, decide di dare a una di esse il nome del suo cane morto: The Dog Stars.

Opinione finale con voto
The Dog Stars non è un progetto totalmente fallito, ma si trova in una sorta di limbo tra il mediocre e il sufficiente. È una pellicola che, per quanto problematica, conserva un fondo di interesse: Ridley Scott, nonostante tutto, vuole sperimentare e provare a reinterpretare il genere attraverso il suo sguardo, mettendo in scena un mondo post-apocalittico che visivamente riesce ancora a catturare.
Purtroppo, però, i problemi di scrittura evidenziati nel corso della recensione finiscono per pesare su tutto il resto. Una sceneggiatura più matura, più attenta alla costruzione dei personaggi e soprattutto alla componente emotiva avrebbe potuto trasformare The Dog Stars in una grande pellicola.
Invece, rimane un film che accenna a molte idee interessanti senza riuscire mai a svilupparle davvero, finendo per risultare anonimo e incapace di lasciare un segno, soprattutto sul piano emotivo, dove avrebbe avuto maggiormente le potenzialità per colpire.
Voto: 5/10

E voi avete visto “The Dog stars”? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!
