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Truckful – La nostra recensione!

A prima vista, Truckful potrebbe sembrare uno di quei titoli costruiti attorno a un’idea volutamente semplice, ma bastano le prime commissioni per capire che MythicOwl ha utilizzato questa premessa soprattutto come punto di partenza per qualcosa di più particolare, mescolando la leggerezza di un’avventura cozy con una componente di guida basata sulla fisica e, soprattutto, un mistero che diventa progressivamente più importante man mano che ci si avvicina alla vecchia foresta che domina l’immaginario del gioco.

Rilasciato il 9 ottobre e pubblicato da MythicOwl insieme a Pocketpair Publishing, Truckful non vuole infatti essere un simulatore di consegne tradizionale, quanto piuttosto un’avventura automobilistica nella quale il pickup rappresenta contemporaneamente il nostro mezzo di trasporto, il principale strumento di interazione con il mondo e il fulcro dell’intero sistema di progressione, ed è proprio questa commistione di elementi a rendere estremamente interessante la produzione.

Truckful

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Una piccola comunità e un mistero sempre crescente

La componente narrativa di Truckful parte in maniera piuttosto discreta e, invece di sommergere immediatamente il giocatore con spiegazioni, filmati o lunghi dialoghi, preferisce inserirlo all’interno di una valle apparentemente ordinaria nella quale il protagonista si guadagna da vivere aiutando gli abitanti attraverso commissioni e consegne.

Sfortunatamente, dietro i problemi quotidiani e le richieste apparentemente innocue della comunità comincia lentamente a emergere qualcosa di molto meno rassicurante, legato soprattutto alla grande foresta che si estende ai margini della regione.

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Il gioco utilizza così le consegne come vero e proprio strumento narrativo, in quanto visitare nuovi luoghi significa incontrare altri personaggi, raccogliere informazioni e ascoltare racconti capaci di aggiungere progressivamente nuovi tasselli alla vicenda.

Non bisogna quindi aspettarsi una narrazione esclusivamente cinematografica, perché buona parte del fascino deriva proprio dal tentativo di mettere insieme informazioni apparentemente scollegate e dal modo in cui il mondo comincia lentamente a perdere quell’innocenza suggerita inizialmente dai suoi colori vivaci e dalla vita rurale.

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Particolarmente riuscito è il modo in cui Truckful evita di trasformare questo lato più oscuro in un vero survival horror ,ma la tensione arriva soprattutto dall’atmosfera, dagli eventi soprannaturali e da alcune sequenze nelle quali il giocatore deve evitare pericoli invece di affrontarli direttamente.

La storia funziona soprattutto perché non cerca continuamente di ricordarci quanto sia misteriosa, e lascia che siano la geografia della valle, le testimonianze degli abitanti e le deviazioni compiute spontaneamente durante le consegne a generare curiosità, costruendo un crescendo abbastanza naturale nel quale il desiderio di effettuare “solo un’altra commissione” finisce spesso per coincidere con quello di scoprire un altro dettaglio sull’antica foresta.

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Consegnare non basta

È naturalmente il gameplay il vero cuore di Truckful, e la scelta più intelligente compiuta da MythicOwl consiste nell’aver trasformato ogni consegna in qualcosa di leggermente più complesso rispetto al semplice raggiungimento di un indicatore sulla mappa. Prima ancora di partire bisogna infatti organizzare fisicamente il carico all’interno del cassone del pickup, tenendo conto delle dimensioni, del peso e soprattutto della fragilità degli oggetti, perché casse robuste, bottiglie, prodotti delicati o oggetti ingombranti reagiscono in maniera differente alle sollecitazioni e costringono a ragionare sulla loro disposizione.

Una configurazione apparentemente efficace quando il veicolo è fermo può quindi rivelarsi disastrosa alla prima curva affrontata troppo velocemente, rendendo l’organizzazione iniziale parte integrante della sfida e non un semplice menu di inventario.

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La fisica diventa di conseguenza il collante dell’intero sistema. Accelerazioni brusche, curve strette, dossi, discese e terreni irregolari possono destabilizzare ciò che stiamo trasportando, mentre alcune consegne introducono condizioni che spingono nella direzione opposta, premiando la velocità e costringendo il giocatore a trovare un compromesso tra prudenza ed efficienza.

