IO CAPITANO – LA NOSTRA RECENSIONE! (2023)

Presentato in anteprima a Venezia 80, “Io Capitano” il nuovo film di Matteo Garrone (Il racconto dei racconti, Dogman) tratta un tema molto vicino a noi, quello dell’immigrazione; Starete sicuramente dicendo:”Un altro film sull’immigrazione stucchevole” e invece vi state sbagliando di grosso. Io Capitano è a mani basse uno dei migliori film dell’anno, un racconto crudo, pesante (ma solo nei punti necessari) ma rivelandosi un grande inno alla vita e alla speranza. Scoprite con noi di NerdAlQuadrato il viaggio omerico di Seydou nella nostra recensione!

Chi ci segue sa già che la recensione di “Io Capitano” sarà divisa in diverse categorie: la parte no-spoiler, la parte spoiler,la parte dedicata ai personaggi e al cast, un ulteriore paragrafo dedicato all’aspetto tecnico e infine l’opinione finale con voto.

Io Capitano
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Recensione No-Spoiler di Io Capitano

Io Capitano è un racconto potente, pesante ma è uno dei migliori film usciti in questo periodo. Il film racconta il viaggio di Seydou e suo Moussa due giovani che partono dal Senegal per l’Europa: un’odissea contemporanea attraverso i pericoli del deserto, le insidie del mare e le ambiguità dell’animo umano. Garrone riesce a raccontare con sensibilità e rispetto la sofferenza e il coraggio di chi affronta un viaggio pericoloso e disumano, senza cadere nel pietismo o nella retorica. Un coming of age dove il protagonista affronta un viaggio non facile, violento, insensato, crudo ma dove Garrone si preoccupa di metterci qualche momento di felicità e nonostante tutte le peripezie che Seydou affronta ne esce cambiato da questo viaggio.

Io Capitano è un’opera potente ed emozionante, che mescola realismo e favola, dramma e avventura, denuncia e speranza. Il film mostra anche la bellezza e la poesia dei sogni dei due protagonisti, che si confrontano con una realtà spietata ma non rinunciano alla loro dignità e alla loro voglia di vivere. Il film è girato con uno stile sobrio ed essenziale, che valorizza i paesaggi naturali e le interpretazioni degli attori, tutti non professionisti ma bravissimi. La colonna sonora è composta da canzoni tradizionali senegalesi e da brani originali di Andrea Farri, che creano un contrasto suggestivo tra le due culture. Il film è un’esperienza coinvolgente e toccante, che ci fa riflettere sul valore della vita e sul significato dell’accoglienza.

Voto: 8/10

Io Capitano
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Recensione Spoiler di Io Capitano

Tra le tante scene memorabili del film, vorrei soffermarmi su alcune che mi hanno colpito particolarmente per la loro forza espressiva e simbolica. La prima è quella ambientata nel deserto, in cui i due protagonisti affrontano una traversata estenuante e pericolosa, sperando di raggiungere la Libia. In questa scena, gli attori offrono una performance straordinaria, rendendo palpabile al pubblico la fatica, la disperazione e la speranza di chi cerca di sfuggire alla miseria e alla violenza del proprio paese.

La scena è girata con una fotografia che esalta i colori e le luci del deserto, creando un contrasto tra la bellezza del paesaggio e la durezza della situazione. Una scena che mi ha affascinato è quella onirica in cui Seydou vede una donna che vola nel cielo, come una visione angelica. La scena è girata con una musica dolce e soave, che crea un momento di respiro e di poesia per il protagonista e per lo spettatore, prima di tornare alla cruda realtà.

Una sequenza che mi ha sconvolto è quella ambientata nella prigione libica, in cui Seydou viene catturato da dei trafficanti senza scrupoli, che lo riducono a schiavo, lo torturano, lo sfigurano, lo picchiano fino al sangue. In questa scena, Garrone non risparmia lo spettatore da immagini crude e violente, mostrando senza mezzi termini la disumanità e la brutalità dei carcerieri nei confronti dei migranti. La scena è girata con una fotografia che enfatizza i colori cupi e sporchi della prigione, creando un’atmosfera di oppressione e di angoscia. La scena è accompagnata da una musica cupa e inquietante, che aumenta il senso di tensione e di paura.

Cito anche uno dei pochi dialoghi con la madre di Seydou: “Devi respirare la stessa aria che respiro io”. Questa frase esprime il legame profondo tra il figlio e la madre, ma anche il conflitto tra il desiderio di restare e quello di andare. Seydou sa che la madre lo ama e lo vuole proteggere, ma sente anche il bisogno di seguire i suoi sogni e di cercare una vita migliore.

La frase è anche una metafora del viaggio che Seydou dovrà affrontare, un viaggio in cui l’aria sarà spesso rarefatta, inquinata, soffocante. Un viaggio in cui Seydou dovrà lottare per respirare e per vivere. La frase mi ha colpito perché mi ha fatto riflettere sul rapporto tra genitori e figli, tra radici e ali, tra appartenenza e libertà.

