Primal Planet – La nostra recensione!
Primal Planet, titolo sviluppato dallo studio indie Seethingswarm, è un’avventura in pixel art che combina elementi metroidvania, survival, crafting ed esplorazione, dando vita a un mondo preistorico ricco di pericoli e misteri.
Uscito il 28 luglio 2025 (e rilasciato da poco anche su PS5 e Xbox Series X|S), il gioco ci ha divertiti molto grazie alla sua particolare ambientazione, nella quale dinosauri e tribù ostili convivono con tecnologie aliene e minacce di natura fantascientifica, creando un universo capace di sorprendere fin dalle prime battute.

Una lotta per la famiglia in un mondo misterioso
La storia di Primal Planet comincia in un ambiente apparentemente tranquillo, dove il protagonista vive insieme alla moglie e alla figlia, cercando di condurre un’esistenza serena in un mondo selvaggio. Questo equilibrio viene però spezzato da un attacco devastante che distrugge la loro casa e costringe il protagonista a intraprendere un viaggio per ritrovare i propri cari.
Uno degli aspetti più interessanti della narrazione è la scelta di raccontare gli eventi prevalentemente attraverso animazioni, espressioni e situazioni ambientali, senza affidarsi a dialoghi tradizionali. Questa impostazione permette di trasmettere emozioni attraverso piccoli dettagli visivi, dando maggiore peso emotivo alla vicenda familiare e rendendo il giocatore partecipe delle difficoltà affrontate dai personaggi.

Con il proseguire dell’avventura, la storia assume una dimensione più ampia, grazie alla comparsa di misteriose astronavi, tecnologie avanzate e creature che sembrano estranee al contesto preistorico. La presenza degli alieni introduce interrogativi sulle origini della minaccia e sui segreti nascosti nel mondo di gioco, mentre dinosauri e tribù ostili rappresentano ulteriori pericoli da affrontare o aggirare.
Il contrasto tra la dimensione intima della ricerca della famiglia e il mistero fantascientifico costituisce uno dei punti di forza dell’opera, anche se alcuni sviluppi narrativi avrebbero meritato maggiore approfondimento e il ritmo perde occasionalmente incisività nella parte centrale del racconto.

Esplorazione, crafting e combattimenti
Il gameplay è sicuramente il cuore dell’esperienza di gioco, e combina esplorazione, platforming, combattimenti e meccaniche di sopravvivenza all’interno di una struttura metroidvania. Il mondo è composto da aree interconnesse, tra cui foreste, pianure, montagne e ambientazioni sottomarine, che nascondono risorse, segreti e passaggi inizialmente inaccessibili.
L’acquisizione di nuove abilità permette di raggiungere zone precedentemente irraggiungibili e incoraggia a tornare nei luoghi già visitati, premiando chi dedica tempo all’esplorazione.

La raccolta delle risorse e il crafting aggiungono un’importante componente survival, consentendo di realizzare strumenti, armi e oggetti utili alla sopravvivenza. Materiali ed equipaggiamento possono fare la differenza negli scontri più impegnativi, mentre la possibilità di prepararsi prima di affrontare determinate situazioni introduce un elemento strategico senza trasformare il gioco in un’esperienza gestionale.
Il sistema di progressione permette inoltre di accumulare esperienza e potenziare il protagonista, migliorandone le caratteristiche e sbloccando abilità che aiutano sia nei combattimenti sia nell’esplorazione, come il doppio salto.

Il sistema di combattimento propone un bestiario abbastanza variegato, composto da dinosauri, creature ostili, avversari umani e minacce aliene. Per sopravvivere è necessario osservare i movimenti dei nemici, schivare gli attacchi e individuare il momento opportuno per contrattaccare, soprattutto durante gli scontri più impegnativi.
Sono presenti anche approcci alternativi, con trappole, esche e possibilità di evitare alcuni combattimenti attraverso una maggiore attenzione all’ambiente. Tuttavia, le opzioni offensive non sempre garantiscono una varietà sufficiente e alcuni scontri finiscono per risultare ripetitivi.

Un altro elemento interessante è rappresentato dal comportamento delle creature, che non sono necessariamente nemici da eliminare, dato che in determinate situazioni, osservare i loro movimenti e scegliere il momento giusto per passare permette di evitare scontri inutili.
Tra le caratteristiche più apprezzabili troviamo anche la modalità cooperativa locale, che permette a un secondo giocatore di controllare Sino, un piccolo dinosauro che accompagna il protagonista durante il viaggio. La cooperativa rimane tuttavia limitata al gioco in locale, senza una modalità online nativa.

Dinosauri in pixel art
Primal Planet presenta una notevole cura nella realizzazione delle ambientazioni, sfruttando la pixel art per dare vita a un mondo preistorico ricco di dettagli. Foreste rigogliose, montagne, pianure e aree sottomarine presentano atmosfere differenti, mentre la varietà cromatica contribuisce a distinguere le regioni e a rendere piacevole l’esplorazione
Anche i dinosauri sono ben caratterizzati attraverso silhouette, animazioni e comportamenti che aiutano a trasmetterne la natura e la pericolosità. Particolarmente riuscito è il contrasto tra gli ambienti naturali e gli elementi fantascientifici, con la tecnologia aliena che introduce una componente visiva diversa rispetto alla vegetazione e ai paesaggi selvaggi.

Il comparto sonoro accompagna efficacemente l’avventura attraverso rumori ambientali, versi degli animali ed effetti legati ai combattimenti, contribuendo a rendere più credibile il mondo di gioco. Su PC, il comparto tecnico rimane sempre leggero e coerente con la natura del progetto, e non punta su effetti particolarmente elaborati, privilegiando la leggibilità dell’azione e la resa delle ambientazioni.
Qualche limite emerge nella chiarezza di determinati percorsi e nella leggibilità di alcune sezioni, che possono rendere meno immediato l’orientamento durante l’esplorazione, ma si tratta di imperfezioni che non compromettono l’identità visiva complessiva del titolo.

Un metroidvania indipendente con molta personalità
Primal Planet: In conclusione, Primal Planet è un'avventura che abbiamo molto apprezzato, grazie alla combinazione di dinosauri, fantascienza, esplorazione e una buona storia. La qualità della pixel art, la costruzione del mondo e la narrazione prevalentemente visiva rappresentano i suoi punti di forza, mentre le meccaniche di crafting, la progressione del protagonista e la cooperativa locale contribuiscono a rendere il viaggio più vario e interessante. Non mancano certamente diversi difetti, tra cui combattimenti talvolta fin troppo ripetitivi e una gestione dell'orientamento non sempre impeccabile, ciononostante il gioco riesce a mantenere sempre una propria forte identità e offre un'esperienza molto piacevole a chi apprezza i metroidvania e le avventure 2D ricche di segreti. Primal Planet è un titolo che consigliamo sicuramente agli appassionati del genere, soprattutto a chi cerca un'avventura in un'ambientazione originale e una direzione artistica curata. Non siamo di certo di fronte ad una rivoluzione del genere metroidvania, ma Primal Planet dimostra come creatività, atmosfera e una storia ben raccontata possano rendere memorabile anche una produzione a prima vista semplice. – Cristiano Rossetti
Versione testata: PC
Questo gioco è stato recensito utilizzando una copia fornita dal publisher, dalla società di PR, dallo sviluppatore o altro allo scopo esplicito di una recensione.

E voi avete già giocato a Primal Planet? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!