Il pickup, fortunatamente, non rimane identico per tutta l’avventura. Portando a termine le missioni e continuando a esplorare è possibile modificarlo attraverso diversi potenziamenti, oltre a poter installare equipaggiamenti più particolari. Alcuni miglioramenti consentono di affrontare percorsi prima impraticabili e diventano quindi anche una forma di progressione esplorativa, aprendo gradualmente nuove strade all’interno della grande valle interconnessa che costituisce il mondo di gioco.

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Truckful, infatti, non propone un open world completamente libero, ma una struttura semi-aperta composta da regioni collegate tra loro, scorciatoie, percorsi secondari e zone che diventano accessibili acquisendo equipaggiamenti adeguati. È una soluzione che si sposa molto bene con il ritmo dell’avventura, perché evita di riempire la mappa di indicatori e attività ripetitive, preferendo incentivare la deviazione spontanea dal percorso principale.

L’esplorazione viene premiata anche attraverso la raccolta dei rottami, che costituiscono una seconda risorsa accanto al denaro ottenuto effettuando le consegne, e a sostenere tutto questo troviamo inoltre un taccuino multifunzione che raccoglie mappa, obiettivi e collezionabili scoperti, accompagnato da punti di salvataggio e da un sistema di percorsi alternativi pensato per rendere piacevole anche il semplice perdersi nel mondo.

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Una campagna coloratissima

Dal punto di vista visivo, Truckful sceglie una direzione artistica fortemente stilizzata e immediatamente riconoscibile, costruendo una campagna dai colori molto saturi e dalle geometrie semplici che riescono a trasmettere bene quella sensazione di tranquillità rurale sulla quale si basa la prima parte dell’esperienza.

L’aspetto più interessante non risiede tuttavia soltanto nella vivacità degli scenari, quanto nel modo in cui questa estetica viene progressivamente utilizzata per creare contrasto. Le strade assolate e i paesaggi quasi fiabeschi lasciano spazio a zone ricoperte dalla nebbia, foreste più dense e ambientazioni nelle quali illuminazione e palette assumono tonalità decisamente meno rassicuranti. Di conseguenza, persino il passaggio dal giorno alla notte o l’ingresso in una zona più isolata riescono a cambiare sostanzialmente la percezione dello spazio.

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Il comparto sonoro accompagna efficacemente questo continuo passaggio tra tranquillità e inquietudine, senza la necessità di enfatizzare costantemente ciò che accade su schermo. Durante i normali spostamenti l’atmosfera rimane volutamente distesa, mentre nelle aree più isolate o durante gli eventi soprannaturali è soprattutto il cambiamento del paesaggio sonoro a suggerire che qualcosa non stia andando come dovrebbe.

Nel complesso, quindi, Truckful non prova a impressionare attraverso il fotorealismo o una tecnologia particolarmente appariscente, ma utilizza con coerenza stile grafico, illuminazione, fisica e atmosfera per sostenere la propria identità.

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Molto più di un semplice gioco di consegne

Truckful: In conclusione, Truckful parte da una premessa che avrebbe potuto facilmente trasformarsi in un'esperienza simpatica ma estremamente ripetitiva e riesce invece a costruirci attorno un'avventura decisamente più articolata. Il sistema fisico delle merci rende ogni viaggio qualcosa di più di un semplice tragitto tra due punti, mentre la struttura semi-aperta della valle e la progressiva acquisizione di nuovi equipaggiamenti mantengono vivo il desiderio di tornare nelle zone già visitate alla ricerca di passaggi precedentemente inaccessibili o di risorse utili. A funzionare particolarmente bene è però il contrasto tra le due anime della produzione. Da una parte troviamo un'avventura colorata e spesso rilassante, e dall'altra c'è una foresta circondata da leggende, luoghi abbandonati, eventi inspiegabili e improvvisi momenti di tensione che impediscono all'esperienza di diventare completamente prevedibile. Non tutte le consegne possiedono inevitabilmente lo stesso ritmo, ma la varietà dei percorsi, la fisica delle merci, il sistema di miglioramenti e soprattutto il mistero che accompagna la progressione riescono a fornire motivazioni sufficienti per continuare a macinare chilometri. Per chi cerca quindi un'avventura indie capace di unire guida, esplorazione, gestione del carico e una componente narrativa decisamente inquietante, Truckful rappresenta una proposta originale e sorprendentemente personale, nella quale persino una semplice consegna può diventare l'inizio di qualcosa che sarebbe stato probabilmente meglio lasciare nascosto tra gli alberi. – Cristiano Rossetti

9
von 10
2026-10-16T10:59:00+02:00
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.
Truckful

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