Infine, la scena finale del film… quel primo piano sul volto di Seydou stanco, sofferente ma felice. Sì, felice, perché in tutto il film lui non perde mai la speranza, perché sa che se la perderà in quel momento lui morirà, diventerà uno di quei numeri che noi sentiamo in televisione ma dimentichiamo subito.

Ed è proprio la felicità dolceamaro nel volto di Seydou nel finale che ci dice chiaro e tondo che non dobbiamo mai perdere la speranza, non dobbiamo perdere la nostra umanità. La scena è girata con una fotografia che valorizza i colori vivaci e luminosi del mare, creando un contrasto tra il grigio della prigione e l’azzurro della libertà. La scena è accompagnata da una musica allegra e festosa, che esprime il senso di gioia e di trionfo del protagonista.

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Personaggi e Cast

Il film è incentrato sui due protagonisti, Seydou e Moussa, interpretati da due attori non professionisti, Seydou Sarr e Moustapha Fall, che sono stati scoperti dal regista Matteo Garrone durante i casting in Africa. I due attori sono originari di Dakar, in Senegal, e hanno vissuto in prima persona le difficoltà e le speranze di chi vuole emigrare in Europa. La loro recitazione è naturale e credibile, e riescono a trasmettere al pubblico le emozioni e i sentimenti dei loro personaggi.

Seydou e Moussa sono cugini che condividono lo stesso sogno di una vita migliore, ma che hanno anche delle differenze di carattere e di visione del mondo. Seydou è più riflessivo e prudente, Moussa è più impulsivo e avventuroso. Entrambi maturano durante questo viaggio ma si aiutano nei momenti difficili, dimostrando una grande amicizia e solidarietà.

Gli altri personaggi del film sono interpretati da attori non professionisti, che provengono da diversi Paesi africani, come il Burkina Faso, l’Algeria, il Mali e la Costa d’Avorio. Tra questi spiccano Issaka Sawagodo, che interpreta Martin, un uomo saggio e generoso che aiuta Seydou; Hichem Yacoubi, che interpreta Ahmed, un trafficante senza scrupoli che li inganna in Libia; Doodu Sagna, che interpreta Charlatan, un falso profeta che li illude con false promesse; Khady Sy, che interpreta la madre di Seydou, una donna forte e coraggiosa che lo incoraggia a seguire i suoi sogni; Venus Gueye, che interpreta la sorellina di Seydou, una bambina dolce e curiosa che lo ama molto.

Il cast di Io Capitano è uno dei punti di forza del film, perché conferisce al film un tono di autenticità e di spontaneità. Gli attori sono stati scelti con cura da Garrone, che ha voluto dare voce a delle persone reali che hanno vissuto o conosciuto storie simili a quelle dei personaggi. Gli attori sono riusciti a immedesimarsi nei loro ruoli e a trasmettere al pubblico le loro esperienze e le loro emozioni. Il cast del film è un esempio di cinema sociale e umanista, che ci fa conoscere una realtà spesso lontana e trasformata dai media, ma che ci riguarda tutti come esseri umani.

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Aspetto tecnico

Il film è un esempio di cinema d’autore, che si distingue per la sua qualità artistica e tecnica. Garrone dimostra la sua maestria nella regia, semplice ma d’impatto, osa nei punti giusti e sa enfatizzare certi momenti. La sceneggiatura e il montaggio, creano un film fluido e armonico, che alterna momenti di tensione e di lirismo. La fotografia di Paolo Carnera è splendida, con colori caldi e naturali, che esaltano le atmosfere e le emozioni del film. La scelta di usare attori non professionisti è azzeccata, perché conferisce al film un tono di verità e di spontaneità, senza perdere in espressività e in intensità.

Gli attori sono diretti con abilità da Garrone, che li fa recitare in diverse lingue, come il wolof, il francese e l’italiano. Gli attori danno vita a dei personaggi veri e umani, che rappresentano le diverse sfaccettature della realtà africana. La colonna sonora è un altro punto di forza del film, con le musiche originali di Andrea Farri, che si fondono perfettamente con le canzoni tradizionali senegalesi. Le musiche accompagnano il ritmo e il clima del film, creando contrasti e armonie tra le due culture.

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Opinione finale con voto

Per concludere… Io Capitano è un’opera di grande valore artistico e sociale, che ci fa conoscere una realtà drammatica ma anche ricca di speranza. Il film è un viaggio emozionante e coinvolgente, che ci fa provare le stesse paure, le stesse gioie, le stesse delusioni e le stesse speranze dei due protagonisti. Il film è un inno alla vita e all’amicizia, che ci fa riflettere sul senso dell’esistenza e sul valore dell’accoglienza. Io Capitano è un film che merita di essere visto e apprezzato da tutti. Un’esperienza che non si dimentica, perché ci lascia un segno nel cuore e nella mente.

Voto: 8/10

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Cliff

Amante della settima arte, cinefilo in tutto e per tutto ma sempre disposto a conoscere cose nuove. Amo particolarmente il cinema di James Gray e ascolto Taylor Swift, i cinecomic Marvel sono la mia kryptonite 👀

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